Guida
Chiamare il soccorso in montagna, in Sicilia
Il numero è 112 e parte anche senza SIM e senza credito. Quello che cambia i tempi è cosa si dice nei primi trenta secondi, e in che ordine.

Se serve adesso: il numero è **112**, e parte anche senza credito, a telefono bloccato e senza SIM. Dopo aver detto cosa è successo, le due cose da dire subito sono che si è in ambiente impervio e serve il Soccorso Alpino, e il **Comune e la provincia**. Il resto lo chiede l'operatore: si risponde alle sue domande invece di raccontare.
Perché non si chiama più il 118
Il 118 non è sparito, ha smesso di essere un numero a sé. In Sicilia 112, 113, 115 e 118 confluiscono nella stessa Centrale Unica di Risposta: chiunque si digiti, risponde lo stesso operatore. Le centrali sono due, per la Sicilia orientale e per quella occidentale; la seconda è stata attivata all'ARNAS Civico di Palermo nell'ottobre 2019 per Palermo, Trapani e Agrigento. Con quella data la Sicilia è diventata la prima regione del Sud a coprire per intero il numero unico europeo.
La chiamata è gratuita da rete fissa e mobile, il servizio è multilingue, e si può chiamare **anche senza SIM, a telefono bloccato e senza credito**. Vuol dire che non dipende dal proprio operatore: è il primo motivo per cui "non prende" e "non posso chiamare" non sono la stessa cosa.
L'operatore non è un soccorritore: localizza, capisce di che emergenza si tratta e instrada la chiamata all'ente competente, che per un infortunio è la centrale sanitaria. Il Soccorso Alpino non è il destinatario automatico. Il SASS scrive di specificare al momento della chiamata **l'attivazione del Soccorso Alpino e Speleologico**: senza quella frase la richiesta può diventare un soccorso ordinario mandato a una strada da cui non si arriva.
Cosa dire, in quest'ordine
Questo è l'elenco pubblicato dal SASS, nel suo ordine. Non è un ordine di importanza: è l'ordine in cui le informazioni servono a chi deve muovere una squadra.
Uno: **da dove si sta chiamando**. Due: **cosa è accaduto**, precisando se in montagna o in grotta. Tre: **la località esatta**, cioè Comune, provincia o comunque un riferimento importante individuabile su una carta. Quattro: **la propria posizione**, se si dispone di un altimetro tarato o di un GPS. Cinque: **cosa è visibile dall'alto**, pendio, bosco, cima, rifugio.
Sei: **il numero di telefono** da cui si chiama, tenendo il telefono acceso e libero. Sette: **quando è successo**. Otto: **quante persone sono coinvolte**. Nove: **le generalità di chi chiama**. Dieci: **le condizioni delle persone**, respirazione, coscienza, ferite. Undici: **la posizione esatta del ferito**, seduto, supino, prono, appeso.
Gli ultimi due punti si tende a saltarli, e sono quelli che decidono il codice di gravità. "È caduto" non dice niente. "È cosciente, respira, non muove la gamba destra, è seduto contro una parete" dice tutto.
La regola che regge le altre: **il telefono non va abbandonato**. Se la chiamata cade, la centrale deve poter richiamare, e lo fa.
Dire dove si è quando non si sa dove si è
La domanda che spiazza di più non è "dove sei", è **cosa si vede dall'alto**. La ricerca parte da lì: un pendio aperto, una radura, una cima, un tetto di rifugio sono punti che un equipaggio può cercare; un bosco fitto o il fondo di una forra no. Se non si sa il nome del posto, si descrive il posto.
Sulle coordinate vale una regola sola: si leggono come le mostra l'applicazione che si sta usando, si dice quale formato è, e ci si fa ripetere i numeri dall'operatore. Un numero storpiato manda una squadra da un'altra parte.
**112 Where ARE U** è l'applicazione ufficiale del numero unico: chiama trasmettendo automaticamente la posizione GPS agli operatori della Centrale Unica di Risposta, e gestisce la chiamata muta per chi non può parlare. In Sicilia le centrali a cui si appoggia ci sono.
