Incendi e chiusure: come funziona in Sicilia
D’estate quasi tutta l’isola è stabilmente in arancione, e non è un’emergenza. Capire il sistema di allerta serve a distinguere la routine dal segnale vero.

In Sicilia le riserve chiudono per il fuoco, e chiudono senza preavviso. Ma la prima cosa da capire non è come funzionano le chiusure: è come leggere l’allerta, perché quasi tutti la leggono male.
Tre livelli, non quattro colori
Il sistema della Protezione Civile regionale ha **tre livelli**, non la scala a quattro colori che si legge in giro.
Il livello **NESSUNO** è verde. **PREALLERTA** è arancione. **ATTENZIONE**, che è il massimo, è rosso. Accanto, per ciascuna provincia, viene indicata una **pericolosità** bassa, media o alta.
Il giallo esiste ma appartiene a un’altra scala, quella delle ondate di calore, che d’estate viaggia insieme nello stesso avviso.
Perché l’arancione d’estate non vuol dire niente?
Questo è il punto che rende utile tutto il resto. Durante la campagna antincendio, che parte a metà maggio, **anche con pericolosità bassa viene comunque dichiarato il livello di preallerta arancione**.
Tradotto: da metà maggio a fine ottobre quasi tutta la Sicilia è stabilmente arancione. Non è un segnale, è lo sfondo. Chi si allarma per l’arancione estivo poi non ha più margine quando arriva il rosso, che invece va preso sul serio.
Dove si legge l’allerta?
La Protezione Civile regionale pubblica un **avviso giornaliero**, emesso il pomeriggio del giorno prima e valido per le ventiquattr’ore successive. È un PDF numerato, e l’archivio è pubblico.
Una cosa che non si intuisce: **gli enti parco e le riserve sono destinatari diretti di quell’avviso**. È su quel documento che basano le decisioni di chiusura.
Chi decide le chiusure?
Non esiste un’autorità unica. La chiusura di una riserva la dispone **il suo ente gestore**, non la Protezione Civile. E gli enti gestori delle riserve siciliane sono soggetti diversi: il dipartimento regionale, i liberi consorzi, e in diversi casi associazioni ambientaliste.
Sull’Etna le limitazioni d’accesso arrivano invece da **ordinanze dei sindaci** dei comuni del parco. I sindaci, come autorità comunali di protezione civile, possono chiudere anche fuori dalle aree protette.
**Non esiste un albo unico delle chiusure.** È la ragione per cui, nella pagina sullo stato dei sentieri, riportiamo quello che sappiamo con la data della verifica e diciamo apertamente che l’unico canale davvero aggiornato sono le pagine e i telefoni delle singole riserve.
Che numero si chiama?
Il **1515** è il numero del Corpo forestale della Regione Siciliana per l’emergenza ambientale, attivo su tutta l’isola, gratuito, ventiquattr’ore su ventiquattro. La Sicilia ha un corpo forestale regionale proprio, e il 1515 qui funziona regolarmente.
Accanto c’è l’**800 404040** della sala operativa regionale. Se c’è pericolo per le persone, **115** e **112** hanno la precedenza su tutto.
Chiamando, la prima informazione da dare è **il nome del Comune**. E vale una regola che la campagna regionale ripete apposta: **non dare per scontato che qualcun altro abbia già chiamato**.
Cosa fare se il fuoco è vicino?
Le indicazioni della protezione civile nazionale sono poche e vanno sapute prima, perché sul momento non si ragiona.
Segnalare subito, **anche solo per il fumo**. Cercare una via di fuga sicura: **una strada o un corso d’acqua**. **Non fermarsi in luoghi verso cui soffia il vento**, perché è così che ci si trova circondati.
Se non si può fuggire, **stendersi a terra dove non c’è vegetazione che possa bruciare**: il fumo tende a salire. Se non c’è altra scelta, attraversare il fronte dove è meno intenso, per passare dalla parte già bruciata.
