Vai al contenuto
Sentieri SicilianiPianifica

Riserva · Palermo e dintorni

Capo Gallo: ingressi, sentieri e come arrivarci in autobus

0Tracce GPX
3Ingressi
PalermoProvincia
Apri nel pianificatoreDati verificati il 20 ottobre 2026 · come verifichiamo
Riserva naturale orientata Capo Gallo, provincia di Palermo
AlbertoL6CC BY-SA 4.0Wikimedia Commons

La Riserva naturale orientata Capo Gallo copre 585,83 ettari sul promontorio che chiude a nord-ovest la Conca d’Oro, fra Mondello e Sferracavallo, tutti dentro il comune di Palermo. L’atto istitutivo è un decreto dell’assessore regionale per il territorio e l’ambiente, e sulla data le fonti regionali non coincidono: la scheda del portale ORBS lo indica come D.A. n. 438 del 21 maggio 2001, mentre il testo del decreto pubblicato dallo stesso portale è firmato il 21 giugno 2001. Vale la data in calce all’atto. L’art. 5 affida la gestione all’Azienda foreste demaniali, oggi Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale.

Gli ingressi sono due, su lati opposti del promontorio, e si raggiungono entrambi con un autobus urbano. A ovest si entra dal cancello in fondo a via Barcarello, sopra Sferracavallo, dove la linea AMAT 616 ha un capolinea di transito. A est si parte da Mondello, in cima a via Gallo a Partanna Mondello, dove la 806 arriva a Mondello Torre. È la ragione principale per cui questa riserva conta: insieme a Monte Pellegrino è l’unica area protetta siciliana che si fa in giornata senza auto.

Camminare non costa nulla. Il regolamento della riserva, all’art. 1, dichiara libere le escursioni a piedi, e l’ente gestore non pubblica biglietti né orari di apertura. In cambio l’art. 2 pone tre divieti che qui si rispettano sul serio: non uscire dai percorsi predisposti, non bivaccare, non accendere fuochi. E prima di partire vanno messi in conto i tre fattori che condizionano tutto il resto: niente acqua, niente ombra, e pareti calcaree che scaricano pietre.

Scheda della Redazione Sentieri Siciliani

Prima di partire

Verificato il 20 ottobre 2026 · fonte: Decreto istitutivo del 21 giugno 2001 e regolamento della riserva (testi sul portale regionale ORBS), D.M. 24 luglio 2002 dell’area marina protetta, percorsi delle linee AMAT
Ingressi
  • Barcarello (ingresso ovest) 38.2109, 13.2882 Cancello in fondo a via Barcarello, sopra Sferracavallo. Qui la linea AMAT 616 ha un capolinea di transito; la carta del progetto didattico colloca il centro visitatori un centinaio di metri più avanti. Da qui parte il sentiero costiero di Pietra Tara.
  • Mondello, via Gallo a Partanna Mondello (ingresso est) 38.2115, 13.3273 Fine della strada che prosegue da via Piano di Gallo, oltre il centro di Mondello. Da qui parte il sentiero Marinella e Faro, che comincia su una strada privata sbarrata da un cancello.
  • Alto di via Tolomea (Coda di Volpe) 38.2074, 13.3212 Punto in cui il sentiero Coda di Volpe arriva alle case di Mondello, dove un cancello privato chiude il passaggio. Il CAI di Palermo è partito da via Tolomea per la salita a Monte Gallo del 4 gennaio 2026.
Parcheggio
Nessun parcheggio dell’ente. A ovest si sosta su strada a Barcarello e a Sferracavallo, e il percorso della linea estiva AMAT 88 indica un parcheggio Tritone su via del Tritone, poco prima dell’ingresso; d’estate l’area si satura. A est si usa la sosta di Mondello, a pagamento in stagione, con un tratto a piedi fino al cancello.
Con i mezzi
Due linee urbane AMAT, entrambe con corse anche nei festivi. La 616, da via Ninni Cassarà verso Sferracavallo, ha un capolinea di transito a Barcarello, all’ingresso ovest. La 806, da piazza Francesco Crispi a Mondello, arriva a Mondello Torre passando per via Piano di Gallo, ma il percorso pubblicato avverte che dal 1° giugno al 15 settembre il terminale arretra in via Teti, con un tratto a piedi in più. D’estate si aggiunge la 88, fra Punta Barcarello e Punta Matese. Gli orari cambiano con le stagioni e con i lavori: vanno controllati sul sito AMAT il giorno prima.
Acqua
Nessun rifornimento dentro la riserva. Fontane nei paesi, a Mondello e a Sferracavallo. La vasca di Piano dello Stinco, che le descrizioni dei sentieri usano come riferimento, è un punto di orientamento, non un punto d’acqua.
Ombra
Assente o quasi su tutti i sentieri. L’unico riparo erano i pini e i cipressi dei rimboschimenti nei valloni di Coda di Volpe e Bauso Rosso, attraversati dall’incendio del luglio 2023, e lo stato attuale di quella copertura non è documentato dall’ente.
Permessi
A piedi nessun permesso: l’art. 1 del regolamento dichiara libere le escursioni a piedi, mentre quelle a cavallo sono ammesse solo su percorsi definiti. L’ente gestore può però limitare la fruizione e precludere aree alla visita, e l’accesso alle grotte è riservato a interventi a carattere scientifico da lui autorizzati (art. 12). In mare, l’ormeggio nelle zone B e C dell’area marina protetta richiede un permesso giornaliero della Capitaneria di porto di Palermo, da richiedere online.
Con bambini
Con riserva

