Guida
Camminare su un vulcano attivo
Etna, Stromboli e Vulcano si leggono con tre scale di allerta diverse, che nello stesso giorno possono dare colori opposti. Sono pubbliche, gratuite e quasi nessuno le apre.

Le regole d'accesso a una montagna normale nascono dalla tutela ambientale e durano anni. Su un vulcano attivo nascono da un monitoraggio che gira ventiquattro ore su ventiquattro, e cambiano in poche ore.
Il punto non è imparare i numeri di quest'anno: è capire chi li produce e dove si leggono. Qui sotto ci sono, con la fonte e con la data di verifica, il 6 settembre 2026. I numeri invecchiano. Il meccanismo no.
Chi misura, chi decide, chi scrive il divieto
Sono quattro soggetti in fila, e confonderli è l'errore più comune. L'INGV, che per la Sicilia orientale opera con l'Osservatorio Etneo, misura e pubblica. Il Dipartimento della Protezione Civile nazionale assegna il livello di allerta a colori. Il Dipartimento regionale siciliano dichiara la fase operativa locale. I sindaci firmano le ordinanze. Il cartello che ti ferma è l'ultimo anello, e dipende dal primo.
Una direttiva nazionale sull'allertamento vulcanico non esiste, e lo dichiara la direttiva del 30 aprile 2021 sulla pianificazione di protezione civile: il sistema regge su note e ordinanze, e va letto documento per documento. I comuni sommitali dell'Etna sono tredici e ognuno ha la sua ordinanza. Alle Eolie il sindaco è uno solo, quello di Lipari.
Il bollettino settimanale, e le sei voci che lo compongono
Per l'Etna l'INGV pubblica un bollettino settimanale che copre lunedì-domenica ed esce il martedì: quello sulla settimana dal 24 al 30 agosto 2026 porta il numero 36/2026. La sintesi sta in sei voci fisse: osservazioni vulcanologiche, sismologia, infrasuono, deformazioni del suolo, geochimica, osservazioni satellitari. Ogni voce dà un livello, basso, medio o alto. Nessuna dà un colore, e la parola allerta nel bollettino non compare.
La parte da leggere non è però la sintesi. È la sezione degli scenari attesi, che dice come i fenomeni in corso potrebbero evolvere e che si chiude sempre allo stesso modo: su un vulcano in frequente stato di attività i fenomeni possono presentarsi senza preannuncio, e la pericolosità non è mai nulla.
Tre scale diverse che sembrano la stessa cosa
La prima è il livello di allerta a colori, che assegna il Dipartimento nazionale e che descrive lo stato del vulcano. Esiste per cinque vulcani italiani soltanto, ognuno con la sua tabella pubblica: per l'Etna il verde vale attività eruttiva assente o molto bassa, il giallo da bassa a media, l'arancione alta, il rosso molto alta. Il 26 giugno 2026 l'Etna è passato da verde a giallo. Stromboli è giallo dall'8 agosto 2024, Vulcano verde dal 19 dicembre 2023.
La seconda è la fase operativa locale, che dichiara il Dipartimento regionale e che ha quattro gradini: base, attenzione, preallarme, allarme. È questa che apre e chiude la montagna. Le due scale non si corrispondono, e c'è una prova: il 10 novembre 2024 la fase è scesa da preallarme ad attenzione mentre il livello nazionale restava giallo.
La terza è il codice colore aviazione. L'Osservatorio Etneo emette i messaggi VONA, in inglese, per controllori di volo, piloti e uffici meteorologici: il colore misura la pericolosità per il traffico aereo, cioè la cenere lungo le rotte, e non descrive il terreno. Il 6 settembre 2026 alle 09.34 era rosso, mentre a terra restava in vigore il preallarme del 22 agosto.
Il paradosso sta nella tabella dell'Etna del Dipartimento nazionale, che avverte che eventi esplosivi impulsivi, magmatici o freatici, possono avvenire in qualunque momento e soprattutto al livello verde. Il colore più tranquillo non è una garanzia: è la condizione in cui la gente si avvicina di più.
ETNAS, e perché la tabella si sposta
ETNAS, Etna iNtegrated Alert System, è il sistema di allerta precoce gestito dall'Osservatorio Etneo su circa centosessanta stazioni, operativo dal 1 aprile 2022. Riconosce in anticipo due fenomeni e basta. Per le fontane di lava i livelli sono F0, bassa probabilità di accadimento imminente, F1, alta probabilità, F2, altissima probabilità di accadimento imminente o in corso. Per le intrusioni magmatiche sono I0 e I1.
