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Quando l’Etna erutta: cosa cambia per chi cammina

Un’eruzione non chiude la montagna, cambia dove si può stare. Come funziona il sistema di allertamento e cosa significa in pratica.

Redazione Sentieri Siciliani

Quando l’Etna erutta: cosa cambia per chi cammina. Paesaggio siciliano legato al tema della guida.
kallernaCC0Wikimedia Commons

La domanda arriva puntuale ogni volta che l’Etna finisce nei telegiornali: si può ancora andare? La risposta quasi sempre è sì, ma non ovunque, e il punto è capire dove passa il confine.

Il sistema di allertamento

L’attività del vulcano è monitorata in continuo dall’INGV attraverso l’Osservatorio Etneo. Sulla base di quel monitoraggio la Protezione Civile regionale attiva delle fasi operative, che scalano con la probabilità di fenomeni pericolosi.

In fase di **attenzione** vale il regime ordinario: sotto i 2500 metri si cammina liberamente, fra 2500 e 2750 serve una guida abilitata, oltre non si sale.

Al passaggio in **preallarme** l’attività escursionistica nella Zona Sommitale viene sospesa.

In fase di **allarme** l’interdizione della Zona Sommitale è totale e immediata, e viene presidiata con cancelli sui due versanti.

La cosa importante da capire è che questi passaggi sono **automatici**: scattano con il cambio di fase, senza che serva una nuova ordinanza. Un’informazione di tre giorni prima può essere già superata.

Cosa comprende la Zona Sommitale?

Non solo i crateri. L’area interdetta comprende indicativamente tutto ciò che sta sopra i 2500 metri sui versanti sud, ovest e nord, e si estende più in basso sull’alta Valle del Bove, dove le colate scendono.

Cosa resta praticabile?

Moltissimo. I boschi dei due versanti, i crateri Silvestri accanto al Rifugio Sapienza, e soprattutto la Pista Altomontana, che gira attorno alla montagna a quota costante restando sempre sotto la fascia regolamentata.

Un’eruzione, paradossalmente, è anche il periodo in cui la montagna bassa è più bella e meno affollata: il turismo si concentra sui punti panoramici e i sentieri nei boschi si svuotano.

Guardare non è avvicinarsi

La tentazione, quando c’è una colata visibile, è arrivare il più vicino possibile. È esattamente ciò che il sistema di interdizione serve a impedire, e non per prudenza burocratica: le colate producono crolli, esplosioni freatiche al contatto con la neve e nubi di cenere che riducono la visibilità in pochi minuti.

I punti di osservazione sicuri esistono e sono a distanza, spesso sui paesi pedemontani. Da lì si vede meglio, per giunta.

Come ci si informa?

L’INGV pubblica i bollettini di monitoraggio, la Protezione Civile regionale gli avvisi di fase, il Parco dell’Etna raccoglie le ordinanze dei comuni. Le società di guide autorizzate sono aggiornate ogni giorno per necessità professionale.

Nella nostra pagina sullo stato dei sentieri riportiamo quello che sappiamo, con la data della verifica in chiaro. Ma su un vulcano attivo la nostra data invecchia in fretta, e la fonte primaria va guardata comunque.

Domande frequenti

Se l’Etna erutta si può ancora fare trekking?

Quasi sempre sì, ma non in quota. In fase di preallarme o allarme la Zona Sommitale viene interdetta, mentre i boschi dei due versanti, i crateri Silvestri e la Pista Altomontana restano praticabili. La montagna bassa in quei periodi è anche più vuota del solito.

Cosa comprende la Zona Sommitale?

Non solo i crateri: indicativamente tutto ciò che sta sopra i 2500 metri sui versanti sud, ovest e nord, con un’estensione più in basso sull’alta Valle del Bove, dove scendono le colate.

L’interdizione richiede un’ordinanza nuova ogni volta?

No, ed è il punto che sfugge a molti. La sospensione scatta in automatico con il cambio di fase del sistema di allertamento. Per questo la verifica va fatta la mattina stessa: un’informazione di tre giorni prima può essere già superata.

Ci si può avvicinare a una colata?

No. Le colate producono crolli, esplosioni al contatto con la neve e nubi di cenere che azzerano la visibilità in pochi minuti. I punti di osservazione sicuri sono a distanza, spesso dai paesi pedemontani, e per giunta danno una vista migliore.

Come abbiamo verificato

Il funzionamento del sistema di allertamento e le fasi operative sono quelli descritti dalla Protezione Civile regionale e dall’INGV. Lo stato in corso non si deduce: si legge alla fonte, il giorno stesso.

Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 1 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.

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