Il primo tratto del sentiero costiero da Barcarello è pianeggiante e breve, e in stagione fresca funziona con i bambini. Le salite al crinale e a Coda di Volpe no: pendenze ripide, fondo di pietraia, nessuna ombra e pareti a strapiombo poco oltre il sentiero.

Con il cane
Con riserva

Il decreto regionale dell’ottobre 2025 ammette i cani al guinzaglio nelle aree protette solo sui sentieri individuati dall’ente gestore, e tiene fermo il divieto nelle zone A. Qui la zona A è la parte più estesa della riserva, e l’ente non ha pubblicato un elenco di sentieri aperti ai cani: va chiesto al Dipartimento prima di partire.

Ingresso e orari
Non pubblichiamo tariffe e orari che non abbiamo verificato alla fonte in questa stagione. Vanno controllati presso Decreto istitutivo del 21 giugno 2001 e regolamento della riserva (testi sul portale regionale ORBS), D.M. 24 luglio 2002 dell’area marina protetta, percorsi delle linee AMAT prima di partire.

I dati operativi di Riserva naturale orientata Capo Gallo cambiano nel tempo. Se trovi una discrepanza, segnalacela.

Cosa aspettarsi

Il rilievo è la dorsale carbonatica di Monte Gallo, che cade sul mare con falesie verticali su tre lati. La quota del punto più alto non è un dato fermo: la sezione palermitana del CAI scrive 561 metri in una scheda di gita del gennaio 2026 e 562 in una del gennaio 2025, OpenStreetMap registra 555 sul nodo di Pizzo Sella, e nessun ente pubblica una misura propria. Più in basso sta l’ex Semaforo borbonico, un posto di avvistamento militare che il CAI dà a 542 metri e OpenStreetMap a 524, con le pareti interne ricoperte di mosaici dall’eremita che ci ha vissuto. Sul crinale restano anche la Torre Amari e la Torre Mazzone di Gallo, torri costiere del Quattrocento e del Cinquecento.

