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Camminare in Sicilia d'inverno

Sui punti costieri, in trent'anni di dati, non è mai gelato nemmeno una notte, e quattro giorni invernali su cinque hanno la massima fra 12 e 18 gradi: sulla costa l'inverno è la stagione migliore dell'anno, e a 1.900 metri sull'Etna gela 117 giorni all'anno.

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6 settembre 2026Aggiornata
Redazione Sentieri Siciliani ·
Camminare in Sicilia d'inverno. Paesaggio siciliano legato al tema della guida.
53cri021CC BY-SA 4.0Wikimedia Commons

La guida sull'autunno si chiude su un'isola che arriva da quattro mesi di secco, con le sorgenti al minimo e la ricarica delle falde in ritardo di settimane sulla pioggia che si vede cadere. L'inverno è la stagione in cui quella ricarica arriva, ed è l'unica in cui la costa si cammina senza contrattare con il sole.

Sono due affermazioni diverse e vanno tenute separate, perché d'inverno la Sicilia non è un posto solo. Sui punti costieri che abbiamo contato non è mai gelato in trent'anni. A 1.900 metri sull'Etna gela 117 giorni all'anno.

Sulla costa non gela mai

Abbiamo contato trent'anni di rianalisi ERA5-Land, dal 1995 al 2024, su quattro nodi di griglia costieri. Davanti a San Vito lo Capo, nodo a 14 metri di quota, la massima media è di 15,5 gradi in dicembre, 14,3 in gennaio, 14,7 in febbraio. A Vendicari, nodo a livello del mare, gennaio dà 14,6 e 10,2; a Mondello 14,2 e 9,2, a Torre Salsa 13,9 e 8,8.

La media nasconde la cosa utile, che è la distribuzione. Nei tre mesi invernali il 79 per cento dei giorni ha una massima fra 12 e 18 gradi davanti a San Vito, l'87 per cento a Vendicari. Sotto i 10 gradi si scende nel 3 o 4 per cento dei giorni, sotto i 5 mai. E in trent'anni non compare nemmeno una minima negativa: sulla costa, nella rianalisi, il gelo non esiste come evento.

Il termine di paragone è lo stesso nodo in luglio: 32,8 gradi di massima media. Il vincolo che d'estate decide tutto sulle riserve costiere, cioè l'assenza di ombra, d'inverno cambia di segno: su un sentiero senza alberi, a quindici gradi, il sole è quello che si cerca.

La stagione umida si conta in giorni, non in millimetri

Il Piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia dà per l'isola una piovosità media dell'ordine dei 700 mm all'anno e scrive che da ottobre a marzo ne cade circa l'80 per cento. Detta così, la stagione in cui si cammina meglio sembra anche quella in cui piove sempre.

Il conteggio giorno per giorno dice un'altra cosa. Sul nodo ERA5 davanti a San Vito lo Capo dicembre, gennaio e febbraio portano 179 mm su 543 annui. Su quei novanta giorni, 47 restano sotto i due decimi di millimetro, 31 superano il millimetro e soltanto 5 superano i 10 mm; il decimo più intenso dei giorni piovosi porta da solo circa un terzo della pioggia invernale.

È la differenza fra una stagione bagnata e una giornata bagnata. Chi cammina trova una lunga serie di giorni asciutti interrotta da pochi giorni molto forti, e sono quei pochi a chiudere le forre: il fondo di Cavagrande del Cassibile e il greto delle Gole dell'Alcantara non rispondono alla pioggia del mese ma a quella delle ultime ore.

Il sole se ne va alle tre

C'è un vincolo invernale che quasi nessuno scrive, e nasce dalla stessa geometria che d'estate non serve a niente. Sul versante costiero dello Zingaro il crinale a ovest è alto fra 25 e 37 gradi sull'orizzonte. Il 21 dicembre, a quella latitudine, il sole non supera i 28,5 gradi di altezza in tutta la giornata; il 21 luglio arriva a 72,4.

D'inverno, quindi, il crinale vince. Incrociando il profilo di orizzonte con la posizione del sole, sul tratto verso Punta Capreria il sole diretto lascia il sentiero attorno alle 15 e verso l'Uzzo attorno alle 14 e 40, contro un tramonto alle 16 e 52. In luglio, sugli stessi punti, se ne va fra le 17 e le 18. La stessa parete che d'estate arriva troppo tardi per fare ombra utile, d'inverno si prende il pomeriggio.

