Camminare sulle isole siciliane
Eolie, Egadi, Pantelleria: il trekking migliore dell’isola sta fuori dall’isola, e quasi nessuno lo cerca.

Le isole siciliane sono fra le mete più frequentate del Mediterraneo, e quasi nessuno ci va per camminare. Favignana, le Eolie, Pantelleria: si arriva per il mare, le barche e i paesi.
Chi cerca i sentieri è una minoranza minuscola e trova pochissimo scritto. Eppure il trekking migliore della Sicilia è qui.
Perché le isole sono diverse?
Su un’isola piccola il dislivello parte dal mare. Non c’è una strada che ti porta a metà quota: se la cima è a novecento metri, li fai tutti.
In compenso l’auto non serve e spesso non si può nemmeno portare, il che risolve alla radice il problema che sul continente siciliano condiziona tutto.
Le Eolie
Salina ha la salita più impegnativa dell’arcipelago, con la Fossa delle Felci che sale quasi mille metri dal livello del mare dentro una felceta fitta. Il panorama compare solo in cima, e quando compare si vede tutto l’arcipelago in una volta.
Stromboli è un caso a parte: il vulcano è in attività permanente e la salita oltre una certa quota è regolamentata. Le condizioni dipendono dallo stato del vulcano e cambiano.
Le Egadi
Marettimo ha la rete di sentieri più bella e meno percorsa di tutte, e non ha strade. Favignana è pianeggiante e si gira in bicicletta più che a piedi.
Pantelleria
Montagna Grande sale su terreno vulcanico attraversando la pineta, e nelle giornate limpide dal belvedere si arriva a vedere la costa africana. È l’isola più lontana e la meno frequentata da chi cammina.
La logistica
Il collegamento è il vincolo. Gli orari dei traghetti e degli aliscafi cambiano con la stagione e con il mare, e d’inverno si diradano. Una traversata cancellata per vento non è un’eventualità remota: è la norma qualche giorno all’anno.
La conseguenza pratica è che un’escursione su un’isola non si programma sul giorno ma sulla finestra: due giorni di margine, non due ore.
Un caso concreto
Caso
Mille metri senza scorciatoie
Salita alla Fossa delle Felci, Salina.
- La traccia mappata dal versante di Valdichiesa fa 1,9 km con 438 metri di dislivello, fra 111 e 612 metri di quota.
- La cima è a 962 metri: chi parte dal livello del mare ne fa quasi mille, tutti di fila.
- Per gran parte della salita si cammina dentro un bosco fitto e non si vede niente.
Cosa se ne ricava. Sulle isole il dislivello non si può spezzare con una strada. È il motivo per cui una cima di novecento metri su un’isola impegna più di una cima di duemila raggiunta da un rifugio a quota 1600.
La Fossa delle FelciDomande frequenti
Serve l’auto sulle isole siciliane?
No, e su alcune non si può nemmeno portare. Marettimo e Alicudi non hanno strade. Sulle isole più grandi gli autobus di linea collegano i paesi e arrivano agli attacchi dei sentieri.
Qual è la salita più impegnativa delle Eolie?
La Fossa delle Felci a Salina, che è il rilievo più alto dell’arcipelago e si affronta partendo praticamente dal livello del mare: quasi mille metri di dislivello continuo.
Quando conviene andare?
Da aprile a giugno e da settembre a ottobre. In agosto le isole sono affollate e il caldo sui crinali senza ombra è pesante; d’inverno i collegamenti si diradano e alcuni sentieri non sono manutenuti.
Lo scarto fra domanda turistica e domanda escursionistica è misurato sui volumi di ricerca delle isole confrontati con quelli dei loro sentieri. I collegamenti marittimi non vengono ripubblicati perché stagionali.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 1 settembre 2026, aggiornata il 1 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- ISPRA — aree protette, biodiversità e dati ambientali
- INGV, Osservatorio Etneo — stato di attività di Etna e Stromboli, bollettini e livelli di allerta
- Parks.it — directory delle aree protette italiane
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