Camminare con il cane in Sicilia
Dal decreto regionale del 2025 la regola non dipende più dal tipo di area protetta ma dal singolo sentiero. Cosa è cambiato, dove il divieto resta totale, e i due problemi specifici dell’isola.

È una delle domande più frequenti nei blocchi di risposte automatiche su ogni parco siciliano, e la risposta che si legge in giro è quasi sempre troppo ottimista.
Il quadro è cambiato nel 2025
Fino a poco tempo fa la regola pratica era semplice: nei parchi regionali il cane al guinzaglio passava, nelle riserve naturali orientate no. Quella scorciatoia oggi non funziona più.
Nell’ottobre 2025 l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha firmato un decreto che apre all’introduzione di cani al guinzaglio su **sentieri e zone specifiche** delle aree protette siciliane, parchi e riserve indistintamente. Ma i sentieri ammessi non li stabilisce il decreto: li individua **ciascun ente gestore**, su linee guida regionali.
La conseguenza è che la variabile decisiva non è più la categoria giuridica dell’area, ma il singolo sentiero e la decisione del suo ente. Non si può più dedurre nulla dal tipo di riserva: bisogna guardare caso per caso.
Restano fuori in ogni caso le **zone A dei parchi** e le **riserve naturali integrali**, dove il divieto è assoluto.
Due casi da conoscere
Alla **Riserva dello Zingaro** il regolamento pubblicato vieta testualmente di introdurre cani anche se al guinzaglio. È un divieto totale, non una limitazione.
A **Vendicari** l’accesso è vietato, e qui la ragione è specifica: è un sito Ramsar di sosta per l’avifauna migratoria, con fino a ventimila uccelli acquatici nelle migrazioni di primavera. La presenza di cani interferisce direttamente con quella funzione.
I due problemi siciliani
Il primo è il **caldo**. Il cane non suda e smaltisce il calore ansimando, e su un sentiero costiero senza ombra a mezzogiorno di luglio va in difficoltà molto prima del suo umano. Il calcare, oltre a riflettere, si scalda: i polpastrelli si bruciano su superfici che a noi sembrano solo tiepide. La prova diffusa fra i veterinari è quella dei sette secondi: appoggia il dorso della mano nuda sulla roccia e conta. Se non riesci a tenercela, il cane non ci cammina.
Il secondo è la **lava**. Sull’Etna il fondo è abrasivo e tagliente. Anche un cane abituato a camminare si rovina i cuscinetti in poche ore.
I cani da guardiania
Nei Nebrodi e sulle Madonie il bestiame pascola allo stato brado ed è sorvegliato da cani da guardiania. Non sono aggressivi per indole, ma difendono il gregge, e un cane estraneo è per loro una minaccia. È la situazione che genera più incidenti fra le due categorie di animali.
Le norme di comportamento diffuse dal CAI e dai progetti europei sulla convivenza con i grandi carnivori sono precise, e vale la pena impararle prima di trovarsi nella situazione: tenere il proprio cane al guinzaglio corto, allargare la traiettoria senza attraversare il gregge, **non fissare il cane negli occhi**, che per lui è una sfida. Se si avvicina abbaiando, **fermarsi e poi indietreggiare lentamente senza voltare le spalle**. Mai gridare, agitare bastoni o lanciare sassi.
Cosa facciamo su questo sito?
Ogni scheda ha un campo dedicato che dice sì, no o con riserva, e quando dice con riserva spiega perché. Non compiliamo quel campo per sentito dire: dove non abbiamo la conferma dell’ente, lo scriviamo. E dopo il decreto del 2025 quel campo va riletto ancora più spesso, perché gli enti stanno pubblicando le proprie liste di sentieri ammessi in tempi diversi.
Un caso concreto
Caso
Stessa categoria giuridica, regole opposte
Bosco della Ficuzza e Riserva dello Zingaro.
- Sono entrambe riserve naturali orientate, la stessa identica categoria di area protetta.
- Allo Zingaro il regolamento pubblicato vieta di introdurre cani anche se al guinzaglio: divieto totale.
- Alla Ficuzza, con le sue piste forestali larghe e ombreggiate, la situazione è diversa e molto più permissiva.
Cosa se ne ricava. È l’esempio che smonta la scorciatoia più diffusa. Sapere che un posto è una riserva naturale orientata non dice assolutamente nulla su cosa puoi fare con il cane: decide il regolamento del singolo ente, e dal decreto del 2025 decide addirittura il singolo sentiero. L’unica strada è chiedere all’ente prima di partire.
Il Bosco della FicuzzaDomande frequenti
Si può portare il cane nelle aree protette siciliane?
Dipende dal singolo sentiero, non dal tipo di area. Un decreto regionale dell’ottobre 2025 ha aperto all’ingresso dei cani al guinzaglio su sentieri e zone specifiche, ma sono i singoli enti gestori a individuare quali. Restano vietate in ogni caso le zone A dei parchi e le riserve integrali. Allo Zingaro il regolamento vieta i cani anche al guinzaglio; a Vendicari l’accesso è vietato per la tutela dell’avifauna migratoria.
Fa troppo caldo per il cane in Sicilia?
Da giugno a settembre, sui percorsi costieri senza ombra, sì. Il cane smaltisce il calore ansimando e va in difficoltà prima di noi, e il calcare rovente brucia i polpastrelli. La prova dei sette secondi è semplice: appoggia il dorso della mano nuda sulla roccia e conta. Se non ci riesci, il cane non ci cammina.
Cosa fare se si incontrano cani da guardiania?
Tenere il proprio cane al guinzaglio corto, allargare la traiettoria senza attraversare il gregge, non fissare il cane negli occhi, che per lui è una sfida, e proseguire con calma senza correre. Se si avvicina abbaiando, fermarsi e poi indietreggiare lentamente senza voltare le spalle. Mai gridare, agitare bastoni o lanciare sassi.
Guida rivista dopo il decreto regionale dell’ottobre 2025, che ha cambiato il quadro: la vecchia distinzione fra parchi permissivi e riserve restrittive non è più il criterio operativo. Non pubblichiamo un elenco di aree “dog friendly” perché i sentieri ammessi li individua ciascun ente gestore e l’elenco è in evoluzione.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 1 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- Regione Siciliana — ordinanze regionali, riserve naturali e demanio forestale
- ISPRA — aree protette, biodiversità e dati ambientali
- Club Alpino Italiano — scala delle difficoltà escursionistiche, segnaletica e sentiero Italia
- Parco dei Nebrodi — accessi, piste forestali e regolamento del parco dei Nebrodi
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Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.