Località · Nebrodi
Lago Maulazzo: la strada forestale, gli accessi e le regole del parco

Il Lago Maulazzo è un invaso artificiale dentro il Parco dei Nebrodi, nel comune di Alcara li Fusi, provincia di Messina. La scheda del Parco lo dà costruito negli anni Ottanta dall’amministrazione forestale regionale, con una superficie di circa cinque ettari, alle pendici nord-orientali di Monte Soro, nella faggeta di Sollazzo Verde. Misurata sulla geometria di OpenStreetMap la superficie è di 5,1 ettari: lo specchio d’acqua è lungo 440 metri, largo 240, con un perimetro di 1,1 chilometri. Non è un lago naturale, e non va confuso con il Biviere di Cesarò, che è naturale e sta quattro chilometri più a nord-est.
Ci si arriva dalla statale 289 fra Cesarò e San Fratello. Al valico di Portella Femmina Morta, poco oltre Villa Miraglia, si lascia la statale e si prende la strada che sale verso Monte Soro: 1,4 chilometri di asfalto fino al bivio dove il Parco ha messo una bacheca, poi si tiene la strada bianca di sinistra, quella che porta il nome di Dorsale dei Nebrodi. Dopo altri 2,3 chilometri arriva sulla sponda sud del lago, la fiancheggia per circa seicento metri a dieci o cinquanta metri dall’acqua e si allontana alla testa nord. In tutto 3,7 chilometri dal valico, misurati sulla geometria delle strade in OpenStreetMap. Il Comune di Cesarò, nella scheda del Biviere aggiornata il 20 settembre 2024, scrive che questa strada si percorre a piedi o in auto e che il Maulazzo si incontra prima, con il Biviere circa cinque chilometri più avanti.
Il sentiero segnato che porta il nome dei laghetti, il D345E, non costeggia il lago, e qui gira l’informazione sbagliata più comune. Nel punto più vicino, intorno al chilometro 2,8 della traccia, il centro del Maulazzo resta a 850 metri in linea d’aria. Il D345E tocca altri specchi d’acqua, più piccoli. Chi vuole la sponda del Maulazzo prende la strada forestale descritta sopra.
Nessun ente pubblica orari, biglietti o un divieto di transito per il Maulazzo. La zonizzazione del Parco mette in zona A, di riserva integrale, le faggete d’alta quota e le zone umide d’alta quota: in zona A sono ammessi l’escursionismo e il traffico motorizzato sulle strade esistenti, mentre campeggio, fuochi e abbandono di rifiuti sono vietati. Per le attività di fruizione, escursioni a piedi comprese, l’articolo 17 del decreto istitutivo chiede un’autorizzazione preventiva all’Ente Parco.
Scheda della Redazione Sentieri Siciliani
Prima di partire
Verificato il 20 ottobre 2026 · fonte: Parco dei Nebrodi (scheda Lago Maulazzo, zonizzazione, Autorizzazione per la fruizione, elenco delle aree attrezzate), Comune di Cesarò (scheda Lago Biviere, aggiornata il 20 settembre 2024) e geometria di OpenStreetMap- Ingressi
- Portella Femmina Morta (statale 289) 37.9189, 14.6544 Quota 1.526 m, comune di Cesarò, sulla statale 289 fra Cesarò e San Fratello, poco oltre Villa Miraglia. Da qui al lago sono 3,7 km di strada.
- Bivio della Dorsale dei Nebrodi, dove finisce l’asfalto 37.9248, 14.6656 A 1,4 km dal valico, con una bacheca del Parco. Per il lago si tiene la strada bianca di sinistra; l’asfalto a destra prosegue verso est.
- Sponda sud del lago 37.9397, 14.6703 Dove la strada forestale arriva sull’acqua, a 3,7 km dal valico. Da qui fiancheggia la sponda occidentale per circa seicento metri.
- Parcheggio
- Nessun parcheggio dedicato. Si sosta negli slarghi lungo la statale 289 al valico di Portella Femmina Morta. Sulla strada asfaltata oltre il valico la sosta ai bordi è stata sanzionata nei giorni di maggiore affluenza. Al lago non esiste un’area di sosta pubblicata da un ente.