**GeoResQ** è l'applicazione del CNSAS, promossa dal CAI. Dal 10 luglio 2023 è gratuita per tutti, non più solo per i soci, grazie a un finanziamento del Ministero del Turismo. L'allarme arriva a due centrali attive ventiquattr'ore su ventiquattro, a Sassari e a Cassano Irpino, con operatori CNSAS, e viene inoltrato al Soccorso Alpino locale tramite il NUE 112 o le centrali sanitarie. Nel 2025 ha gestito 354 eventi, con 256.000 utenti attivi.
Nessuna delle due funziona senza rete. Quello che funziona sempre è la funzione che mostra le coordinate: si legge e si detta. Dal 2023 il regolamento delegato europeo sui servizi di emergenza impone comunque che la posizione ricavata dal telefono arrivi alla centrale con la precisione necessaria a soccorrere, con la localizzazione di rete come riserva.
Quando il telefono non prende
Provare comunque: la chiamata al 112 parte senza SIM, senza credito e a telefono bloccato, quindi il proprio operatore non è l'ultima parola. Poi la posizione: poche decine di metri di risalita o l'uscita da una forra cambiano la copertura più di qualsiasi accorgimento. Poi la batteria: un telefono che cerca rete a vuoto per ore arriva scarico quando serve.
Dal 28 marzo 2023 il servizio SOS emergenze via satellite di Apple è disponibile in Italia sui modelli compatibili: scambia messaggi con i servizi di emergenza fuori dalla copertura cellulare e Wi-Fi. Richiede però cielo aperto verso il satellite, che in una cava iblea o dentro l'Alcantara è quello che manca.
Se non parte niente, restano i segnali. Il segnale internazionale di chiamata di soccorso è **sei segnali in un minuto**, uno ogni dieci secondi, con la voce, una luce o un fischietto, poi un minuto di pausa. Il segnale di risposta di chi ha visto è **tre segnali in un minuto**, uno ogni venti secondi.
L'elicottero: cosa lo fa arrivare e cosa lo ferma
In Sicilia l'elisoccorso è un servizio del SUES 118 regionale, affidato per gara a operatori privati. Quella aggiudicata nel 2026 copre sei basi: Palermo, Catania, Caltanissetta, Messina, Lampedusa e Pantelleria. Numero e sedi cambiano con gli appalti.
Il SASS elenca le informazioni aggiuntive che la centrale chiede quando può servire: **il tempo impiegato a piedi dall'automezzo al luogo dell'evento**, condizioni meteo, condizioni del terreno, vento, visibilità, e presenza di **fili a sbalzo, funivie e linee elettriche**. L'ultima decide se un equipaggio può avvicinarsi, e i fili delle teleferiche agricole compaiono dove non ce li si aspetta.
A un elicottero che si avvicina si risponde con due segnali convenzionali. **Entrambe le braccia alzate**, il corpo a Y, significa sì: serve aiuto. **Un braccio in alto e uno in basso**, il corpo a N, significa no. Salutare con un braccio solo, che è il gesto naturale, dice all'equipaggio che va tutto bene.
Chi arriva, in Sicilia
Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, servizio regionale del CNSAS, riconosciuto dalla Regione Siciliana con la legge regionale 26 del 9 maggio 2012 per gli interventi in ambiente impervio, montano e ipogeo. Circa centosessanta uomini e donne, in tre delegazioni: la X speleologica, stazione Sicilia a Catania, per le grotte di tutta l'isola; la XXI alpina, stazioni Etna Nord a Linguaglossa ed Etna Sud a Zafferana Etnea, per Messina, Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna; la XXXVII alpina, stazione di Palermo, per Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta.
Tre stazioni alpine e una speleologica per un territorio che il SASS descrive da sé: Madonie, Peloritani, Etna, isole minori, falesie del siracusano, cave degli Iblei. La domanda da farsi prima di partire non è se il telefono prende, ma quanto ci mette una squadra ad arrivare lì.
