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Sentieri SicilianiPianifica

Monte · Zingaro e Trapanese

Monte Inici: i sentieri sopra Castellammare del Golfo

1064 mQuota
4Tracce GPX
4Ingressi
TrapaniProvincia
Monte Inici, provincia di Trapani
Maria8804CC BY-SA 4.0Wikimedia Commons

Monte Inici è la montagna che chiude a sud Castellammare del Golfo: 1064 metri, la quota del nodo di vetta di OpenStreetMap, confermata dal formulario Natura 2000 del sito. In provincia di Trapani solo Monte Sparagio, 1110 metri, è più alto. Non è un parco e non è una riserva: il massiccio è una zona speciale di conservazione della rete Natura 2000, la ITA010015 “Complesso Monti di Castellammare del Golfo”, 2.406 ettari, designata con il decreto ministeriale del 21 dicembre 2015 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2016. Vuol dire che non c’è un ingresso, non c’è un biglietto, non ci sono orari e non c’è un ente con un cancello: si entra liberamente, e di sicurezza risponde chi cammina.

La cosa più importante da sapere prima di partire è che la vetta non sta su nessun sentiero numerato. Le quattro tracce che pubblichiamo appartengono alla rete rilevata dal CAI di Castellammare del Golfo, numeri 612, 613, 614 e 623, e il punto più alto che toccano è 717 metri, sulla 613, in località Tre Portelle. Dai 709 metri di Tre Portelle alla cima mancano più di trecento metri di dislivello, che si fanno su piste forestali senza segnavia; in vetta c’è un’antenna. Chi arriva convinto di salire a Monte Inici seguendo un numero e una bandierina bianca e rossa non trova quello che si aspetta.

Il modo più comodo di arrivarci in auto è l’area attrezzata Belvedere, sulla statale 187 appena fuori Castellammare: tavoli, un’area di sosta libera a un centinaio di metri e il sentiero 614 che passa accanto, a quota 205. Da lì a Tre Portelle sono 4,3 chilometri e circa cinquecento metri di dislivello, misurati sulla nostra traccia. Chi preferisce partire a piedi dal paese trova l’attacco della 614 in centro, sul Corso Bernardo Mattarella davanti al municipio, a 43 metri sul mare: è una delle poche montagne della Sicilia occidentale che si comincia a salire senza auto.

Scheda della Redazione Sentieri Siciliani

Prima di partire

Verificato il 20 ottobre 2026 · fonte: Formulario standard Natura 2000 della ZSC ITA010015, aggiornato a dicembre 2019; schede sentiero dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana; relazioni della rete CAI di Castellammare del Golfo su OpenStreetMap
Ingressi
  • Area attrezzata Belvedere (statale 187) 38.0308, 12.8728 Quota 205 m. Area di sosta e tavoli dell’azienda regionale delle foreste, sulla statale 187 appena fuori Castellammare. Il sentiero 614 passa accanto: da qui a Tre Portelle sono 4,3 km e circa 500 m di dislivello.
  • Castellammare del Golfo, Corso Bernardo Mattarella 38.0264, 12.8804 Quota 43 m, davanti al municipio e all’ufficio informazioni. È l’estremo basso del sentiero 614, in pieno centro: si attacca a piedi, senza auto.
  • Bivio di Inici, strada regionale 23 Celso - Inici 37.9927, 12.8271 Quota 328 m, incrocio con la strada di bonifica 45. Qui si incontrano i sentieri 612 e 613. Il Castello di Inici sta ottocento metri a est. Nessuna area di sosta attrezzata.
  • Ponte Bagni 37.9708, 12.8900 Quota 87 m, bivio fra la provinciale 23 Ponte Bagni - frazione Inici e la provinciale 2. Estremo sud del sentiero 623, che la rete CAI dà come innesto sul Sentiero Italia.
Parcheggio
Area di sosta libera accanto all’area attrezzata Belvedere, sulla statale 187, a un centinaio di metri dai tavoli: è la scelta migliore per chi arriva in auto. In paese ci sono parcheggi liberi a poche centinaia di metri dal Corso Bernardo Mattarella. Al bivio di Inici, sulla regionale 23, non risulta nessuna area di sosta: si lascia l’auto ai margini della strada.
Con i mezzi
Autoservizi Russo dichiara Castellammare del Golfo fra le città servite, con collegamenti da Palermo e dall’aeroporto di Punta Raisi: orari e fermate vanno verificati con il vettore, perché cambiano con la stagione. La stazione ferroviaria di Castellammare del Golfo è circa due chilometri e mezzo a est del centro; la scheda RFI la dà con due binari a servizio viaggiatori e non pubblica le linee che la servono. All’area attrezzata Belvedere e al bivio di Inici non arriva nessun servizio pubblico.
Acqua
Nessun rifornimento sicuro lungo i sentieri. Fontanelle in paese, una a pochi passi dal Corso Bernardo Mattarella. Per l’area attrezzata Belvedere l’ente non dichiara acqua potabile: va portata da casa.
Ombra
A tratti. I rimboschimenti di pini e i nuclei residui di leccio coprono davvero; le praterie a disa e la macchia bassa, che sono la parte più estesa, no. Sul versante sud bruciato nel 2024 l’ombra non è ancora tornata.
Con bambini
Con riserva