Ricevuto il messaggio, il Dipartimento regionale dichiara la fase, e qui sta il punto che quasi nessuno riporta: la corrispondenza non è fissa. Nell'ordinanza di Nicolosi del novembre 2023 F0 valeva attenzione e F1 preallarme. Nell'estate 2026 la soglia si è alzata: l'avviso del 13 agosto comunica il passaggio da F0 a F1 e attiva l'allarme. In allarme scattano cancelli automatici alla pista dei crateri e al piazzale della funivia.
Le quote dell'Etna sono due perimetri, non una curva di livello
Il 21 agosto 2025 il Dipartimento regionale ha trasmesso ai comuni una perimetrazione nuova, disegnata dall'INGV, che manda in pensione la vecchia zona gialla. La Zona Sommitale comprende i crateri sommitali, l'alta Valle del Bove fino a 1700 metri, le zone orientativamente sopra i 2500 sui tre versanti e le fasce attorno a colate e bocche attive anche più in basso. Dentro sta la Zona a Pericolosità Permanente, che include i crateri attivi ed è regolamentata a prescindere dallo stato del vulcano.
La parola che conta è orientativamente. Non è una quota, è un poligono: chi guarda l'altimetro può essere dentro o fuori a 2450 metri a seconda del versante e di dove stanno le bocche attive quel mese.
Fuori dalla Zona Sommitale si cammina liberi sui sentieri autorizzati, ed è la gran parte del terreno percorribile. Dentro la Zona a Pericolosità Permanente si entra solo con guida abilitata, casco e itinerario prefissato, di solo transito. L'ordinanza di Belpasso del 10 agosto 2026 fissa dieci escursionisti per guida, partenze ogni quindici minuti, trecento persone al giorno, 300 metri di distanza minima dalla base del cono del Cratere di Sud-Est, 50 dai fronti lavici.
Sopra ci sono due interruttori automatici. In preallarme la Zona a Pericolosità Permanente è vietata a chiunque, guide comprese. In allarme è vietata l'intera Zona Sommitale, con evacuazione immediata. Scattano con il messaggio, senza nuova ordinanza, e Belpasso mette per iscritto che non essersi informati non è una scusante.
Stromboli: 290, 400, e sopra niente
A Stromboli la regola sta in un atto solo. L'ordinanza del sindaco di Lipari numero 16 del 5 maggio 2025 consente la salita libera fino a quota 290 sul versante del paese, lungo la strada vicinale Parroco e la mulattiera Salvatore di Losa, e con guide autorizzate fino a quota 400. Da Ginostra si sale liberi a quota 130 e con guida a 400. Il sentiero Natura, chiuso per frane nel tratto del torrente Vallonazzo, è stato riaperto dall'ordinanza numero 27 del 30 giugno 2025.
Sopra i 400 metri non c'è un regime più restrittivo: non c'è accesso, neanche accompagnato, e l'INGV scrive che le quote sommitali sono interdette. La cima sta a 924 metri secondo la scheda per l'aviazione: più della metà della montagna è fuori discussione. Sopra quota 290 servono casco omologato e mascherina, che danno le guide, i gruppi non superano venticinque persone e oltre quella quota non possono starne più di settantacinque. Si sale dalle 11 a mezzanotte.
Vulcano, e le isole che un livello di allerta non ce l'hanno
Su Vulcano la situazione si è invertita rispetto al 2021. Il Gran Cratere della Fossa, chiuso nell'ottobre 2021 per l'aumento del gas, è riaperto dal 24 aprile 2023 con l'ordinanza numero 17 del sindaco di Lipari. Non serve una guida. Si sale e si scende su un percorso obbligatorio unico, in fasce orarie stagionali: dal 1 aprile al 20 ottobre 6.30-10.30 e 16-19.30, dal 21 ottobre al 31 marzo 7.30-16.30. All'imbocco c'è un semaforo: verde aperto, rosso o spento chiuso.
Sulle zone interdette per il gas a Vulcano Porto non diamo un numero: le ordinanze del Comune di Lipari sono state rinnovate più volte, fino alla numero 38 del 30 agosto 2025, e i perimetri cambiano con le misure dei gas. Chi dorme sull'isola lo chieda al Comune di Lipari. Lipari, Salina e Panarea non hanno un livello di allerta né bollettini dedicati.