Chi paga il soccorso, in Sicilia
Gli interventi del CNSAS sono regolati da leggi regionali, ed è per questo che la risposta cambia da regione a regione. Hanno introdotto una compartecipazione a carico della persona soccorsa le regioni dell'arco alpino e l'Abruzzo. La Sicilia non è fra queste: qui il soccorso in ambiente impervio rientra nell'emergenza sanitaria pubblica e non risulta alcuna norma regionale che ne addebiti il costo. Resta l'eventuale ticket di pronto soccorso, se il codice assegnato all'uscita è quello meno urgente e non si ha esenzione.
Dal 2026 c'è anche una norma nazionale, introdotta dalla legge di bilancio: prevede un corrispettivo per gli interventi di ricerca, salvataggio e soccorso **della Guardia di Finanza** quando l'evento è imputabile a dolo o colpa grave, o quando la richiesta è immotivata o ingiustificata. Il CNSAS non è nominato. Il punto pratico è uno: il timore di un conto non è una ragione per ritardare una chiamata.
I numeri del 2025, e cosa dicono a chi cammina
Il CNSAS ha pubblicato i dati del 2025 nell'aprile 2026. Sono 13.037 missioni, 11.287 del CNSAS e 1.750 del Soccorso Alpino Valdostano: l'8 per cento in più delle 12.063 del 2024, il valore più alto mai registrato. Le persone assistite sono 9.624 feriti, 4.231 illesi, 140 dispersi e 528 decedute, con i decessi in crescita del 13 per cento sui 466 del 2024. Sono servite 204.996 ore di lavoro.
Le cause sono il dato che serve, perché dicono cosa evitare. La prima è la **caduta o scivolata, il 45,0 per cento**. Seguono il malore, 14,1 per cento, e l'incapacità di proseguire l'attività intrapresa, 8,1. L'attività più coinvolta è l'escursionismo, 43,6 per cento, davanti a mountain bike (7,6), sci (7,4), alpinismo (5,2) e ricerca funghi (3,2). Chi cammina è la categoria principale, e il modo in cui si fa male è mettere male un piede.
Il secondo numero da guardare sono gli illesi: 4.231, quasi tre persone soccorse su dieci. Non si erano fatte niente e hanno avuto comunque bisogno di qualcuno che le tirasse fuori, perché si erano perse, bloccate o esaurite. La stagionalità è netta: agosto 17,9 per cento, luglio 13,6, settembre 11,4, cioè il 42,9 per cento dell'anno in tre mesi. Il profilo prevalente è maschile (69,5), italiano (81,1), fra i cinquanta e i sessant'anni.
Il CNSAS non pubblica statistiche disaggregate per la Sicilia, e non le inventiamo. Quello che i documenti permettono di dire è quanto pesano singoli fine settimana in singoli luoghi.
Mentre si aspetta
Restare dove si è detto di essere: la squadra parte verso il punto comunicato, e ogni spostamento non annunciato allunga la ricerca. Se ci si deve spostare per riparo o sicurezza, si richiama e si dice dove si va. Tenere il telefono acceso e la linea libera. Proteggere la persona ferita dal freddo e dal vento prima ancora che dalla pioggia: nella notte fra il 3 e il 4 gennaio 2025 sulle Madonie uno dei tre escursionisti recuperati aveva già segni evidenti di ipotermia.
Le cose da non fare sono tre. Non muovere il ferito se non c'è un pericolo immediato, e comunque non prima di aver descritto la sua posizione alla centrale, perché quella posizione fa parte della diagnosi. Non mandare una persona sola a cercare campo, se si è in due: si passa da un ferito assistito a due persone isolate. Non lasciar cadere la chiamata perché sembra che le cose migliorino: la squadra è già in movimento.
Casi concreti
Caso
Tredici interventi in un fine settimana, a Piano Battaglia
Gennaio 2025, Madonie. La neve a Piano Battaglia porta un tipo di frequentazione che con l'escursionismo non ha niente a che fare, e produce lo stesso lavoro di soccorso.
- Nel fine settimana del 25 e 26 gennaio 2025 il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano ha effettuato 13 interventi a Piano Battaglia.
