
Sicilia · escursionismo
Dove si cammina in Sicilia, con i dati giusti.
Riserve, monti e sentieri con gli accessi reali, le tracce GPX scaricabili e i dislivelli calcolati dai dati aperti. Niente numeri copiati da un blog all’altro.
- Sentieri con traccia
- 72
- Luoghi con scheda
- 13
- Profili altimetrici
- 72
- Guide
- 34
Berthold WernerCC BY-SA 4.0Wikimedia Commons
Da verificare prima di partire
Dal 13 agosto 2026 il Dipartimento regionale di Protezione Civile ha attivato la fase operativa di allarme del sistema di allertamento ETNAS, che comporta l’interdizione totale della Zona Sommitale, presidiata con cancelli su Etna Sud ed Etna Nord. In fase di allarme non vale la regola ordinaria della guida obbligatoria: sopra la quota interdetta non si sale, né accompagnati né da soli. Fuori dalle fasi di allarme resta l’impianto ordinario: accesso libero fino a 2500 metri, guida alpina o vulcanologica abilitata fra 2500 e 2750, divieto assoluto oltre i 2750.
Un incendio nel luglio 2025 ha colpito una parte significativa della riserva, che è rimasta chiusa a lungo. La riapertura, avvenuta nel maggio 2026, è stata graduale e riguarda solo una porzione della rete sentieristica. Prima di partire va controllato sul sito dell’ente quale percorso è effettivamente percorribile: non è detto che i tre sentieri storici siano tutti aperti.
Il sentiero che sale in vetta risulta segnalato come temporaneamente interdetto a seguito di un incendio del 2025. Il periplo alla base non è interessato. Va verificato con l’ente gestore prima di programmare la salita.
L’accesso di Ponte Diga, in comune di Cassaro, è chiuso dal novembre 2021 per il crollo del ponte dopo eventi meteorologici. Di conseguenza il tracciato della ex ferrovia non è più percorribile da capo a capo: oggi si fa come andata e ritorno dall’ingresso Fusco, in comune di Sortino.
Il sentiero Scala Cruci, chiuso dall’incendio del giugno 2014, è stato riaperto nell’agosto 2024 dopo i lavori di messa in sicurezza. Con la riapertura è stato introdotto un biglietto d’ingresso, acquistabile alle biglietterie del Belvedere di Avola Antica, di Carrubbella e di Stallaini. La riserva chiude per due o tre giorni dopo le piogge.
Nei periodi di alto rischio incendio le riserve naturali possono chiudere senza preavviso, anche in giornata. Vale in particolare per Zingaro, Monte Cofano e le riserve del sud-est. Gli avvisi di allerta sono pubblicati dalla Protezione Civile della Regione Siciliana.
Un decreto dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente dell’ottobre 2025 ha aperto all’introduzione di cani al guinzaglio su sentieri e zone specifiche delle aree protette, parchi e riserve. I sentieri ammessi però li individua ciascun ente gestore: la regola non è automatica e non vale ovunque. Resta il divieto assoluto nelle zone A dei parchi e nelle riserve integrali. Alla Riserva dello Zingaro il regolamento pubblicato vieta i cani anche al guinzaglio.
Le aree
La Sicilia escursionistica non è una sola. Ogni area ha la sua stagione, il suo terreno e i suoi vincoli.
EtnaIl vulcano attivo più alto d’Europa si cammina su tre versanti diversi, ognuno con la sua stagione e le sue regole. Qui trovi da dove si parte, cosa si vede e cosa serve sapere prima.
MadonieFaggete, doline carsiche e la seconda vetta della Sicilia. Le Madonie sono l’area dove l’escursionismo siciliano somiglia di più a quello alpino, neve compresa.
NebrodiIl parco più grande dell’isola, e il meno frequentato. Boschi fitti, laghi d’alta quota e i cavalli sanfratellani allo stato brado.
Zingaro e TrapaneseFalesie a picco, calette raggiungibili solo a piedi e la prima riserva istituita in Sicilia. Qui si cammina sul mare, letteralmente.
Iblei e Val di NotoCanyon scavati nella roccia calcarea, tombe preistoriche a migliaia e pantani costieri pieni di fenicotteri. Il sud-est è la Sicilia meno alpina e più sorprendente.
Alcantara e PeloritaniLe colonne di basalto scavate dal fiume, e dietro una dorsale poco battuta che corre fino allo Stretto di Messina.
Sicani e AgrigentinoIl gruppo montuoso meno frequentato dell’isola e una costa di dune protette. Terreno quasi libero, anche in SERP.
Palermo e dintorniMonte Pellegrino, Capo Gallo, la Ficuzza. Palermo è una delle poche città italiane da cui si va a camminare in autobus.
Isole minoriVulcani attivi, montagne che escono dal mare e sentieri di crinale. Le isole hanno il trekking migliore della Sicilia e quasi nessuno lo cerca.
I luoghi con la scheda completa
Accessi, parcheggi, acqua e ombra, con la data dell’ultima verifica in chiaro.
Riserva dello ZingaroSette chilometri di costa senza strade, sette calette e tre sentieri a quote diverse. Come si entra, da quale lato conviene, quanto ci vuole davvero.
Gole dell’AlcantaraColonne di basalto su pareti che superano i venti metri, e acqua fredda in ogni stagione. Come si scende, quali sono i due accessi e perché il trekking vero sta fuori dalla gola.
Cavagrande del CassibileUna forra che al belvedere sfiora i cinquecento metri di profondità, con laghetti smeraldo sul fondo. La discesa è ripida, la risalita è la parte dura, e la riserva chiude facilmente.