- Con i mezzi
- Assente. Nessun vettore dichiara fermate al valico di Portella Femmina Morta e non abbiamo trovato corse lungo la 289 che servano l’attacco della strada forestale. Cesarò, il paese più vicino, sta a 16 chilometri di statale dal valico, misurati sulla rete stradale. Serve un mezzo proprio.
- Acqua
- Nessun punto di rifornimento dichiarato potabile da un ente. In OpenStreetMap è mappata una fontana a circa duecento metri dalla sponda nord-orientale, senza conferma dell’ente gestore. Meglio portarla.
- Ombra
- Ottima lungo la strada, che corre nella faggeta di Sollazzo Verde. Sulla sponda è a tratti: il bosco arriva vicino all’acqua, ma la riva è aperta.
- Permessi
- L’Ente Parco chiede un’autorizzazione preventiva per le attività di fruizione, escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo comprese, in base all’articolo 17, punto 1, del decreto istitutivo n. 560/93. Il modulo si invia di norma sette giorni prima a fruizione@parcodeinebrodi.it; informazioni allo 0921 333015. La pagina dell’ente non distingue fra singoli e gruppi: in caso di dubbio conviene chiedere.
- Con bambini
- Sì
3,7 chilometri per verso su strada forestale larga, con circa 145 metri di dislivello da recuperare al ritorno. Alla portata di bambini abituati a camminare, e il tratto finale lungo la sponda è pianeggiante. Il traffico dei giorni festivi è l’ostacolo vero, non il percorso.
- Con il cane
- Con riserva
Il decreto regionale dell’ottobre 2025 ammette i cani al guinzaglio solo sui sentieri individuati dall’ente gestore, e mai in zona A: l’elenco va chiesto al Parco dei Nebrodi, che non lo pubblica. Attenzione al bestiame al pascolo e ai cani da pastore lungo la strada.
- Ingresso e orari
- Non pubblichiamo tariffe e orari che non abbiamo verificato alla fonte in questa stagione. Vanno controllati presso Parco dei Nebrodi (scheda Lago Maulazzo, zonizzazione, Autorizzazione per la fruizione, elenco delle aree attrezzate), Comune di Cesarò (scheda Lago Biviere, aggiornata il 20 settembre 2024) e geometria di OpenStreetMap prima di partire.
I dati operativi di Lago Maulazzo cambiano nel tempo. Se trovi una discrepanza, segnalacela.
I percorsi
Tracce derivate da OpenStreetMap. Distanze, quote e dislivelli sono calcolati dalla geometria e da un modello digitale del terreno, non trascritti da altre fonti.
Cosa aspettarsi
Sulla quota i numeri non tornano, e conviene dirlo subito. La scheda del Parco dà il lago a circa 1.400 metri. Il valico mappato sulla sponda, che si chiama Portella Maulazzo, porta la quota 1.445, e due modelli digitali del terreno indipendenti danno la superficie dell’acqua a 1.446 e a 1.451 metri. I 1.500 metri che compaiono sui giornali sono troppi, i 1.400 del Parco un po’ pochi: la cifra realistica sta intorno ai 1.445. Il valico da cui si parte, Portella Femmina Morta, sta più in alto, a 1.526 metri, e al lago si arriva scendendo.
A piedi dal valico sono 3,7 chilometri per verso. Sul modello del terreno la strada sale di una sessantina di metri nel primo chilometro e mezzo, poi perde circa 145 metri fino al lago: la fatica è al ritorno, non all’andata. Con la formula che usiamo sui percorsi del sito vengono circa un’ora e un quarto per verso, due ore e mezza fra andata e ritorno. Il fondo è asfalto per 1,4 chilometri e poi strada compatta, segnalata in OpenStreetMap come dissestata. Fra il chilometro 2,2 e il 2,6 si attraversano tre guadi: dopo le piogge sono il punto che decide se un’auto bassa passa o no.
La strada corre quasi tutta dentro il bosco, ed è la ragione per cui questa camminata funziona anche d’estate. La faggeta di Sollazzo Verde copre il versante nord-orientale di Monte Soro e arriva fino a poca distanza dall’acqua. Sopra il lago, a nord, c’è il Pizzo Maulazzo, 1.496 metri. Monte Soro, la cima dei Nebrodi, sta un paio di chilometri a sud-est. Il Parco segnala i grifoni fra i rapaci dell’area, ma le pareti dove nidificano sono le Rocche del Crasto, più a nord: dal lago non vanno messi in conto.