Le ore di luce, e il giorno più corto che non è quello che sembra

La luce invernale siciliana è più abbondante di quella che ha in testa chi programma da nord. Il 21 dicembre 2026 Palermo ha l'alba alle 7 e 19 e il tramonto alle 16 e 50: 9 ore e 31 minuti di luce, Siracusa 9 e 37. Lo stesso giorno Milano ne ha 8 e 43 e Bolzano 8 e 35. Il 15 gennaio Palermo è a 9 e 48, il 1° febbraio a 10 e 17.

Un dettaglio sposta i conti pratici. Il tramonto più presto dell'anno a Palermo non cade al solstizio ma il 7 dicembre, alle 16 e 47, e l'alba più tardi il 6 gennaio, alle 7 e 23. Le sere ricominciano ad allungarsi due settimane prima del solstizio, le mattine slittano fino all'Epifania. Su un percorso lineare l'ora di inversione si calcola sul tramonto, e il tramonto smette di peggiorare nella prima settimana di dicembre.

Il mare chiude i tratti bassi proprio adesso

Il conto delle onde sta già nella guida sul trekking costiero, e d'inverno diventa il vincolo principale. Nel golfo di Castellammare le ore con onda significativa pari o superiore a due metri sono il 14,9 per cento in dicembre e il 14,5 in gennaio, contro lo 0,2 di luglio, e l'altezza media passa da 0,40 metri a 1,16.

Tradotto in percorsi: circa un'ora su sette, nei mesi migliori, i tratti a livello di battigia sono fuori uso. Riguarda il percorso costiero di Vendicari, che in più punti corre sulla spiaggia, il sentiero di Capo Gallo verso il faro e l'arenile di Torre Salsa. Lo Zingaro sta più alto e regge: lì salta la discesa alle cale.

In quota è un'altra isola

Gli stessi trent'anni di rianalisi, sui nodi di quota, descrivono un paese diverso. Sul nodo delle Madonie a 1.486 metri, poco sotto Piano Battaglia che ne misura 1.572, gennaio dà 5,1 gradi di massima e -0,1 di minima, con 37 giorni di gelo nei soli mesi invernali e 49 nell'anno. Sul nodo dei Nebrodi a 1.687 metri, sotto Monte Soro che ne misura 1.847, i giorni di gelo annui sono 76. Sul nodo etneo a 1.914 metri, praticamente la quota del Rifugio Sapienza, gennaio dà 3,5 di massima e -3,2 di minima, i giorni di gelo sono 117 e l'11 per cento dei giorni invernali non supera lo zero nemmeno nel pomeriggio.

Fra la costa e quota 1.900 ci sono, in gennaio, circa undici gradi di massima: lo stesso giorno, due ore di macchina. Mettendo in fila i nove nodi il gradiente risulta di 0,6 gradi ogni cento metri, e ne escono due quote utili: la minima media di gennaio tocca lo zero attorno ai 1.450 metri, la massima media attorno ai 2.450. Sopra i 1.450 la notte gela di norma; sopra i 2.450 la giornata media di gennaio non disgela. E i nodi stanno più in basso delle cime, quindi sopra questi numeri restano ancora centinaia di metri di montagna.

Sul cambiamento in corso i numeri sono concordi e piccoli. Fra i quindici inverni 1996-2010 e i quattordici 2011-2024 la massima invernale media sale di 0,55 gradi sui nodi costieri e di 0,76 su quello etneo a 1.914 metri, dove i giorni di gelo per inverno scendono da 78 a 72. Non è un'inversione di stagione, è uno spostamento del margine, e l'effetto che pesa di più sta a valle: il Piano di gestione indica fra i fattori che peggiorano il bilancio idrico la riduzione dei giorni nevosi e della permanenza della neve al suolo, con grande influenza sulla ricarica delle falde e sull'andamento delle sorgenti.

Quando un percorso cambia categoria

Il Parco delle Madonie pubblica il Sentiero di Pizzo Carbonara come un anello di 7,2 chilometri con 379 metri di dislivello e quattro ore, da Piano Battaglia a 1.572 metri fino alla cima a 1.979. Lo classifica EE, escursionisti esperti, e avverte che servono ottima visibilità e condizioni favorevoli, perché la nebbia può compromettere il raggiungimento della cima in sicurezza.

Con la neve quei numeri non cambiano, e la classificazione sì. Le scale di difficoltà del Club Alpino Italiano approvate nel 2021 tolgono i percorsi innevati dalla scala escursionistica e li mettono in una scala a parte, EAI, escursionismo in ambiente innevato, che si ferma a pendenze medie di 25 gradi. Nel primo grado, EAI-F, ARTVA, pala e sonda sono consigliati. Dal secondo, EAI-PD, fra 10 e 15 gradi di pendenza media, diventano indispensabili insieme alle tecniche di autosoccorso. Nel terzo possono servire piccozza e ramponi.

