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Sentieri SicilianiDove si cammina in Sicilia, con i dati giusti

La geologia che si cammina

Perché la Sicilia occidentale è bianca e quella orientale è nera, e come questo decide dove c’è acqua, dove c’è ombra e che scarpe servono.

Redazione Sentieri Siciliani

La geologia che si cammina. Paesaggio siciliano legato al tema della guida.
Davide MauroCC BY-SA 4.0Wikimedia Commons

La geologia sembra un argomento da manuale finché non ti accorgi che decide tre cose che ti riguardano davvero: se troverai acqua, se troverai ombra e se le tue scarpe reggeranno.

Due Sicilie, due rocce

Semplificando parecchio, la Sicilia si divide in due mondi. A ovest e al centro dominano le rocce sedimentarie, soprattutto calcari: sono chiare, si sciolgono nell’acqua e formano pareti, promontori e altopiani bucati.

A est comanda il vulcanismo. L’Etna è la costruzione più giovane e più grande, e le sue lave hanno coperto e modellato tutto il settore orientale. Le isole Eolie e Pantelleria sono altri edifici vulcanici, con storie proprie.

Cosa comporta il calcare?

Il calcare è permeabile: l’acqua ci passa attraverso invece di scorrerci sopra. Ecco perché sull’altopiano delle Madonie non trovi ruscelli, e perché le sorgenti compaiono più in basso, al contatto con strati impermeabili.

È anche chiaro, quindi riflette. Una camminata su calcare in pieno sole è più calda della stessa camminata su terreno scuro, perché la radiazione ti arriva anche da sotto.

E si leviga. Le mulattiere storiche più frequentate hanno lastroni lucidi che in discesa scivolano.

Cosa comporta la lava?

La roccia vulcanica è scura, quindi assorbe calore invece di rifletterlo: sul campo lavico d’estate la superficie scotta. È abrasiva, e consuma le suole morbide molto più in fretta del calcare.

La sabbia vulcanica, che copre ampie zone dell’Etna, cede sotto il passo: in salita costa energia come camminare su una duna.

L’incontro fra i due mondi

Le Gole dell’Alcantara sono esattamente il punto in cui le due storie si toccano. Una colata lavica ha incontrato l’acqua del fiume e, raffreddandosi in fretta, si è spaccata in prismi verticali a sezione poligonale. È il fenomeno che dà alla gola le sue colonne di basalto.

La stessa forma esagonale che si vede lì, vista dall’alto, è il segno che compare nel marchio di questo sito.

La regola pratica

Se stai andando a ovest, aspettati bianco, riflesso, poca acqua in quota e roccia levigata. Se stai andando sull’Etna, aspettati nero, calore che sale da terra, fondo che cede e abrasione. Sono due modi di camminare diversi, e chiedono due preparazioni diverse.

Domande frequenti

Perché sulle Madonie non ci sono sorgenti in quota?

Perché il calcare è permeabile e l’acqua piovana lo attraversa invece di scorrere in superficie. Riemerge più in basso, dove incontra strati impermeabili. È la ragione per cui in quota l’acqua va portata.

Perché il calcare sembra più caldo?

Perché è chiaro e riflette la radiazione verso l’alto. Camminando ci prendi il sole due volte, dall’alto e da sotto, e la temperatura percepita sale rispetto a quella dell’aria.

Perché le colonne dell’Alcantara sono esagonali?

Perché una colata lavica raffreddatasi rapidamente a contatto con l’acqua si contrae e si fessura secondo un reticolo regolare, formando prismi verticali. È un fenomeno noto in tutto il mondo dove lava e acqua si incontrano.

Come abbiamo verificato

Il quadro geologico è descritto in termini generali e coerenti con la letteratura sulla geologia siciliana. Le conseguenze pratiche sono quelle rilevate sulle schede dei singoli luoghi.

Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 1 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.

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Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.