Ha senso un tratto della 614 in andata e ritorno dall’area attrezzata Belvedere, con i tavoli al punto di partenza. La salita intera fino a Tre Portelle, 4,3 chilometri e cinquecento metri di dislivello senza acqua e con ombra a tratti, è troppo per la maggior parte dei bambini; dal mare lo è per tutti.

Con il cane
Con riserva

Qui non c’è un ente gestore di parco o riserva che abbia individuato i sentieri aperti ai cani: il decreto regionale dell’ottobre 2025 riguarda le aree naturali protette, e Monte Inici è una zona speciale di conservazione, che è un’altra cosa. Restano il guinzaglio e l’attenzione al bestiame al pascolo e ai cani da pastore, che sulle piste forestali si incontrano.

Ingresso e orari
Non pubblichiamo tariffe e orari che non abbiamo verificato alla fonte in questa stagione. Vanno controllati presso Formulario standard Natura 2000 della ZSC ITA010015, aggiornato a dicembre 2019; schede sentiero dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana; relazioni della rete CAI di Castellammare del Golfo su OpenStreetMap prima di partire.

I dati operativi di Monte Inici cambiano nel tempo. Se trovi una discrepanza, segnalacela.

I percorsi

Tracce derivate da OpenStreetMap. Distanze, quote e dislivelli sono calcolati dalla geometria e da un modello digitale del terreno, non trascritti da altre fonti.

Cosa aspettarsi

Le quattro tracce prendono la montagna da versanti diversi. La 613 sale dal bivio di Inici, sulla strada regionale 23, fino a Tre Portelle: 7,1 chilometri, 467 metri di dislivello positivo e 85 negativi, circa tre ore. La 614 collega Tre Portelle al centro di Castellammare: 6,3 chilometri in discesa quasi continua, 694 metri negativi contro 28 positivi, e il nostro calcolo dà tre ore e venti, perché settecento metri di discesa costano tempo quanto una salita. La 623 va dal bordo sud del paese a Ponte Bagni, 7 chilometri con poco dislivello, circa due ore e mezza. La 612, la più lunga, arriva da Buseto Palizzolo al bivio di Inici: 16,3 chilometri, 432 metri positivi e 505 negativi, cinque ore e venti. Distanze, quote e dislivelli vengono dalla geometria delle tracce e da un modello del terreno, non trascritti da altre fonti.