La rete dei sentieri esiste ma l’ente non la pubblica. La carta che circola è quella di Interconnettiamo, un progetto didattico che ha messo online il testo del regolamento e una mappa con tracciati, tempi e lunghezze: il sentiero Pietra Tara corre lungo la costa dal cancello di Barcarello verso nord, Piano dello Stinco e Semaforo salgono al crinale, Coda di Volpe scende sulle case di Mondello, Marinella e Faro costeggia il versante orientale per 2.184 metri fino al faro di Capo Gallo. Le lunghezze dichiarate su quella carta però non tornano con le linee disegnate sulla carta stessa: su due sentieri su tre il numero pubblicato e la misura del tracciato divergono di centinaia di metri. Per quest’area non abbiamo tracce nostre, quindi non pubblichiamo distanze e dislivelli: i numeri che girano non hanno una fonte verificabile.

L’unico dato tecnico con una fonte identificabile viene dalle gite del CAI di Palermo, che sono schede di escursione e non misure di un ente gestore. Il 4 gennaio 2026 la sezione è salita a Monte Gallo da Mondello, partendo da via Tolomea, per Bauso Rosso, Coda di Volpe, Piano dello Stinco ed ex Semaforo: circa 7 chilometri, 500 metri di dislivello, tre ore e mezza di cammino, difficoltà E e scarponi obbligatori. Dal lato di Barcarello, il 1° febbraio 2026, la stessa sezione ha fatto una salita EE riservata ai soci, circa 5 chilometri con 750 metri in salita su pietraia e pendii ripidi. Nessuno dei due è un sentiero segnato dall’ente.

Il 24 luglio 2023 un incendio ha percorso circa 650 ettari di vegetazione fra la riserva e le aree verdi ai suoi margini, più dell’intera superficie protetta. Nel maggio 2026 il tribunale di Palermo ha condannato a dieci anni il responsabile, per incendio boschivo e disastro ambientale. Per chi cammina il lascito si riconosce sul posto: la copertura arborea dei valloni, i pini e i cipressi dei vecchi rimboschimenti, era l’unico riparo dal sole di tutta la riserva, e il fuoco l’ha attraversata. Una mappa aggiornata dello stato della vegetazione l’ente non la pubblica.

Il perimetro segue pareti verticali o a strapiombo, e il rischio di crollo qui è censito. La sintesi del Piano per l’assetto idrogeologico indica a rischio molto elevato, R4, nuclei abitati di Mondello, Pizzo Sella, Partanna Mondello e Sferracavallo e lo stesso faro di Capo Gallo; a rischio elevato, R3, tratti di strade comunali su Monte Gallo e Pizzo Sella. Per i crolli il Piano considera sempre attiva l’area sorgente, perché sono i fenomeni meno prevedibili. Diverse piattaforme escursionistiche danno chiuso per frana il sentiero del Semaforo: l’atto che lo chiuda non l’abbiamo trovato, e sul posto un cancello sbarrato o un cartello di divieto valgono più di qualsiasi traccia scaricata.

Il promontorio è bucato da una ventina di grotte, e il complesso è riconosciuto come geosito regionale con il D.A. n. 283 del 29 agosto 2017. La Grotta dell’Olio, che dà il nome al geosito, ha accesso soltanto dal mare, con un ingresso abbastanza ampio da far passare una barca grande. La Grotta Regina, circa mille metri quadri affacciati sulla Fossa del Gallo a 130 metri sul livello del mare, conserva iscrizioni e disegni datati fra il VII secolo a.C. e il II d.C., fra cui un guerriero punico, un orso e un cavallo. La Grotta Impisu, sulla cresta del Pizzo omonimo, ha restituito resti della fauna quaternaria estinta. Il regolamento, all’art. 12, ammette negli ambienti ipogei solo interventi a carattere scientifico e lascia all’ente la disciplina degli accessi: nessuna di queste cavità è una visita che si organizza da soli.

Il mare davanti è un’area protetta diversa, con regole proprie. L’Area marina protetta Capo Gallo, Isola delle Femmine è stata istituita con decreto ministeriale del 24 luglio 2002, in vigore dal 1° ottobre dello stesso anno, e la gestisce in via provvisoria la Capitaneria di porto di Palermo. L’art. 4 del decreto vieta nella zona A la balneazione, le immersioni e la navigazione, e la zona A è il tratto di mare fra La Puntazza e il faro, sul lato settentrionale del promontorio. Nelle zone B e C il bagno è consentito, mentre l’ormeggio è ammesso solo ai campi boa dell’ente gestore, con un permesso giornaliero da chiedere online. I confini delle zone sono fissati nel decreto per coordinate: se il dubbio riguarda un punto preciso, la risposta la dà la Capitaneria.

