Guida
Laghi della Sicilia da raggiungere a piedi: sponde, accessi e divieti
Quasi tutti i laghi siciliani sono dighe, con un gestore e un livello che cambia di mese in mese. Lago per lago: da dove si parte, cosa si può fare, cosa è vietato.

Chi cerca un lago in Sicilia per camminarci intorno trova quasi sempre una diga. Il lago ha un gestore, un uso (acqua da bere, irrigazione, energia) e un livello che cambia di mese in mese, a volte di decine di metri di sponda. Da questo dipende tutto il resto: dove si arriva a piedi, dove la sponda è fango, dove il bagno non è regolato da nessuno. Qui ci sono i laghi uno per uno, con la partenza, il percorso quando esiste e le regole che abbiamo trovato scritte.
Quali laghi ci sono in Sicilia, e quali sono naturali?
Il registro del Ministero delle Infrastrutture conta 45 grandi dighe sotto l’Ufficio tecnico di Palermo al 31 dicembre 2025, e l’Autorità di bacino regionale ne segue 30 nei suoi prospetti mensili. Fra i laghi di questa guida, sei sono invasi: Pozzillo, Piana degli Albanesi, Poma, Rosamarina, Garcia e Arancio. Tre sono naturali secondo gli enti: il Biviere di Cesarò e il Trearie sui Nebrodi, e Pergusa vicino a Enna. Il Maulazzo è un caso a parte: un piccolo invaso costruito negli anni Ottanta dall’Azienda foreste, dentro il Parco dei Nebrodi.
I gestori sono diversi, e il registro li nomina così. Pozzillo e Piana degli Albanesi li gestisce Enel Green Power. Poma, Rosamarina e Arancio il Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti. Garcia il Consorzio di bonifica 2 di Palermo. Lo stato di esercizio a fine 2025 non è uguale per tutti. Poma è in esercizio normale. Arancio e Piana degli Albanesi sono in esercizio con limitazione di invaso. Pozzillo ha lavori di manutenzione straordinaria con limitazione di invaso. Rosamarina e Garcia sono ancora in esercizio sperimentale. Per chi cammina conta una cosa: il livello lo decidono i prelievi e le regole della diga, non solo la pioggia.
Si può fare il bagno nei laghi siciliani?
Non abbiamo trovato un lago siciliano fra le acque di balneazione controllate. ARPA Sicilia scrive che il decreto annuale dell’Assessorato alla Salute individua i tratti di mare e di costa adibiti alla balneazione, e gli allegati pubblicati dalla Regione sono divisi per le province costiere: Enna, dove stanno Pergusa e Pozzillo, non compare. Chi entra in uno di questi laghi entra quindi in un’acqua che nessuno analizza per il bagno. Le analisi che si leggono sui giornali, come quelle della Goletta dei Laghi di Legambiente, sono campagne di un’associazione e non rendono un lago balneabile.
Per gli invasi non abbiamo trovato un’ordinanza che vieti il bagno, ma nemmeno un atto che lo permetta, e le ragioni per non farlo sono concrete. Poma, Rosamarina, Garcia e Piana degli Albanesi forniscono anche acqua potabile, secondo il prospetto regionale. Le sponde di un invaso che si abbassa sono di limo: al Pozzillo la Regione stimava nel 2023 circa 2,5 milioni di metri cubi di sedimenti sul fondo. Vicino alle opere di presa e di scarico l’acqua si muove anche quando la superficie sembra ferma. A Pergusa il regolamento della riserva non nomina il bagno, ma in zona A vieta di uscire dai percorsi predisposti. Sui Nebrodi il Biviere è recintato.
Lago Maulazzo: la strada forestale e il sentiero dei laghetti
Il Maulazzo sta nel territorio di Alcara li Fusi, alle falde nord-orientali di Monte Soro, dentro la faggeta di Sollazzo Verde. La scheda del Parco dei Nebrodi lo dà a 1.400 metri di quota, circa 5 ettari di superficie, costruito negli anni Ottanta dall’Azienda foreste della Regione. Ci si arriva dalla statale 289, fra Cesarò e San Fratello: al valico di Portella Femmina Morta, dopo Villa Miraglia, si gira a destra e si seguono le indicazioni. Il Comune di Cesarò descrive la strada come percorribile a piedi o in auto e scrive che si incontra prima il Maulazzo, poi, dopo circa 5 chilometri, il Biviere. Né il Parco né il Comune pubblicano orari, biglietti o divieti specifici per il Maulazzo.