Sui numeri c’è un intoppo che conviene conoscere prima dei bivi. Le schede sentiero dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana usano gli stessi numeri ma li spezzano in modo diverso: la loro 614, intitolata “Tre Portelle - Fossa del Bove”, è 13,2 chilometri con 645 metri di dislivello e tre ore e quaranta, e copre tutto il tragitto dal centro di Castellammare al Castello di Inici, cioè quello che la rete CAI divide in 613 e 614. La loro 613 è “B. Scorace - Castello di Inici”, 8,1 chilometri, e la loro 612 “B. Palizzolo - Bosco Scorace”, 9 chilometri: insieme corrispondono alla 612 del CAI. Non coincide nemmeno la difficoltà, perché l’ente classifica il percorso lungo come E, escursionistico, mentre le relazioni CAI danno 613 e 614 come T, turistiche, e solo la 612 come E. Il sito della sezione citato nei dati CAI, caidelgolfo.it, non risponde più, e il Comune di Castellammare del Golfo non pubblica niente sui sentieri: ai bivi conviene avere una traccia GPS.

Il percorso lungo, nella descrizione dell’ente, parte dal centro abitato a 80 metri, risale il versante orientale per la via Castronovo verso il sentiero della Madonna delle Scale e passa dalla cappella di Sant’Alberto, da quella della Madonna delle Scale e da quella della Madonna della Via, ricavata nella roccia. Poi tocca l’area attrezzata Belvedere, il rifugio Fossa del Bove, Tre Portelle, Fornazzo e la casa forestale Alliata, che sta a mezza costa intorno ai cinquecento metri, e chiude al Castello di Inici. La scheda dice che si fa anche in bici da montagna. Di questi posti l’area attrezzata e la casa Alliata risultano censite come proprietà dell’azienda regionale delle foreste; del rifugio Fossa del Bove non abbiamo trovato né orari né condizioni d’uso, e non va dato per aperto.

Il bosco, qui, non è quello che il nome di montagna boscata lascia immaginare. Il formulario Natura 2000, aggiornato a dicembre 2019, descrive un paesaggio dominato dalle praterie ad Ampelodesmos mauritanicus, la disa, residuo secondario di formazioni forestali distrutte da secoli di tagli, coltivi e pascolo; sopra sono stati fatti rimboschimenti di conifere con essenze che lo stesso formulario definisce estranee alla vegetazione potenziale del posto. In numeri: 1.099 ettari di macchia termomediterranea, 284 di leccete, 113 di praterie mediterranee classificate come habitat prioritario, 38 di pareti calcaree con vegetazione rupicola. L’ombra c’è dove ci sono i pini e i nuclei residui di leccio, e manca su tutto il resto. Lo stesso documento dice che il valore del sito è più faunistico e floristico che paesaggistico: pesano i rapaci, con il falco pellegrino e l’aquila di Bonelli fra le specie elencate, e la coturnice di Sicilia, per cui la valutazione della popolazione è la più alta prevista dalla scheda. Sulle rupi compaiono il garofano delle rupi e Ophrys lunulata, orchidea endemica siciliana.

Il Castello di Inici dà il nome a due dei quattro percorsi, e va detto subito com’è: un baglio fortificato in proprietà privata, abbandonato e in rovina. Sta sul versante sud intorno ai 370 metri di quota, passò ai gesuiti alla fine del Cinquecento e fu abitato fino ai primi anni Sessanta, con scuola, ufficio postale e caserma dei carabinieri; il terremoto del 1968 lo danneggiò e la torre medievale è crollata nel 1998. La scheda dell’Azienda Foreste Demaniali lo liquida come “oggi ormai abbandonato e andato in rovina”, e il censimento tedesco dei castelli segnala più edifici in pericolo di crollo. Nessuno pubblica orari o modalità di visita. Il sentiero 613 gli passa a circa cinquecento metri: si guarda da fuori, non ci si entra.

Le grotte sono l’altra domanda che torna, e la risposta è che non sono una visita. Il formulario Natura 2000 registra per questo sito una sola cavità dell’habitat “grotte non ancora sfruttate a livello turistico” e una grotta marina sommersa: nessuna delle due è attrezzata. La più importante è l’Abisso dei Cocci, sul versante sud in contrada Vaccaria, raggiunto da una strada forestale: oltre due chilometri di sviluppo e circa 305 metri di profondità secondo il resoconto di un’esercitazione del soccorso speleologico, con l’ingresso su una parete che si raggiunge arrampicando una trentina di metri dal basso o calandosi per settanta dall’alto. Nei dati di OpenStreetMap l’ingresso principale risulta chiuso da un cancello e l’accesso subordinato a permesso. È speleologia, con gruppo e attrezzatura, non una deviazione lungo il sentiero.

