Cosa portare per camminare in Sicilia
L’attrezzatura giusta qui non è quella alpina. Cambia il peso, cambiano le priorità, e due cose contano più di tutte le altre.

Chi viene dalle Alpi tende a portare troppo per il freddo e troppo poco per il sole. In Sicilia le priorità si invertono.
Le due cose che contano davvero
L’acqua, nelle quantità che trovi nella guida dedicata, e la protezione dal sole: cappello a tesa larga, occhiali e crema. Non sono accessori, sono l’equipaggiamento principale.
Che scarpe servono?
Suola scolpita, sempre. Il calcare levigato delle coste e i lastroni delle mulattiere storiche, come la Scala Vecchia di Monte Pellegrino, in discesa scivolano più della roccia alpina.
Sull’Etna serve qualcosa di più robusto: la lava è abrasiva e taglia le suole morbide, e la sabbia vulcanica entra ovunque. Le scarpe alte qui hanno senso.
Nelle gole con acqua, dall’Alcantara a Cavagrande, servono scarpe che possano bagnarsi e tenere sul bagnato.
Come ci si veste?
Maniche lunghe leggere battono la maglietta corta: proteggono dal sole senza scaldare, e in più riparano dalla vegetazione spinosa della macchia, che gratta.
Uno strato caldo va portato comunque quando si sale in quota, Etna e Madonie, anche in agosto. Sopra i 1800 metri il vento è freddo tutto l’anno.
Le cose specifiche siciliane
Un repellente per zecche da primavera a fine estate, se cammini nei boschi con pascolo: Ficuzza, Nebrodi, Madonie.
Una torcia se percorri le gallerie di Pantalica.
Una traccia GPS sull’altopiano di Pizzo Carbonara e nel Bosco della Ficuzza, dove i bivi si somigliano tutti.
Un caso concreto
Caso
La lava mangia le suole
Etna, sopra il limite del bosco.
- La Pista ai crateri sommitali sale da 1910 a 3110 metri: milleduecento metri di differenza di quota rispetto alla partenza, e oltre venti gradi rispetto alla costa.
- Il fondo è sabbia vulcanica e lava, abrasiva sulle mescole morbide.
- Sopra il limite del bosco non c’è ombra, non c’è acqua e non c’è riparo per l’intero tracciato.
Cosa se ne ricava. La stessa scarpa che va benissimo allo Zingaro sull’Etna dura una stagione. L’attrezzatura in Sicilia non si sceglie per la regione ma per la roccia: calcare costiero e lava vulcanica chiedono due cose diverse.
La scheda dell’EtnaDomande frequenti
Servono gli scarponi alti per camminare in Sicilia?
Quasi mai. Su calcare costiero e piste forestali, che sono la maggior parte dei percorsi, basta una scarpa bassa da trekking con suola scolpita. L’eccezione è l’Etna, dove le scarpe alte servono per tenere fuori la sabbia vulcanica, che entra ovunque, e perché la lava consuma le mescole morbide.
Serve un antivento in Sicilia?
In quota sì, sempre. Sopra i 1800 metri, su Etna e Madonie, il vento è freddo in qualsiasi mese, ferragosto compreso.
Ci sono le zecche nei boschi siciliani?
Sì, nei boschi con pascolo come la Ficuzza, i Nebrodi e le Madonie. Da primavera a fine estate conviene un repellente e un controllo al rientro.
Le indicazioni derivano dai campi “cosa portare” compilati sulle singole schede, che sono specifici del terreno di ciascun luogo e non una lista valida ovunque.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 1 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- Club Alpino Italiano — scala delle difficoltà escursionistiche, segnaletica e sentiero Italia
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro — zecche, malattie trasmesse da vettori e ondate di calore
- Parco dell’Etna — regolamento del parco, sentieri autorizzati e accessi al vulcano
Continua da qui
Nella stessa serie
Il passo successivo
Passa dai principi ai luoghi
Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.