E non fermarsi lungo la strada a guardare: si intralciano i mezzi.
C’è poi una regola che nella manualistica escursionistica è consolidata e che vale la pena conoscere, anche se non compare con queste parole nei documenti ufficiali: **il fuoco risale i pendii**, e valloni e canaloni si comportano da camino. Scappare verso l’alto o infilarsi in una forra sono le due mosse peggiori.
Le sanzioni
Nelle aree e nei periodi a rischio, le violazioni dei divieti previsti dalla legge quadro sugli incendi boschivi sono punite con una **sanzione amministrativa da cinquemila a cinquantamila euro**, raddoppiata in alcuni casi. L’incendio boschivo doloso è reato.
Sui terreni percorsi dal fuoco scattano poi vincoli lunghi: quindici anni di divieto di cambio di destinazione per boschi e pascoli, dieci anni di divieto di pascolo e caccia.
Un caso concreto
Caso
Dieci anni di sentiero chiuso
Scala Cruci, riserva di Cavagrande del Cassibile.
- Un incendio nel giugno 2014 portò alla chiusura del sentiero principale di accesso alla forra.
- La riapertura è arrivata nell’agosto 2024, dopo i lavori di messa in sicurezza: dieci anni.
- Nello stesso periodo, un incendio nel luglio 2025 ha chiuso la Riserva dello Zingaro, riaperta solo parzialmente nel maggio 2026.
Cosa se ne ricava. In Sicilia una chiusura per incendio non è una faccenda di giorni. Il fuoco distrugge la vegetazione che tiene il versante, e quello che segue è dissesto: i tempi di riapertura si misurano in stagioni, quando va bene. È il motivo per cui su questo sito lo stato dei sentieri ha una pagina propria.
Cavagrande del CassibileDomande frequenti
Cosa significa l’allerta arancione per gli incendi in Sicilia?
Significa preallerta, ed è il livello intermedio di una scala di tre. Durante la campagna antincendio, da metà maggio a fine ottobre, viene dichiarato anche con pericolosità bassa: d’estate l’arancione è quindi la norma, non un’emergenza. Il livello da temere è il rosso, che si chiama attenzione.
Chi decide se una riserva chiude?
L’ente gestore della riserva, non la Protezione Civile. Sull’Etna sono i sindaci dei comuni del parco con proprie ordinanze. Non esiste un registro unico delle chiusure, e l’unico canale davvero aggiornato sono le pagine e i telefoni delle singole riserve.
Che numero si chiama per un incendio?
Il 1515 del Corpo forestale della Regione Siciliana, gratuito e attivo su tutta l’isola, oppure l’800 404040 della sala operativa regionale. Se c’è pericolo per le persone, 115 e 112 vengono prima. La prima cosa da dire è il nome del Comune.
Cosa faccio se vedo un incendio mentre cammino?
Segnalare subito, anche solo per il fumo, senza dare per scontato che qualcun altro abbia già chiamato. Cercare una strada o un corso d’acqua come via di fuga. Non fermarsi dove soffia il vento. Se non si può fuggire, stendersi a terra dove non c’è vegetazione. Il fuoco risale i pendii, quindi scappare verso l’alto o infilarsi in un canalone sono le mosse peggiori.
I livelli di allerta sono quelli usati negli avvisi giornalieri della Protezione Civile della Regione Siciliana. Non pubblichiamo le date del periodo di massima pericolosità perché le fonti secondarie si contraddicono e non abbiamo letto il decreto: vanno verificate alla fonte.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 1 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- Protezione Civile della Regione Siciliana — avvisi di allerta meteo e rischio incendi boschivi in Sicilia
- Vigili del Fuoco — numero unico di emergenza e comportamento in caso di incendio
- Regione Siciliana — ordinanze regionali, riserve naturali e demanio forestale
- Dipartimento della Protezione Civile — sistema di allertamento nazionale e codici colore
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Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.