Il fuoco è il fatto che cambia di più il modo di camminare qui. Il formulario mette l’incendio doloso fra le tre pressioni di impatto alto sul sito, insieme all’asportazione del sottobosco e del legno morto. Nel 2024 la montagna è bruciata due volte: nella notte fra il 9 e il 10 marzo, con oltre 350 ettari di bosco e macchia secondo la stima del sindaco, fra la zona del Belvedere e Costa Larga-Romita, e il 7 maggio, con circa 130 ettari fra Gagliardetta, Piano Principe, Firriato e Vaccheria sul versante sud. Nel 2017 un incendio sul versante occidentale ne aveva percorsi, secondo il sindaco di allora, circa mille. Per il 2025 e il 2026 non abbiamo trovato atti o comunicati che riguardino specificamente questa montagna. Dove la disa è andata il fondo resta nudo, con pietre mobili e tracce confuse, e l’ombra non è tornata.

Due cose chiudono il quadro. La prima è la cresta: accanto alla vetta, a 1041 metri, sta Pizzo delle Niviere, che prende il nome dalle fosse in cui si conservava il ghiaccio, e sulla sommità porta una torre di avvistamento antincendi; nessuno dei quattro sentieri ci arriva, il più vicino è la 613, che passa a settecento metri. La seconda è la parete sud, che l’alpinismo ha guardato solo di recente: una muraglia di calcare stratificato alta circa 450 metri e larga un chilometro e mezzo, dove fra il 2022 e il 2023 è stata aperta la via Elliss, quattordici lunghezze per circa cinquecento metri con passaggi di sesto e settimo grado, la prima su quella roccia. Non riguarda chi cammina, se non per una conseguenza pratica: sotto una parete così le pietre scendono. Riguarda tutti invece il collegamento della 623, che la rete CAI descrive come innesto sul Sentiero Italia a Ponte Bagni, dove la provinciale 23 incrocia la provinciale 2 e la stazione di Alcamo Diramazione è a due chilometri e mezzo in linea d’aria: è il modo di agganciare questa montagna a un cammino lungo.

Quando andarci

  • Da ottobre a maggio. Il versante verso il mare prende sole quasi tutto il giorno e la salita dal paese, d’estate, è pesante.
  • Marzo e aprile per le fioriture delle rupi: il formulario Natura 2000 elenca qui orchidee e garofano delle rupi.
  • D’estate solo nelle prime ore, partendo dall’area attrezzata Belvedere a 205 metri e non dal mare.
  • Nei mesi di massima pericolosità per gli incendi i percorsi possono diventare impraticabili da un giorno all’altro: nel 2024 la montagna è bruciata due volte.

Cosa portare

  • Due litri d’acqua a testa: lungo i sentieri non c’è nessun rifornimento sicuro.
  • Cappello e protezione solare. Fra il mare e Tre Portelle l’ombra è a tratti e il calcare riflette.
  • Scarpe con suola che tenga sul calcare levigato e sul fondo mobile dei tratti percorsi dal fuoco.
  • Una traccia GPS. La numerazione dell’ente e quella della rete CAI non spezzano i sentieri allo stesso modo, e ai bivi delle piste forestali i cartelli mancano.
Avvertenze
  • Nessuna delle quattro tracce pubblicate arriva in vetta. Il punto più alto toccato è 717 metri: per i 1064 bisogna lasciare la rete numerata e seguire piste forestali senza segnavia.
  • Niente acqua sui percorsi e ombra discontinua. Da giugno a settembre la salita dal mare nelle ore centrali è da evitare.
  • Il Castello di Inici è una rovina in proprietà privata e i censimenti dei castelli segnalano edifici in pericolo di crollo. Si guarda da fuori.
  • L’Abisso dei Cocci non è una grotta da visita: l’ingresso è su una parete, risulta chiuso da un cancello e l’accesso è subordinato a permesso.
  • Sul versante sud bruciato nel marzo e nel maggio 2024 il fondo è instabile dove la disa è andata, con pietre mobili e tracce poco leggibili.