- Nei primi tre fine settimana dell'anno gli interventi erano già stati 23.
- Fra i casi: tre donne travolte da slittini senza controllo, con trauma vertebrale, trauma cranico e traumi minori; un ragazzo di undici anni con frattura esposta di un braccio dopo una scivolata su neve gelata contro rocce e alberi.
- Le operazioni sono state gestite dal SASS con il supporto della guardia medica dell'ASP di Palermo e del 118.
- Nello stesso periodo un escursionista di trentadue anni è stato soccorso al rientro da Pizzo Carbonara.
Cosa se ne ricava. La stagione in cui il soccorso siciliano lavora di più non è quella che ci si aspetta, e il luogo non è una parete. Piano Battaglia con la neve concentra molte persone su poco spazio, con attrezzatura da gita e nessuna nozione di autoprotezione. Chi sale a camminare in quelle giornate condivide le squadre con tutto il resto.
Le Madonie con la neveCaso
Tre escursionisti, la notte, e la chiamata al 112
Notte fra il 3 e il 4 gennaio 2025, discesa da Pizzo Carbonara verso Piano Battaglia.
- Tre escursionisti di Partinico, tutti poco più che ventenni, hanno perso il sentiero durante la discesa da Pizzo Carbonara, 1.979 metri.
- Hanno chiamato il 112; l'allarme è stato girato alla prefettura di Palermo.
- Il recupero è stato condotto dal Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, con i tecnici della squadra locale delle Madonie primi sul posto, nella notte fra venerdì e sabato.
- Uno dei tre presentava segni evidenti di ipotermia. Erano rimasti al buio con attrezzatura inadeguata e temperature in calo.
Cosa se ne ricava. Nessuno dei tre era ferito: sono nella quota di persone assistite illese, quasi tre su dieci a livello nazionale. Il fattore che ha reso l'uscita un intervento notturno non è stato un incidente ma il buio, e il fattore che li ha peggiorati è stato stare fermi al freddo. Sono le due variabili su cui si decide un'ora prima, quando si sceglie se proseguire o girare.
Pizzo CarbonaraCaso
Cosa dice il 2025 del CNSAS
I dati nazionali del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per il 2025, pubblicati nell'aprile 2026. Sono i più recenti disponibili.
- 13.037 missioni complessive: 11.287 del CNSAS e 1.750 del Soccorso Alpino Valdostano, l'8 per cento in più del 2024.
- Persone assistite: 9.624 feriti, 4.231 illesi, 140 dispersi, 528 decedute; i decessi crescono del 13 per cento rispetto ai 466 del 2024.
- Cause: caduta o scivolata 45,0 per cento, malore 14,1 per cento, incapacità di proseguire l'attività 8,1 per cento.
- Attività: escursionismo 43,6 per cento, mountain bike 7,6, sci 7,4, alpinismo 5,2, ricerca funghi 3,2.
- Stagionalità: agosto 17,9 per cento, luglio 13,6, settembre 11,4.
- Impiego: 204.996 ore di lavoro e 46.927 presenze di soccorritori.
Cosa se ne ricava. Il dato che riguarda chi legge questa pagina non è il totale, è la ripartizione. Quasi la metà degli interventi nasce da una caduta e quasi la metà riguarda escursionisti: il profilo di rischio non è quello dell'alpinista in parete, è quello di una persona che cammina e mette male un piede quando è stanca.
Che terreno si camminaDomande frequenti
In Sicilia il soccorso in montagna si paga?
Non risulta alcuna norma regionale siciliana che addebiti il costo dell'intervento alla persona soccorsa. Gli interventi del CNSAS sono materia regionale, e le regioni che hanno introdotto una compartecipazione sono quelle alpine e l'Abruzzo: quelle regole valgono lì e non si estendono alla Sicilia. Resta l'eventuale ticket di pronto soccorso, se il codice assegnato all'uscita è quello meno urgente e non si rientra in un'esenzione. La norma nazionale entrata in vigore nel 2026 sui soccorsi a pagamento riguarda gli interventi della Guardia di Finanza in caso di dolo, colpa grave o richiesta ingiustificata, e non nomina il CNSAS.
