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Sentieri SicilianiDove si cammina in Sicilia, con i dati giusti

Provincia di Siracusa, Ragusa

Iblei e Val di Noto: cave, necropoli e riserve

Canyon scavati nella roccia calcarea, tombe preistoriche a migliaia e pantani costieri pieni di fenicotteri. Il sud-est è la Sicilia meno alpina e più sorprendente.

Paesaggio: Iblei e Val di Noto, Sicilia
Christophe PINARDCC BY-SA 2.0Wikimedia Commons

Gli Iblei non hanno montagne. Hanno il loro contrario: un altopiano calcareo tagliato da forre profonde anche trecento metri, che qui si chiamano cave. Sono canyon veri, con l’acqua sul fondo, e si scende dentro invece di salire.

Cavagrande del Cassibile è la più famosa: una gola con laghetti color smeraldo sul fondo, raggiungibili con una discesa ripida e faticosa. È anche il posto dell’area con la storia più complicata in fatto di accessi e chiusure, e questa è una cosa da verificare sempre prima di mettersi in macchina.

Pantalica è la stessa geologia usata dagli uomini: cinquemila tombe scavate nelle pareti della cava dell’Anapo fra il XIII e l’VIII secolo avanti Cristo. Ci si cammina dentro seguendo il tracciato della vecchia ferrovia Siracusa-Vizzini, che è pianeggiante e adatta a tutti.

Sulla costa, Vendicari è un’altra cosa ancora: pantani salmastri, una tonnara in rovina e la sosta dei migratori. Si cammina in piano fra i sentieri di sabbia, ed è l’unica riserva dell’area che funzioni bene anche con i bambini piccoli.

Quando andarci

  • Da marzo a maggio: le cave sono verdi, l’acqua c’è, e nelle riserve costiere passano i migratori.
  • Da ottobre a dicembre per Vendicari, quando arrivano i fenicotteri e il caldo è finito.
  • D’estate le cave diventano trappole di calore: la discesa è all’ombra ma la risalita no, e va fatta presto.

I luoghi

I sentieri dell’area