Il punto non è che 7,2 chilometri con 379 metri di dislivello diventino difficili. È che smettono di essere la stessa attività: cambia la scala con cui si misurano, cambia l'attrezzatura obbligatoria e cambia quello che può andare storto. Sull'Etna si somma il vincolo che non ha stagione: sopra i 2.500 metri serve una guida abilitata, a gennaio come ad agosto.

Cosa chiude, e cosa d'inverno non c'è proprio

Le strade per prime. Sulle provinciali della Città metropolitana di Catania, comprese la SP92 da Nicolosi a Zafferana Etnea e la SP59 da Milo a Linguaglossa, dal 15 novembre al 15 aprile vige l'obbligo di pneumatici invernali o di catene a bordo. Sulle Madonie la Città metropolitana di Palermo attiva il piano neve con controlli al bivio di Portella Colla e al bivio della SP54 di Petralia Sottana, e chiede catene o gomme invernali per salire.

Poi gli impianti, che non sono un servizio garantito. Palermo Energia, che gestisce a Piano Battaglia la seggiovia per il Monte Mufara, la sciovia e il tapis roulant, ha chiuso tutto il 24 febbraio 2025 perché le alte temperature avevano ridotto il manto nevoso ai minimi termini, e di nuovo il 6 febbraio 2026 per la pioggia. Nel luglio 2026 la gestione è andata a bando: la domanda utile non è quali impianti ci sono, ma chi li apre.

Infine i collegamenti marittimi, dove d'inverno il servizio non si dirada: si cancella la linea. La Carta dei servizi di Liberty Lines classifica come stagionali tre collegamenti veloci, Palermo-Eolie-Milazzo, Trapani-Pantelleria e Porto Empedocle per le Pelagie. Da novembre a marzo resta la nave, e la Lampedusa-Linosa scende a tre giorni la settimana. Un itinerario invernale su due isole si costruisce sui giorni in cui la corsa esiste.

In pratica

Sulla costa, da dicembre a febbraio, si parte a metà mattina e si cammina nelle ore centrali: l'esatto contrario di giugno-settembre. Prima di contare su un tratto di battigia si guarda il mare degli ultimi due giorni; prima di contare su un fondovalle, la pioggia delle ultime ore e non quella del mese.

In quota si guarda un'altra cosa ancora, e non è il meteo del paese a valle. Sopra i millecinquecento metri l'inverno siciliano è inverno vero, con la differenza che è breve e cambia in fretta: la stessa neve che sposta Pizzo Carbonara da EE a EAI può essere già sparita due giorni dopo, e la decisione si prende la mattina stessa guardando le webcam, non la settimana prima guardando il calendario.

Casi concreti

Caso

Sette aprile, Pizzo Carbonara, ancora tutto sotto neve

Un padre di sessant'anni e il figlio sedicenne lasciano l'auto in località Battaglietta, sulle Madonie, con l'intenzione di raggiungere la cima di Pizzo Carbonara. È il 7 aprile 2026 e l'area è ancora interamente coperta di neve.

  • I due si separano a metà percorso. Il padre, non riuscendo più a trovare il figlio, chiama i soccorsi e riferisce che il ragazzo gli ha scritto di avere sintomi di ipotermia.
  • Intervengono tre squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, una da Petralia Sottana e due da Palermo, l'elicottero della Polizia di Stato del reparto volo di Boccadifalco, i carabinieri di Petralia Sottana e la centrale operativa del 118.
  • Il minore presenta segnali avanzati di ipotermia. Entrambi vengono recuperati con il verricello e trasferiti all'ospedale di Petralia Sottana.
  • Il Parco delle Madonie classifica quel percorso EE e ne dà i numeri estivi: 7,2 chilometri, 379 metri di dislivello, quattro ore.
  • Sull'attrezzatura dei due le cronache non dicono nulla, e non lo diciamo nemmeno noi.

Cosa se ne ricava. La stagione invernale in quota non finisce quando finisce l'inverno sul calendario, e non finisce quando è finita sulla costa. Il 7 aprile a Palermo si cammina in maglietta; sulle alte Madonie, lo stesso giorno, si cammina su un percorso che ha cambiato scala di difficoltà. La data non è un'informazione sufficiente per decidere che attrezzatura mettere nello zaino.