Serve un'assicurazione per camminare in Sicilia?
Per il soccorso in sé no, visto che in Sicilia non risulta un addebito. L'iscrizione al CAI comprende una polizza soccorso alpino valida in Europa, con rimborso delle spese fino a 25.000 euro per socio, in attività sia sociale sia personale: serve soprattutto fuori dai confini italiani e per le spese che il servizio sanitario non copre. Massimali e condizioni cambiano ogni anno con il rinnovo del bollino, quindi vanno letti sulla documentazione dell'anno in corso e non su una guida.
Il soccorso arriva anche di notte?
Sì. Il caso degli escursionisti recuperati sulle Madonie nella notte fra il 3 e il 4 gennaio 2025 è un recupero notturno condotto via terra. Quello che la notte cambia è il mezzo: l'intervento a piedi resta possibile, l'impiego dell'elicottero dipende da condizioni di volo, visibilità e vento, che sono esattamente le informazioni che la centrale chiede quando valuta se mandarlo. In pratica, di notte i tempi si allungano e la persona ferma resta al freddo più a lungo.
Esistono dati sugli interventi in Sicilia?
Non pubblicati e non disaggregati. Il CNSAS diffonde ogni anno i dati nazionali, con la ripartizione per causa, attività e mese, ma non una tabella per regione. Quello che si trova sono numeri parziali diffusi caso per caso dal servizio regionale o dalla stampa locale, come i 13 interventi di un fine settimana a Piano Battaglia nel gennaio 2025. Sono utili come ordine di grandezza, non come statistica, e non li presentiamo come tale.
Posso chiamare per qualcun altro che ho visto in difficoltà?
Sì, e vale la stessa regola che la Sicilia applica alla segnalazione degli incendi: non dare per scontato che abbia già chiamato qualcun altro. All'operatore servono le stesse informazioni, con una differenza importante: va detto chiaramente che non si è sul posto o che non si è in contatto con la persona, perché cambia sia la posizione da cercare sia il modo in cui la centrale prova a ricontattare qualcuno.
Cosa faccio se chiamo e poi la situazione si risolve da sola?
Si richiama e lo si dice. La squadra è già in movimento e continuerà a cercare finché non ha una conferma: una ricerca che prosegue a vuoto occupa persone e mezzi che nel frattempo servono altrove. Annullare una chiamata avvisando non è una richiesta ingiustificata, è la chiusura corretta di una chiamata legittima.
L'elenco delle informazioni da fornire alla centrale è quello pubblicato dal Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano nella pagina "Come chiamare soccorso", riportato nel suo ordine originale. Il funzionamento del numero unico di emergenza, la gratuità e la chiamata senza SIM vengono dalle pagine del Ministero dell'Interno, comprese quelle delle prefetture siciliane; le date e le sedi delle centrali uniche di risposta in Sicilia dalla notizia del Ministero dell'ottobre 2019. I dati di intervento sono quelli pubblicati dal CNSAS per il 2025, usciti nell'aprile 2026: sono i più recenti disponibili e sostituiscono quelli del 2024 citati altrove sul sito. Per la Sicilia il CNSAS non pubblica statistiche disaggregate, e lo diciamo invece di stimarle. Su chi paga il soccorso abbiamo verificato la situazione siciliana e non abbiamo esteso alla Sicilia le regole delle regioni alpine, che sono di fonte regionale e valgono solo lì. Numero e sedi delle basi di elisoccorso cambiano con gli appalti: quelle indicate sono le sei della gara regionale aggiudicata nel 2026 e vanno riverificate.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 2 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico — procedure di soccorso in montagna e statistiche degli interventi
- Club Alpino Italiano — scala delle difficoltà escursionistiche, segnaletica e sentiero Italia
- Regione Siciliana — ordinanze regionali, riserve naturali e demanio forestale
- Protezione Civile della Regione Siciliana — avvisi di allerta meteo e rischio incendi boschivi in Sicilia
- Ministero della Salute — raccomandazioni su ondate di calore e primo soccorso
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Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.
