Riserve naturali della Sicilia
Le aree protette che si percorrono a piedi, con quello che serve per organizzarsi davvero: da dove si entra, dove si parcheggia, se c’è acqua e se c’è ombra.
Riserva dello ZingaroSette chilometri di costa senza strade, sette calette e tre sentieri a quote diverse. Come si entra, da quale lato conviene, quanto ci vuole davvero.
Gole dell’AlcantaraColonne di basalto su pareti che superano i venti metri, e acqua fredda in ogni stagione. Come si scende, quali sono i due accessi e perché il trekking vero sta fuori dalla gola.
Cavagrande del CassibileUna forra che al belvedere sfiora i cinquecento metri di profondità, con laghetti smeraldo sul fondo. La discesa è ripida, la risalita è la parte dura, e la riserva chiude facilmente.
Riserva di VendicariPantani salmastri, una tonnara in rovina e la spiaggia di Calamosche. Il percorso è pianeggiante e questa è l’unica riserva siciliana che funziona bene con i bambini piccoli.
PantalicaCinquemila tombe scavate nelle pareti di una forra, e un percorso pianeggiante sul tracciato di una ferrovia dismessa. Patrimonio UNESCO, e quasi nessuna salita.
Bosco della FicuzzaIl complesso forestale più esteso della Sicilia occidentale, tre quarti d’ora da Palermo, ai piedi della Rocca Busambra. Grande, fresco e sorprendentemente poco frequentato.
Monte CofanoUn promontorio calcareo isolato che si alza dal mare. Due modi di affrontarlo: il giro alla base, facile e panoramico, oppure la vetta, che è tutt’altra cosa.