Riserva di VendicariPantani salmastri, una tonnara in rovina e la spiaggia di Calamosche. Il percorso è pianeggiante e questa è l’unica riserva siciliana che funziona bene con i bambini piccoli.
PantalicaCinquemila tombe scavate nelle pareti di una forra, e un percorso pianeggiante sul tracciato di una ferrovia dismessa. Patrimonio UNESCO, e quasi nessuna salita.
Bosco della FicuzzaIl complesso forestale più esteso della Sicilia occidentale, tre quarti d’ora da Palermo, ai piedi della Rocca Busambra. Grande, fresco e sorprendentemente poco frequentato.
Percorsi con file GPX
Distanza, dislivello e quote calcolati dalla geometria e dal modello del terreno.
Il tracciato che percorre la riserva restando basso sul mare e tocca le calette. È la camminata più fatta della Sicilia.
Ficuzza, vecchia stazione e Gorgo del DragoUn anello breve e ombreggiato nella lecceta, a mezz’ora da Palermo. Il percorso giusto per una prima uscita.
Pista ai crateri sommitali dell’EtnaLa pista che sale verso l’area sommitale del vulcano, oltre i tremila metri. Oltre una certa quota serve una guida autorizzata.
Pista Altomontana dell’EtnaLa sterrata che taglia il versante nord a quota quasi costante. Il modo migliore di camminare a lungo sull’Etna restando fuori dalle zone regolamentate.
Salita alla Fossa delle Felci (sentiero 5)La via diretta alla cima più alta delle Eolie, dentro una felceta fitta.
Sentiero della Prisa a CavagrandeUno degli accessi al fondo della forra del Cassibile. Breve, ma con la risalita che è la parte vera.
Le domande che si fanno tutti
Qual è il periodo migliore per fare trekking in Sicilia?
Marzo e aprile. In quei due mesi le temperature stanno fra i quindici e i venticinque gradi, la macchia è in fiore e le sorgenti hanno ancora acqua. Ottobre e novembre sono la seconda finestra, meno conosciuta e altrettanto buona. L’estate è il periodo di massima affluenza ma non di massima praticabilità: sulle coste calcaree senza ombra, dopo le undici del mattino, camminare diventa un problema di sicurezza.
Ci sono percorsi ad anello in Sicilia?
Pochi. La rete siciliana deriva in gran parte dalle trazzere della transumanza e dalle piste forestali, che collegavano due punti diversi, e le riserve costiere sono strisce strette in cui l’anello non ci sta. Gli anelli si trovano soprattutto sulle piste forestali dei Nebrodi e della Ficuzza e attorno ai promontori isolati come Monte Cofano.
Serve una guida per salire sull’Etna?
Fino a 2500 metri si cammina liberamente sui sentieri autorizzati. Fra 2500 e 2750 metri serve una guida alpina o vulcanologica abilitata, e oltre i 2750 il divieto è assoluto. A questo si somma il sistema di allertamento ETNAS: quando scatta la fase di allarme la Zona Sommitale viene interdetta del tutto, e la guida non fa differenza.
Si può camminare in Sicilia senza macchina?
In parte. Palermo è il caso migliore: Monte Pellegrino si raggiunge con l’autobus urbano, e il Bosco della Ficuzza ha corse verso Corleone. L’Etna sud ha un autobus giornaliero da Catania. Sulle isole l’auto non serve. Per il resto, da Cavagrande alle Madonie, serve un mezzo proprio.
Che terreno si trova sui sentieri siciliani?
Quattro terreni diversi che chiedono comportamenti diversi: calcare costiero chiaro, che riflette il sole e in discesa scivola; sabbia vulcanica e lava sull’Etna, cedevole e abrasiva; altopiano carsico sulle Madonie, con doline e orientamento difficile; piste forestali larghe e facili nei Nebrodi e alla Ficuzza.
Quanta acqua serve per una camminata in Sicilia?
Come minimo due litri a persona per mezza giornata in ambiente costiero fra maggio e settembre, tre se il percorso supera le quattro ore o è privo di ombra. Sono minimi: in condizioni calde si perdono fra mezzo litro e un litro all’ora. Nelle riserve siciliane non ci sono punti di rifornimento affidabili.
C’è la neve in Sicilia?
Sì, da dicembre a marzo sulle Madonie, soprattutto attorno a Piano Battaglia, dove ci sono tre impianti di risalita, e sull’Etna. Sull’Etna però funziona solo il versante nord: la stazione di Etna Sud è ferma dal 2017.
Da dove vengono i dati di questo sito?
Le geometrie dei percorsi da OpenStreetMap, con licenza ODbL e attribuzione ai contributori. Quote e dislivelli sono calcolati interrogando un modello digitale del terreno aperto, non trascritti da altre fonti. Tariffe, orari e stato dei sentieri li pubblichiamo solo se verificati alla fonte, con la data della verifica in chiaro.
Le guide
Stagioni, caldo, regole d’accesso, soccorso. Le cose che valgono per tutta l’isola.
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Etna: permessi, quote e regole di accessoFin dove si sale liberamente, da dove serve una guida autorizzata e perché la risposta cambia nel tempo.
Le Madonie con la neveDa dicembre a marzo la Sicilia ha una montagna invernale vera. Dove si va, cosa serve e come si controlla se la neve c’è davvero.
Il passo successivo
Non sai da dove partire?
Quattro domande — quanto cammini, quanto tempo hai, se hai la macchina, in che stagione — e ti diciamo quali percorsi ti corrispondono, con il motivo di ogni proposta.