I rischi di chi cammina non sono la lava
La lava si vede e si evita, tanto che l'ordinanza di Belpasso considera sufficienti 50 metri da un fronte attivo. Quello che ha ucciso arriva senza preavviso. Sull'esplosione della Bocca Nuova del 1979 l'INGV scrive che eventi del genere sono poco significativi dal punto di vista vulcanologico e che la loro pericolosità sta nell'accadere istantaneamente, senza precursori chiari e affidabili.
La caduta di materiale è il rischio che le regole prendono più sul serio, e si riconosce da un dettaglio: il casco è obbligatorio nella Zona a Pericolosità Permanente e sopra quota 290 a Stromboli. Il terreno instabile ne produce un secondo: l'8 agosto 2026 una bocca aperta su un pendio ripido presso Monte Rittmann, a circa 2360 metri, ha fatto franare parte del cono generando piccoli flussi piroclastici.
I gas sono il rischio meno visibile. L'anidride carbonica è più pesante dell'aria, si stratifica verso il suolo e si accumula nelle depressioni, ed è inodore e incolore: alle Eolie le raccomandazioni ufficiali riguardano cantine e locali interrati prima ancora dei sentieri. A fine agosto 2026 il flusso di anidride solforosa dell'Etna era su livelli alti. La cenere è il quarto: il 17 agosto la nube eruttiva ha toccato circa 6000 metri.
La quinta variabile non la misura nessun bollettino. In quota il vento decide le giornate, non c'è riparo, la copertura telefonica è discontinua e la visibilità si chiude in pochi minuti. Il bollettino dell'INGV segnala quando le cattive condizioni di visibilità hanno limitato l'analisi delle immagini satellitari: se il satellite non vede, non vedi neanche tu.
L'Etna cambia altezza, e nessuna carta lo insegue
Il punto più alto dell'Etna si sposta di cratere e di quota, e l'INGV lo rimisura. Dal 1978 al 2021 la vetta era il Cratere di Nord-Est, che toccò 3350 metri nel 1981 e che i crolli degli orli avevano riportato a 3324 nel 2021. Poi è passato al Cratere di Sud-Est, misurato a 3357 metri nell'agosto 2021 e a 3354 a dicembre 2023. Nel luglio 2024 il bordo orientale della Voragine arrivava attorno ai 3369, e il rilievo da drone del 12 settembre 2024 lo ha misurato a 3403, secondo il bollettino settimanale dell'INGV.
Nel 2026 il punto culminante è la Voragine, che secondo l'INGV sovrasta il Cratere di Nord-Est di quasi cento metri. La quota di 3378 metri circola attribuita a misure dell'Osservatorio Etneo, ma non compare in nessun documento firmato dall'istituto. Intanto la scheda per l'aviazione continua a riportare 3300 metri tondi.
Quando si verifica, e cosa si guarda
Le grandezze da controllare sono due, e le indica il Dipartimento regionale: il livello di allerta e la fase operativa locale in atto. Non il codice per l'aviazione. Livello e bollettini stanno sui siti del Dipartimento nazionale e dell'Osservatorio Etneo, la fase negli avvisi del Dipartimento regionale, le ordinanze sul sito del Parco dell'Etna.
Il momento è il giorno stesso. Fra l'8 e il 22 agosto 2026 il Dipartimento regionale ha emesso nove avvisi sull'Etna, con passaggi di fase a distanza di ore. Le guide autorizzate sono aggiornate per necessità professionale e restano il modo più rapido di sapere com'è oggi. La settimana prima non serve a niente.
Casi concreti
Caso
Bocca Nuova, 12 settembre 1979
Il 2 settembre 1979 un crollo nella parete craterica della Bocca Nuova aveva forse occluso il condotto. Dieci giorni dopo, sull'orlo del cratere c'era un gruppo di circa 150 turisti. Quella stessa mattina un gruppo di vulcanologi britannici aveva registrato un segnale di tremore, poi cessato.
- Alle 17.47 del 12 settembre 1979 un'esplosione di vapore ha espulso cenere e blocchi lavici di dimensioni variabili da alcune decine di centimetri ad alcuni metri.
- I blocchi sono caduti entro un raggio di circa 400 metri, soprattutto nel settore nord-occidentale dell'orlo craterico.
- Il bilancio fu di 9 turisti morti e 23 feriti, fra cui alcune delle guide.
- Il materiale espulso era esclusivamente roccia vecchia, senza magma nuovo, per qualche centinaio di metri cubi: vulcanologicamente un evento minore.
- L'incidente mortale precedente risaliva a settant'anni prima: il 2 agosto 1929 un'esplosione analoga al Cratere di Nord-Est uccise due scalatori.