Due dettagli che si leggono spesso storti. Il primo: Pizzo Sella non è fuori dalla riserva. Nel 2001 l’esclusione di quel versante era stata proposta, ma il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale ha rinviato la riperimetrazione e confermato il perimetro del piano regionale del 1991; dal perimetro sono stati stralciati soltanto il cantiere della Motomar con la sua area di espansione, l’area portuale e l’asse stradale. Il secondo: la motivazione istitutiva non parla di macchia mediterranea. Il decreto cita le grotte della Marinella, scavate dall’erosione marina, la Grotta Impisu con la sua spiaggia fossile, la flora rupestre endemica e il marciapiede a vermetidi della fascia costiera, una biocostruzione poco diffusa nel Mediterraneo.

Quando andarci

  • Da ottobre ad aprile. È la finestra in cui l’assenza di ombra non è un problema, e il mare d’inverno sotto le falesie ripaga la camminata.
  • In primavera per le fioriture della gariga, con la palma nana e le specie rupestri endemiche citate nel decreto istitutivo.
  • Da giugno a settembre solo all’alba, e nei giorni di scirocco è un posto da evitare: è bruciato per 650 ettari nel luglio 2023.
  • Dopo le piogge e nei giorni di allerta meteo va rimandata: su queste pareti l’acqua aumenta i distacchi di pietre.

Cosa portare

  • Due litri d’acqua a testa. Dentro la riserva non c’è alcun rifornimento.
  • Cappello, occhiali e crema solare: il calcare bianco riflette il sole addosso e non ci sono alberi sotto cui fermarsi.
  • Scarpe con suola rigida e buona aderenza. Il fondo è roccia e pietraia, e sulle salite al crinale il CAI prescrive gli scarponi.
  • Una traccia GPS e la batteria carica: la rete dei sentieri non è segnata dall’ente e i bivi sulle piste alte si somigliano.
Avvertenze
  • Non c’è acqua e non c’è ombra su nessuno dei sentieri. È il fattore che decide stagione e ora di partenza.
  • Il rischio di caduta massi è censito dal Piano per l’assetto idrogeologico: R4 su diversi nuclei abitati del promontorio e sul faro di Capo Gallo, R3 su tratti di strade comunali di Monte Gallo e Pizzo Sella. Non sostare sotto le pareti e rispettare cancelli e cartelli sul posto.
  • Il sentiero del Semaforo è segnalato chiuso per frana da più piattaforme escursionistiche, ma un atto che lo chiuda non l’abbiamo trovato. Prima di programmarlo va chiesto all’ente gestore.
  • L’area di riserva è zona A per 484,37 ettari su 585,83, secondo i dati del progetto didattico che pubblica il regolamento. In zona A l’art. 2 del regolamento vieta di allontanarsi dai percorsi predisposti, di campeggiare o bivaccare e di accendere fuochi.
  • In mare, nella zona A dell’area marina protetta, fra La Puntazza e il faro, la balneazione e le immersioni sono vietate dal decreto ministeriale del 24 luglio 2002. Nelle zone B e C il bagno è invece consentito.

Domande frequenti

Come si arriva a Capo Gallo con i mezzi pubblici?

Con due linee urbane AMAT, entrambe attive anche nei giorni festivi. La 616 ha un capolinea di transito a Barcarello, sopra Sferracavallo, a pochi passi dall’ingresso ovest. La 806 arriva a Mondello Torre, vicino all’ingresso est, ma dal 1° giugno al 15 settembre arretra il terminale in via Teti e bisogna mettere in conto un tratto a piedi in più. D’estate c’è anche la linea 88 fra Punta Barcarello e Punta Matese. Gli orari vanno controllati sul sito AMAT il giorno prima.