La traccia che il sito associa al Maulazzo è il D345E, il sentiero dei laghetti. È lunga 4,4 chilometri, fra 1.351 e 1.686 metri di quota, con 341 metri di salita e 7 di discesa nel verso della traccia, che parte dalla dorsale dei Nebrodi e sale fino al sentiero D345. Il tempo di cammino è di circa due ore per verso, e altrettanto al ritorno: è un’andata e ritorno, non un anello. La traccia non costeggia il Maulazzo. Nel punto più vicino, intorno al terzo chilometro, il centro del lago resta a circa 850 metri in linea d’aria. Tocca invece il Laghetto di Monte Soro nei primi cinquecento metri e alcuni piccoli specchi d’acqua senza nome fra il secondo e il terzo chilometro. Il Maulazzo si raggiunge dalla strada forestale descritta sopra.
Biviere di Cesarò: il lago naturale dietro la recinzione
Il Biviere sta nel comune di Cesarò, a 1.278 metri, con una superficie di circa 18 ettari. Il Comune e il Parco lo definiscono la zona umida d’alta quota di maggior valore naturalistico della Sicilia: la vegetazione si dispone in sei fasce secondo le variazioni del livello, e d’estate l’acqua può colorarsi di rosso per la fioritura di una microalga, l’Euglena sanguinea. L’accesso è gratuito. La strada, a piedi o in auto, arriva fino alle recinzioni che costeggiano il lago; da lì, scrive il Comune, si può costeggiarlo per sentieri naturali. Oltre la recinzione non si va. Per informazioni il Comune rimanda al Parco, sede di Palazzo Zito, telefono 095 7732061.
Delle tracce del sito assegnate al Biviere, una sola gli passa accanto: il D347 Case Sollima, 4,4 chilometri fra 1.287 e 1.691 metri, che scende di 414 metri dalla dorsale e ne sale 29. Vicino al quarto chilometro passa a poche centinaia di metri dal centro del lago, cioè in pratica lungo il suo margine. Il tempo è di circa due ore e dieci, e il ritorno è tutto in salita. Le altre tre restano lontane dalla sponda. Il D341 Sorgente Ramo (4,8 chilometri, 125 metri di salita e 400 di discesa, circa due ore e un quarto) passa a oltre due chilometri e mezzo. Il D339 da Petrosino a Portella Scafi (12 chilometri, 763 metri di salita, quasi cinque ore) e la traversata Maniace-Eremo di San Nicolò Politi (27,2 chilometri, 965 metri di salita e 1.051 di discesa, oltre nove ore) restano a più di tre chilometri, e toccano invece il Margio Locina, uno specchio d’acqua minore.
Lago Trearie: il più alto, senza una nostra traccia
Il Parco dei Nebrodi colloca il Trearie fra i comuni di Tortorici e Randazzo, a 1.435 metri, con circa 10 ettari di superficie, e lo definisce il lago naturale più alto della Sicilia. Intorno ci sono pascoli con bovini e cavalli sanfratellani, e la scheda scrive che il lago si può girare a piedi guardandolo dai diversi argini. Il Parco segnala anche il Rifugio Trearie come punto di partenza per il lago e per i sentieri del demanio. Il Parco non pubblica lunghezza, tempi o divieti del giro, e fra le tracce del sito nessuna passa a meno di sei chilometri dal lago: per questo non diamo numeri. Con il bestiame al pascolo vale quanto scritto nella guida sui cani da pastore.
Cosa vale per i tre laghi dei Nebrodi
La zonizzazione del Parco mette in zona A, di riserva integrale, le faggete alle quote più alte e le zone umide d’alta quota. Il decreto istitutivo del 4 agosto 1993, nella zona A, consente l’escursionismo e lo sci di fondo, ma lascia al Parco la facoltà di precludere l’accesso ad alcune aree. Vieta il campeggio, l’abbandono di rifiuti, la raccolta di rocce e minerali, le attività sportive a motore e i veicoli a motore fuori dai casi autorizzati, mentre il traffico sulle strade classificate resta ammesso. Nel testo dei divieti di zona A che abbiamo letto la pesca e il bagno non sono nominati: la risposta va chiesta al Parco, e non va letta come un permesso. Tutti e tre i laghi stanno sopra i 1.200 metri: d’inverno la strada può essere innevata e il Parco pubblica immagini del Maulazzo ghiacciato.
Lago di Pergusa: una riserva attorno a un autodromo
Pergusa è un lago di origine tettonica senza immissari né emissari, nel comune di Enna. Il portale regionale delle riserve gli dà 4,5 chilometri di perimetro, una profondità media di 3,5 metri e massima di 12, e scrive che il livello dipende dalla pioggia e dall’evaporazione estiva, con acque leggermente salmastre. La riserva naturale speciale, istituita con la legge regionale 71 del 1995, copre 402,5 ettari ed è gestita dal Libero Consorzio Comunale di Enna, servizio Agricoltura e Riserve, telefono 0935 521312. Intorno al lago corre l’autodromo di Pergusa, che il regolamento della riserva disciplina a parte.