Il livello dell’acqua non si può controllare prima di partire, e questo distingue il Maulazzo dai grandi invasi siciliani. Non compare fra le dighe che l’Autorità di bacino regionale segue nei prospetti mensili: nel prospetto al 1° settembre 2026, che abbiamo riletto oggi, le dighe elencate sono trenta e questa non c’è. Nessun ente pubblica capacità, volume invasato o percentuale di riempimento. Chi arriva a fine estate può trovare una sponda più larga di quella delle fotografie, e non c’è modo di saperlo prima.
Nei giorni festivi il problema vero di questo lago è il traffico. Il 17 gennaio 2026 La Sicilia ha raccontato domeniche con auto, moto e camper lungo la strada forestale, barbecue accesi sotto gli alberi, tende e rifiuti sulla sponda, e carabinieri e polizia intervenuti a multare le auto in sosta disordinata ai bordi dell’asfalto. Nello stesso articolo una guida ambientale spiega perché la strada non è chiusa al traffico: è una regia trazzera regionale che in parte coincide con la Dorsale dei Nebrodi. Le associazioni chiedono limitazioni, che al 20 ottobre 2026 non risultano adottate da nessun ente. Lasciare l’auto al valico e fare i 3,7 chilometri a piedi è la scelta che cambia la giornata.
D’inverno la quota si sente. Portella Femmina Morta è il valico più alto attraversato da una statale in Sicilia e Anas ci manda gli spazzaneve: nella nevicata di gennaio 2026, undici operai, tre mezzi e un trattore con lama hanno lavorato su quel tratto della 289. Nessuno dichiara invece che la strada bianca verso il lago venga sgomberata. Il Parco pubblica immagini del Maulazzo ghiacciato, ma non è un appuntamento fisso: a metà gennaio 2026 lo specchio d’acqua non si era ancora ghiacciato del tutto. Prima di salire con la neve conviene sentire Anas per la statale e il Parco per la pista.
Sul resto delle regole la risposta onesta è che va chiesta al Parco. Nel testo dei divieti di zona A che abbiamo letto il bagno e la pesca non sono nominati, e questo non va letto come un permesso: nessun lago siciliano è fra le acque di balneazione controllate, e qui nessuno analizza l’acqua. La campagna antincendio boschivo 2026, fissata dal decreto assessoriale n. 63 del 12 marzo 2026, va dal 15 maggio al 31 ottobre: in quelle settimane un fuoco nella faggeta non è un rischio teorico. Al lago non ci sono cestini, servizi o presidi, e il Maulazzo non compare nell’elenco delle aree attrezzate del Parco: quello che si porta su torna giù.
Quando andarci
- Da maggio a giugno, con la faggeta nuova e la strada asciutta.
- Ottobre e novembre per i colori del bosco, che qui è la ragione principale per salire in autunno.
- D’inverno solo con la neve sotto controllo: la statale 289 al valico la sgombera Anas, la strada bianca verso il lago no.
- Evitare le domeniche e i giorni festivi, quando la strada forestale si riempie di mezzi a motore.
Cosa portare
- Acqua. Nessun ente dichiara un punto di rifornimento potabile al lago.
- Scarpe che tengano il bagnato: i tre guadi e il fondo della strada bianca restano umidi a lungo.
- Uno strato caldo. A 1.445 metri, sulla sponda aperta, il vento è freddo anche a settembre.
- Un sacchetto per i rifiuti: non ci sono cestini e non c’è raccolta.
- Il sentiero segnato dei laghetti, il D345E, non arriva sulla sponda: nel punto più vicino il lago resta a 850 metri. Per il Maulazzo serve la strada forestale dal valico.
- Tre guadi fra il chilometro 2,2 e il 2,6 della strada bianca. Dopo le piogge, e con un’auto bassa, è il punto in cui si resta.
- Nei giorni festivi la strada forestale è percorsa da auto, moto e camper. Con bambini piccoli il problema sono la polvere e i mezzi sulla carreggiata, non il dislivello.
- Fuochi, barbecue e campeggio sono vietati. La campagna antincendio boschivo 2026 va dal 15 maggio al 31 ottobre, per decreto assessoriale n. 63 del 12 marzo 2026.
- Bagno e pesca non sono nominati fra i divieti di zona A che abbiamo letto: è una lacuna del testo, non un permesso. La domanda va fatta all’Ente Parco, 0921 333015.