Si paga per entrare nella riserva di Capo Gallo? Ci sono orari?

Non abbiamo trovato né un biglietto né orari di apertura pubblicati dall’ente gestore, il Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale. Il regolamento dichiara libere le escursioni a piedi. Tariffe o limitazioni introdotte dopo l’ultima verifica andrebbero chieste al Servizio riserve del Dipartimento.

Quali sono gli ingressi e dove si lascia l’auto?

Due: il cancello in fondo a via Barcarello, sopra Sferracavallo, a 38,2109 e 13,2882, e la fine di via Gallo a Partanna Mondello, oltre il centro di Mondello, a 38,2115 e 13,3273. Un terzo punto, in cima a via Tolomea, è dove arriva il sentiero Coda di Volpe, chiuso da un cancello privato. Un parcheggio dell’ente non esiste: a ovest si sosta su strada a Barcarello e sul vicino parcheggio Tritone, a est nella sosta di Mondello, a pagamento in stagione.

Si può fare il bagno a Capo Gallo?

Dipende dal tratto di mare. Il decreto ministeriale del 24 luglio 2002 vieta la balneazione e le immersioni nella zona A dell’area marina protetta, cioè nel tratto fra La Puntazza e il faro, sul lato nord del promontorio. Nelle zone B e C il bagno è consentito. I confini delle zone sono fissati per coordinate nel decreto, quindi su un punto preciso conviene chiedere alla Capitaneria di porto di Palermo, che è l’ente gestore provvisorio.

C’è acqua e c’è ombra lungo i sentieri?

No a entrambe. Dentro la riserva non esiste un rifornimento d’acqua, e le fontane più vicine stanno nei paesi, a Mondello e a Sferracavallo. L’ombra era limitata ai pini e ai cipressi dei rimboschimenti nei valloni, percorsi dall’incendio del luglio 2023. Vanno portati due litri a testa e scelta la stagione fresca.

Quanto è alto Monte Gallo?

Non c’è una quota ufficiale. La sezione del CAI di Palermo scrive 561 metri in una scheda del gennaio 2026 e 562 in una del gennaio 2025, mentre OpenStreetMap registra 555 metri sul nodo di Pizzo Sella. Nessun ente gestore pubblica una misura propria, quindi la risposta onesta è che la cima sta attorno ai 560 metri.

Il sentiero del Semaforo è aperto?

Non lo sappiamo con certezza. Più piattaforme escursionistiche lo danno chiuso per frana, ma un atto che lo chiuda non l’abbiamo trovato, e il CAI di Palermo ha raggiunto l’ex Semaforo da Mondello il 4 gennaio 2026. Prima di partire va chiesto all’ente gestore; sul posto un cancello sbarrato o un cartello di divieto si rispettano.

Si può visitare la Grotta Regina o la Grotta dell’Olio?

Non come visita autonoma. Il regolamento, all’art. 12, ammette negli ambienti ipogei solo interventi a carattere scientifico autorizzati dall’ente gestore, che ne disciplina scopi, periodi e modalità. La Grotta dell’Olio, poi, ha accesso soltanto dal mare. La Grotta Regina si apre a 130 metri di quota sopra la Fossa del Gallo, su un detrito di grossi blocchi che ne rende difficoltoso l’accesso.

Si può andare a Capo Gallo con il cane?

Da verificare con l’ente, e l’esito più probabile è no sulla parte alta. Il decreto regionale dell’ottobre 2025 ammette i cani al guinzaglio solo sui sentieri individuati dall’ente gestore e conferma il divieto nelle zone A; a Capo Gallo la zona A è la parte più estesa della riserva, e un elenco di sentieri aperti ai cani non è stato pubblicato.

Nei dintorni

Il passo successivo

Guarda il resto dell’area

Per questo luogo non abbiamo ancora una traccia pubblicata. Nell’area ce ne sono altre.