Le aree escursionistiche della Sicilia
Non esiste una Sicilia sola. Ogni area ha il suo terreno, la sua stagione buona e i suoi limiti: le coste calcaree si camminano d’inverno, le Madonie hanno la neve, l’Etna ha le regole.
Il vulcano attivo più alto d’Europa si cammina su tre versanti diversi, ognuno con la sua stagione e le sue regole. Qui trovi da dove si parte, cosa si vede e cosa serve sapere prima.
Faggete, doline carsiche e la seconda vetta della Sicilia. Le Madonie sono l’area dove l’escursionismo siciliano somiglia di più a quello alpino, neve compresa.
Il parco più grande dell’isola, e il meno frequentato. Boschi fitti, laghi d’alta quota e i cavalli sanfratellani allo stato brado.
Falesie a picco, calette raggiungibili solo a piedi e la prima riserva istituita in Sicilia. Qui si cammina sul mare, letteralmente.
Canyon scavati nella roccia calcarea, tombe preistoriche a migliaia e pantani costieri pieni di fenicotteri. Il sud-est è la Sicilia meno alpina e più sorprendente.
Le colonne di basalto scavate dal fiume, e dietro una dorsale poco battuta che corre fino allo Stretto di Messina.
Il gruppo montuoso meno frequentato dell’isola e una costa di dune protette. Terreno quasi libero, anche in SERP.
Monte Pellegrino, Capo Gallo, la Ficuzza. Palermo è una delle poche città italiane da cui si va a camminare in autobus.
Vulcani attivi, montagne che escono dal mare e sentieri di crinale. Le isole hanno il trekking migliore della Sicilia e quasi nessuno lo cerca.