Domande frequenti
Come si arriva al Lago Maulazzo?
Dalla statale 289 fra Cesarò e San Fratello. Al valico di Portella Femmina Morta, poco oltre Villa Miraglia, si prende la strada che sale verso Monte Soro: 1,4 chilometri di asfalto fino a un bivio con una bacheca del Parco, poi la strada bianca di sinistra, la Dorsale dei Nebrodi, per altri 2,3 chilometri. La strada arriva sulla sponda sud del lago a 3,7 chilometri dal valico.
Si può arrivare al lago in auto?
Sì, e nessun ente pubblica un divieto di transito. Il Comune di Cesarò scrive che questa strada si percorre a piedi o in auto, e in zona A il decreto del Parco ammette il traffico motorizzato sulle strade esistenti. Gli ultimi 2,3 chilometri però sono strada bianca con tre guadi fra il chilometro 2,2 e il 2,6: dopo le piogge, con un’auto bassa, è il punto critico. Nei giorni festivi la strada si riempie di mezzi: nel gennaio 2026 La Sicilia ha raccontato di controlli con multe per la sosta disordinata ai bordi dell’asfalto.
Quanto si cammina dal valico al lago?
3,7 chilometri per verso, circa un’ora e un quarto, due ore e mezza fra andata e ritorno. La strada sale di una sessantina di metri nel primo chilometro e mezzo e poi scende di circa 145 fino al lago: la salita si paga al ritorno. È tutta su strada larga, dentro la faggeta.
Il sentiero dei laghetti passa dal lago Maulazzo?
No, e questa è la svista che circola di più. Il D345E, il sentiero dei laghetti, nel punto più vicino lascia il centro del Maulazzo a 850 metri in linea d’aria, intorno al suo chilometro 2,8. Tocca altri specchi d’acqua minori. Per arrivare sulla sponda del Maulazzo serve la strada forestale da Portella Femmina Morta.
In quale comune è il Lago Maulazzo e a che quota sta?
Nel comune di Alcara li Fusi, in provincia di Messina: lo scrive il Parco dei Nebrodi e lo confermano i confini comunali. Non è a Cesarò, come si legge a volte: a Cesarò stanno il valico di partenza e il Biviere. Sulla quota il Parco scrive circa 1.400 metri, ma il valico mappato sulla sponda porta 1.445 e due modelli del terreno danno l’acqua a 1.446 e 1.451: il dato realistico è intorno ai 1.445 metri, non i 1.500 che compaiono sui giornali.
Si può fare il bagno o pescare nel Maulazzo?
Nel testo dei divieti di zona A che abbiamo letto il bagno e la pesca non sono nominati, e non va letto come un permesso: la domanda va fatta all’Ente Parco, allo 0921 333015. Nessun lago siciliano è fra le acque di balneazione controllate dalla Regione, e di questo invaso nessuno analizza l’acqua né pubblica il livello.
Serve un permesso per andare al lago?
L’Ente Parco chiede un’autorizzazione preventiva per le attività di fruizione, escursioni a piedi comprese, in base all’articolo 17, punto 1, del decreto istitutivo n. 560/93. Il modulo va inviato di norma sette giorni prima a fruizione@parcodeinebrodi.it. La pagina dell’ente non distingue fra singoli e gruppi: in caso di dubbio conviene chiedere.
Si può andare d’inverno, quando il lago ghiaccia?
Si può, ma il ghiaccio non è un appuntamento fisso: a metà gennaio 2026 il lago non si era ancora ghiacciato del tutto. Portella Femmina Morta è il valico più alto attraversato da una statale in Sicilia e Anas ci lavora con gli spazzaneve, mentre nessuno dichiara che la strada bianca verso il lago venga sgomberata. Prima di salire con la neve conviene sentire Anas per la statale e il Parco per la pista.
C’è acqua potabile o un’area attrezzata al lago?
No. Nessun ente dichiara un punto d’acqua potabile al Maulazzo, e il lago non compare nell’elenco delle aree attrezzate del Parco dei Nebrodi. Non ci sono cestini né servizi. Fuochi, barbecue e campeggio sono vietati.
Nei dintorni
Il passo successivo
Scegli il percorso
Ogni traccia porta distanza, dislivello e quote calcolati dai dati, con il file GPX da scaricare.