Cosa se ne ricava. L'INGV scrive che la pericolosità di queste esplosioni sta nell'accadere istantaneamente, senza precursori chiari e affidabili. Non c'è bollettino che le anticipi e non c'è livello di allerta che le escluda, tanto che la tabella del Dipartimento nazionale avverte che eventi esplosivi impulsivi possono verificarsi soprattutto al livello verde. È il motivo per cui la fascia attorno ai crateri resta regolamentata a prescindere dallo stato del vulcano.
L'EtnaCaso
Quindici giorni di agosto 2026, avviso per avviso
Il 6 agosto 2026 è cominciata sull'Etna una fase eruttiva con bocche multiple fra i 1900 e i 3200 metri. Il Dipartimento regionale della Protezione Civile pubblica i propri avvisi uno per uno sul sito, quindi la sequenza si ricostruisce senza chiedere niente a nessuno.
- Nove avvisi regionali sull'Etna fra l'8 e il 22 agosto 2026.
- Il 13 agosto alle 18.54 il passaggio da F0 a F1 attiva la fase di allarme, con chiusura dell'intera Zona Sommitale e cessazione immediata di ogni attività.
- Il 22 agosto alle 00.34 il ritorno da F1 a F0 riporta la fase a preallarme, con la sola Zona a Pericolosità Permanente interdetta.
- Il codice colore per l'aviazione era rosso il 17 agosto e arancione il 18: una scala che si muove su tempi propri.
- L'8 agosto una bocca aperta a circa 2360 metri presso Monte Rittmann ha innescato il franamento di una porzione del cono e piccoli flussi piroclastici; il 13 agosto i fronti lavici erano a quota 1340.
- Il sindaco di Milo ha chiuso la via Mareneve con ordinanza del 13 agosto 2026; quello di Bronte ha sospeso le attività escursionistiche nella Zona a Pericolosità Permanente il 14.
Cosa se ne ricava. La regola che vale stamattina può non valere stasera, e il pericolo non resta sopra la quota che lo delimita: le colate hanno raggiunto quote in cui si cammina liberamente tutto l'anno. Chi ha verificato la settimana prima ha verificato un'altra montagna.
Eruzioni e camminateCaso
La vetta che si sposta, misura per misura
L'INGV rimisura periodicamente il punto più alto dell'Etna con immagini satellitari e rilievi da drone. Le eruzioni lo spostano di quota e anche di cratere, e le sei misure seguenti non hanno tutte lo stesso grado di solidità.
- Dal 1978 al 2021 la vetta era il Cratere di Nord-Est, che raggiunse 3350 metri nel 1981.
- I crolli degli orli lo avevano riportato a 3324 metri all'inizio del 2021.
- Nell'agosto 2021 il Cratere di Sud-Est risultava a 3357 metri con tre metri di incertezza, da immagini satellitari acquisite a luglio.
- A dicembre 2023 lo stesso cratere era misurato a 3354 metri; a luglio 2024 il bordo orientale della Voragine arrivava attorno ai 3369, a settembre 2024 a 3403.
- Nel 2026 il punto culminante è la Voragine, che secondo l'INGV sovrasta la vetta del Cratere di Nord-Est di quasi cento metri.
- La quota di 3378 metri circola attribuita a misure di precisione dell'Osservatorio Etneo, ma non compare in nessun documento firmato dall'istituto fra quelli consultati.
Cosa se ne ricava. Un dato pubblico, aggiornato e verificabile diventa sbagliato in ogni guida che lo copia, perché la copia non porta la data. L'altezza dell'Etna vale solo con l'anno accanto, e l'ultimo numero della serie è il meno solido di tutti. Nel frattempo la scheda che l'INGV usa per l'aviazione riporta 3300 metri fissi, e non è un errore: è un riferimento convenzionale che non insegue il cratere.
La scheda dell'EtnaDomande frequenti
Fin dove arriva la funivia dell'Etna, e da lì in su serve la guida?
L'ordinanza del Comune di Nicolosi dà la funivia come mezzo di ascesa fino a 2500 metri, cioè fino al limite indicativo inferiore della Zona Sommitale. Da lì in su la risposta non dipende dalla quota ma dal perimetro e dalla fase in corso: la Zona a Pericolosità Permanente si percorre solo con guida abilitata in fase di attenzione, ed è vietata a chiunque in preallarme e in allarme. La stazione a monte non è di per sé un punto di divieto, ed è questa ambiguità a far partire ogni anno persone convinte di poter proseguire da sole. In fase di allarme, sul piazzale della funivia scatta un cancello.