Le Madonie con la neve

Caso

La montagna che resta con una strada sola

Piano Battaglia, il punto di partenza di quasi tutto l'escursionismo invernale delle Madonie, si raggiunge per provinciali che franano. Nel febbraio 2026 ne è saltata un'altra, in piena stagione.

  • Il 5 febbraio 2026 la Città metropolitana di Palermo dispone con ordinanza n. 617 la chiusura della SP119 Polizzi-Portella Colla fra il chilometro 10+500 e il 10+700, per un nuovo movimento franoso a ridosso del bivio di Portella Colla.
  • Con quella chiusura Polizzi Generosa resta isolata e Piano Battaglia resta raggiungibile da Petralia Sottana e da Collesano, cioè per la SP54.
  • Sulla stessa SP119 risultano in vigore da oltre vent'anni altre due ordinanze: una fra il chilometro 3 e il chilometro 5 per rischio di caduta massi, l'altra fra il chilometro 1,7 e il 3 per cedimento della sede stradale.
  • Il 10 febbraio 2026 il sindaco di Polizzi Generosa convoca al Centro operativo comunale un tavolo tecnico con Regione, Città metropolitana, Prefettura, Unione dei Comuni delle Madonie e SoSviMa, sui 2.232.000 euro del Fondo sviluppo e coesione 2021/2027 disponibili per quella strada e sui 3.800.000 destinati alle vie di accesso a Piano Battaglia.
  • Nel maggio 2026 oltre seicento cittadini chiedono la nomina di un commissario straordinario per quella strada.

Cosa se ne ricava. Sulle montagne siciliane la variabile invernale non è la neve soltanto: è l'accesso. Una frana su una provinciale toglie un versante intero per una stagione o per anni, e non compare in nessun bollettino nivometeorologico. Prima di puntare su Piano Battaglia si verifica la strada oltre al manto nevoso, e si verifica da quale lato ci si arriva.

Parcheggi e partenze

Caso

Gli impianti chiusi il 24 febbraio

Piano Battaglia ha tre impianti di risalita, ed è la ragione per cui molti danno per scontato che a febbraio lassù ci sia la neve. Le comunicazioni del gestore raccontano un'altra cosa.

  • Palermo Energia gestisce la seggiovia biposto per il Monte Mufara, a 1.865 metri, una sciovia e un tapis roulant.
  • Il 24 febbraio 2025 il gestore comunica la chiusura degli impianti perché le alte temperature hanno ridotto il manto nevoso ai minimi termini, a tempo indeterminato fino al cambiare delle condizioni.
  • Il 6 febbraio 2026 gli impianti chiudono di nuovo, questa volta per la pioggia; il 28 marzo 2026 il gestore comunica che sono tutti funzionanti.
  • Nel luglio 2026 la gestione della seggiovia, della sciovia, del tapis roulant e delle piste Falcone, Borsellino e Mollica viene messa a bando per affidarla a un privato, con scadenza l'8 agosto 2026.
  • Sul nodo di rianalisi più vicino a Piano Battaglia, a 1.486 metri, la massima media di febbraio è di 5,4 gradi e i giorni con minima sotto zero sono 37 per inverno.

Cosa se ne ricava. La presenza di un impianto non dice niente sulla presenza della neve, e in Sicilia le due cose divergono spesso. Chi sale per camminare deve trattare l'apertura degli impianti come un dato del giorno, non della stagione, e deve avere un programma che funzioni anche con la seggiovia ferma: nel dubbio, la risposta è la webcam della mattina stessa.

Piano Battaglia

Domande frequenti

Le riserve costiere sono aperte d'inverno, e con quali orari?

Aperte sì, ma un orario invernale pubblicato in un provvedimento dell'ente non lo abbiamo trovato per nessuna delle riserve costiere che seguiamo. Le cifre che circolano, tipicamente 8-16 in inverno contro 7-19.30 in estate, compaiono su pagine informative e non su atti, e sono esattamente il genere di dato che cambia senza preavviso. Con un tramonto che a fine dicembre cade fra le 16 e 45 e le 16 e 55, l'orario del cancello di uscita conta più che in agosto: va chiesto all'ente gestore il giorno prima.

Il vento è un problema, d'inverno?

Più che d'estate, ed è il rovescio della medaglia della stagione. Nei conteggi pubblicati nella guida sul trekking costiero le ore con vento sopra i 30 km orari sono l'1,1 per cento del totale sulla costa nord-occidentale e l'1,9 su quella meridionale, e si concentrano quasi tutte fra dicembre e marzo. Novembre è anche il mese di massima frequenza dello scirocco, con il 18,6 per cento delle ore nel golfo di Castellammare. Su un crinale costiero il vento invernale è la ragione più comune per cui una giornata a quindici gradi diventa scomoda.