Domande frequenti

Quanto è alto Monte Inici?

Millesessantaquattro metri. È la seconda quota della provincia di Trapani dopo Monte Sparagio, che arriva a 1110. La terza, 1041 metri, è Pizzo delle Niviere, che sta sullo stesso massiccio poco a nord della vetta.

Si arriva in vetta a Monte Inici con un sentiero segnato?

No. Delle quattro tracce pubblicate il punto più alto è 717 metri, sulla 613, e il nodo della rete è Tre Portelle a 709. Dalla vetta a Tre Portelle mancano più di trecento metri di dislivello, su piste forestali senza segnavia, e in cima c’è un’antenna. Chi cerca la cima deve mettere in conto di uscire dalla rete numerata.

Serve un permesso o un biglietto per Monte Inici?

No. Non è un parco né una riserva, ma una zona speciale di conservazione della rete Natura 2000, la ITA010015, designata con decreto ministeriale del 21 dicembre 2015. Nessun ente pubblica ingressi, orari o tariffe. Le piste forestali possono però essere chiuse dal servizio forestale, e nei mesi di rischio incendio la situazione cambia in fretta.

Da dove si parte in auto?

Dall’area attrezzata Belvedere, sulla statale 187 appena fuori Castellammare, a 38.0308, 12.8728: ci sono tavoli e un’area di sosta libera a un centinaio di metri, e il sentiero 614 passa accanto a quota 205. Da lì a Tre Portelle sono 4,3 chilometri e circa cinquecento metri di dislivello.

Il Castello di Inici si può visitare?

No, non nel senso di una visita organizzata. È un baglio fortificato in proprietà privata, abbandonato: il terremoto del 1968 lo danneggiò, la torre medievale è crollata nel 1998 e i censimenti dei castelli segnalano edifici in pericolo di crollo. La scheda dell’Azienda Foreste Demaniali lo descrive come andato in rovina. Il sentiero 613 passa a circa cinquecento metri e lo si guarda da fuori.

Si possono visitare le grotte di Monte Inici?

Non come escursione. Il formulario Natura 2000 registra per il sito una sola cavità dell’habitat “grotte non ancora sfruttate a livello turistico”, cioè non attrezzata. La principale è l’Abisso dei Cocci, in contrada Vaccaria: oltre due chilometri di sviluppo e circa 305 metri di profondità, con l’ingresso su una parete, chiuso da un cancello e subordinato a permesso. Serve un gruppo speleologico e l’attrezzatura.

Quanto tempo serve da Castellammare a Tre Portelle?

La nostra traccia 614 misura 6,3 chilometri con 694 metri di dislivello, e il calcolo che usiamo dà tre ore e venti in un senso. La scheda dell’Azienda Foreste Demaniali indica tre ore e quaranta per tutti i 13,2 chilometri dal paese al Castello di Inici, che è lo stesso tragitto più la prosecuzione: è una stima molto più ottimistica, e conviene saperlo prima di partire.

Ci sono stati incendi su Monte Inici?

Sì, e recenti. Nel 2024 due volte: oltre 350 ettari fra il 9 e il 10 marzo, nella zona del Belvedere e di Costa Larga-Romita, e circa 130 ettari il 7 maggio sul versante sud, fra Gagliardetta, Piano Principe, Firriato e Vaccheria. Nel 2017 un incendio sul versante occidentale ne percorse circa mille secondo il sindaco dell’epoca. Per il 2025 e il 2026 non abbiamo trovato atti o comunicati riferiti a questa montagna.

Si può salire senza auto?

Sì, ed è raro in questa parte della Sicilia. Il sentiero 614 attacca in centro, sul Corso Bernardo Mattarella davanti al municipio, a 43 metri sul mare: dalla fermata dell’autobus o dalla stazione si arriva a piedi all’inizio del percorso. Autoservizi Russo dichiara Castellammare del Golfo fra le città servite da Palermo e dall’aeroporto di Punta Raisi, e la stazione ferroviaria è a circa due chilometri e mezzo dal centro.

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