Si può salire di notte, o dormire in quota?
Le due montagne rispondono in modo opposto. Sull'Etna l'ordinanza di Nicolosi prescrive di effettuare l'escursione fra l'alba e il tramonto e di astenersi dal bivaccare in quota. A Stromboli le escursioni sono consentite dalle 11 a mezzanotte, perché la ragione per cui si sale è vedere le esplosioni al buio. Su Vulcano non esiste salita notturna: le fasce orarie chiudono alle 19.30 in estate e alle 16.30 in inverno.
Il casco devo portarmelo io?
A Stromboli no: sopra quota 290 il casco omologato per la montagna e la mascherina monouso sono obbligatori e li distribuiscono le guide. Sull'Etna le ordinanze mettono in capo alla guida l'obbligo di verificare abbigliamento e attrezzatura di ogni escursionista e di fornire l'elmetto se necessario, quindi in pratica lo fornisce lei. Vale la pena chiederlo quando si prenota invece di scoprirlo al parcheggio.
Cosa succede se la fase cambia mentre sono già in quota?
Se sei con una guida, la guida deve interrompere l'escursione e riportare il gruppo alla base, restando in collegamento radio con un contatto individuato in anticipo; in allarme scatta l'evacuazione della Zona Sommitale. Se cammini da solo sotto il perimetro non ricevi nessun avviso: il messaggio parte dalla sala operativa regionale e arriva ai sindaci, agli enti, alle strutture di soccorso, al Collegio delle guide e alla funivia. Gli escursionisti liberi non sono fra i destinatari, e l'ordinanza di Belpasso mette per iscritto che non saperlo non è una scusante.
Si può portare un bambino?
Nessuna delle ordinanze fissa un'età minima. Fissano un obbligo in capo alla guida: acquisire da ogni escursionista una liberatoria sulle condizioni psicofisiche, verificare abbigliamento e attrezzatura e rifiutare chi non risulta idoneo all'escursione programmata. La decisione è quindi della guida e va posta prima di prenotare, non la mattina della partenza. Su Vulcano, dove la guida non è obbligatoria, la decisione resta a chi accompagna, e le fasce orarie estive sono già costruite per stare fuori dalle ore centrali.
Cosa si rischia davvero a superare un divieto?
Sull'Etna le ordinanze comunali deferiscono i trasgressori all'autorità giudiziaria per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, articolo 650 del codice penale. A Stromboli e su Vulcano le ordinanze del sindaco di Lipari prevedono una sanzione di 500 euro, e a Stromboli le guide inadempienti vengono segnalate all'albo regionale con richiesta di sospensione. Le limitazioni non si applicano al personale di soccorso, alle forze dell'ordine, alla protezione civile, al personale scientifico in servizio, alle guide abilitate e al personale del CAI abilitato per legge.
Ogni quota, livello e regola di questa guida è stato letto nell'atto originale, non in una sintesi: le tabelle dei livelli di allerta del Dipartimento della Protezione Civile, i bollettini settimanali dell'INGV Osservatorio Etneo per Etna e Stromboli e quello mensile per Vulcano, i messaggi VONA dell'Osservatorio Etneo, gli avvisi del Dipartimento regionale della Protezione Civile siciliana, le ordinanze sindacali dei comuni etnei raccolte dal Parco dell'Etna e le ordinanze del sindaco di Lipari archiviate dal Centro Monitoraggio Eolie dell'INGV. Data di verifica: 6 settembre 2026. Tutto quello che segue ha una scadenza breve: fra l'8 e il 22 agosto 2026 il Dipartimento regionale ha emesso nove avvisi sull'Etna, con passaggi di fase a distanza di ore. Dove non abbiamo trovato l'atto vigente, per esempio sulle zone interdette per il gas a Vulcano Porto, lo diciamo e rimandiamo all'ente invece di riportare un numero vecchio. Questa guida spiega dove leggere i dati aggiornati e non sostituisce quella lettura.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 6 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- INGV, Osservatorio Etneo — stato di attività di Etna e Stromboli, bollettini e livelli di allerta
- Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia — monitoraggio vulcanico e sismico nazionale
- Dipartimento della Protezione Civile — sistema di allertamento nazionale e codici colore
- Protezione Civile della Regione Siciliana — avvisi di allerta meteo e rischio incendi boschivi in Sicilia
- Parco dell’Etna — regolamento del parco, sentieri autorizzati e accessi al vulcano
- Regione Siciliana — ordinanze regionali, riserve naturali e demanio forestale
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