Serve l'ARTVA per una ciaspolata alle Madonie?

Dipende dal percorso, e la risposta non è un'opinione. Le linee guida del Club Alpino Italiano del 2021 danno ARTVA, pala e sonda come consigliati nel grado più facile dell'escursionismo in ambiente innevato, EAI-F, cioè su percorsi pianeggianti o con inclinazione media sotto i 10 gradi, non esposti a pendii ripidi. Dal grado successivo, EAI-PD, li danno come indispensabili, insieme alla capacità di usarli. Il giro dal valico di Portella Femmina Morta al Lago Maulazzo, sui Nebrodi, e la salita a Pizzo Carbonara non stanno nello stesso grado e non chiedono la stessa dotazione: il primo è un percorso di altopiano dentro la faggeta, il secondo sale su un altopiano carsico senza riferimenti visivi, dove con la nebbia si perde l'orientamento anche conoscendolo. Sull'Etna la stessa logica vale molto sotto la quota regolamentata dei 2.500 metri: la Pista Altomontana corre attorno ai 1.750, e il nodo di rianalisi più vicino, a 1.860 metri, conta 101 notti di gelo l'anno.

D'inverno trovo acqua alle sorgenti, visto che è la stagione della ricarica?

La ricarica delle falde arriva d'inverno, ed è la differenza vera rispetto all'autunno. Non cambia però la regola operativa di questo sito, per due motivi. Il primo è che nessun ente dichiara potabile una sorgente perché è la stagione giusta: si beve solo dove qualcuno lo dichiara. Il secondo è geografico: sulle Madonie la ricarica avviene in quota e l'acqua riemerge a valle, quindi chi sale da Piano Battaglia a Pizzo Carbonara ha sotto i piedi circa 83 milioni di metri cubi l'anno di risorsa rinnovabile e nessun punto dove riempire una borraccia. L'autonomia si porta anche a gennaio.

Si arriva senza auto, d'inverno?

Peggio che in estate, e per ragioni diverse a seconda di dove. Sulle isole minori il problema è strutturale: tre collegamenti veloci sono classificati come stagionali e da novembre a marzo restano solo le navi. Sull'Etna esiste una sola corsa giornaliera di autobus da Catania al Rifugio Sapienza, andata al mattino e ritorno nel pomeriggio, sospesa in alcuni giorni festivi. Verso Piano Battaglia e verso le riserve costiere non abbiamo trovato pubblicato un orario di linea invernale verificabile: va chiesto al comune o all'azienda di trasporto, non dedotto dagli orari estivi.

È una buona stagione per portare i bambini?

Sulla costa sì, e per una ragione precisa: sparisce il vincolo che d'estate rende difficili quei percorsi, cioè camminare senza ombra con il caldo. Un percorso come quello costiero di Vendicari, 32 metri di dislivello in 7,4 chilometri, a gennaio si fa a metà mattina senza nessuna delle costrizioni di agosto. Restano due cose da calcolare: la luce, perché lì il tramonto è alle 16 e 47 il 21 dicembre e alle 17 e 07 a metà gennaio, e il mare, perché i tratti che corrono sulla spiaggia con onda formata non ci sono. In quota il discorso è opposto e non si risolve con l'abbigliamento.

Come abbiamo verificato

Le temperature, i giorni di gelo e il conteggio dei giorni di pioggia sono nostri calcoli su rianalisi: ERA5-Land per le temperature, 1995-2024, ed ERA5 per le precipitazioni, sugli stessi anni, interrogate attraverso l'archivio storico di Open-Meteo. Per ogni punto dichiariamo la quota del nodo di griglia, che non coincide con quella del sentiero: sulle vette la rianalisi sta più in basso della cima e legge un inverno più mite di quello vero. Le ore di alba e tramonto sono calcolate con l'algoritmo solare standard e sono precise a un paio di minuti. Il momento in cui il sole diretto lascia il sentiero costiero è ottenuto incrociando la posizione del sole con il profilo di orizzonte che PVGIS ricava dal modello del terreno, sugli stessi due punti già usati nella guida sul trekking costiero. Le altezze d'onda sono quelle già pubblicate lì e non sono state ricalcolate. Il quadro delle piogge sull'isola viene dal Piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia. Regole, ordinanze, classificazioni e avvisi degli enti sono quelli pubblicati e consultati il 6 settembre 2026: cambiano, si verificano prima di partire. Dove non abbiamo trovato una fonte lo diciamo.

Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 6 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.

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