Il regolamento in vigore è quello approvato con decreto del 3 febbraio 2006. In zona A vieta di allontanarsi dai percorsi appositamente predisposti, di pescare, di campeggiare o bivaccare, di accendere fuochi, di usare mezzi nautici a motore e di usare apparecchi audio se non in cuffia. La fruizione dell’area è ammessa in modo controllato dall’ente gestore, anche con natanti dell’ente stesso. L’attività motoristica è consentita dal 15 marzo al 30 ottobre di ogni anno: in quei mesi, nei giorni di gara o di prova, l’anello attorno al lago è occupato, e il calendario va chiesto prima. Non abbiamo trovato un atto che dica se e quando i pedoni possano usare il tracciato. Per le violazioni non tabellate la sanzione va da 25 a 1.000 euro. Il bagno non è nominato.
L’acqua qui non è garantita. Nel febbraio 2025 l’ufficio stampa della Provincia descriveva un lago appena risalito dopo una drammatica estate 2024, con una lente d’acqua di poche decine di centimetri nei punti più profondi e la fauna ittica scomparsa. Nel luglio 2026 la stessa fonte riportava i campionamenti della Goletta dei Laghi in quattro laghi siciliani, Pergusa compreso, con tutti e sei i punti entro i limiti di legge, ricordando che il lago resta esposto a frequenti disseccamenti. Chi va a Pergusa in tarda estate può trovare una sponda molto più lontana di quella delle fotografie.
Lago di Pozzillo: il più grande, e a settembre quasi vuoto
Il Pozzillo sta a Regalbuto, sul fiume Salso. Il Comune lo descrive come una diga ultimata nel 1959, alta 59 metri, con una capacità di 150 milioni di metri cubi, oggi gestita da Enel per uso idroelettrico e irriguo. La stessa pagina parla di percorsi pedonali, ciclabili ed equestri lungo il fiume e le sponde, ma come progetti: non abbiamo trovato un sentiero realizzato e segnalato da un ente, né un atto su accesso, bagno o pesca.
I numeri della Regione spiegano perché questo lago va guardato prima di partire. Al 1° giugno 2026 l’invaso conteneva 52,06 milioni di metri cubi. Al 1° luglio 34,49, al 1° agosto 13,15, al 1° settembre 3,11 su una capacità di 150,5: circa il 2%. Il registro ministeriale lo segnala con lavori di manutenzione straordinaria e limitazione di invaso. Le ragioni del calo di quest’estate non le abbiamo trovate scritte in un atto o in un comunicato del gestore. In pratica, a fine estate 2026 il Pozzillo è un fondo di limo scoperto con poca acqua in mezzo, e il limo non si attraversa.
Lago di Piana degli Albanesi: il perimetro che il Comune indica
È l’invaso del Belice destro, con una capacità di 32,8 milioni di metri cubi e, al 1° settembre 2026, 15,66 milioni invasati. Lo gestisce Enel Green Power, e l’acqua serve all’irrigazione, all’uso potabile e all’energia. È l’unico dei grandi invasi per cui un Comune scrive che il perimetro si può percorrere: da diverse parti, dice la scheda comunale, in un percorso nella natura adatto a camminare, correre e andare in bicicletta, non accessibile in tutti i tratti a chi ha una disabilità. Vicino al paese c’è un’area attrezzata con servizi. Il Comune non pubblica una lunghezza del giro né un punto di partenza, e noi non abbiamo una traccia. Sul lago si sono svolte gare internazionali di canoa, ma le regole di navigazione per i privati non le abbiamo trovate. Il piano faunistico del 2000 individuava il bacino, con un perimetro di 12 chilometri e i monti Kumeta, Pizzuto e Maganoce, fra le zone da costituire in oasi di protezione.
Lago Poma: il periplo sulle carrarecce
Il Poma è l’invaso dello Jato, vicino a Partinico, gestito dal Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti per uso irriguo e potabile. La capacità è di 72,5 milioni di metri cubi. Al 1° settembre 2026 ne conteneva 46,38, contro i 19,77 di un anno prima e i 18,36 del novembre 2024. Nessun ente pubblica un sentiero intorno al lago. Il WWF Sicilia Nord Occidentale ha organizzato nel 2020 un periplo di circa 15 chilometri, su carrareccia e terreno naturale, con dislivello trascurabile e circa sei ore fra cammino e soste. Nell’annuncio escludeva gli animali domestici per la presenza di pascolo libero e di cani da guardia: è un’indicazione utile per chi pensa di portare il cane. Il giro attraversa terreni che non abbiamo verificato come pubblici.
Lago Rosamarina sopra Caccamo
La diga di Rosamarina sbarra il San Leonardo nel comune di Caccamo. La scheda del Ministero la descrive come una diga ad arco-gravità alta 84 metri, completata nel 1992 dopo una sospensione dei lavori fra il 1982 e il 1988, con 100 milioni di metri cubi di invaso utile e il coronamento a 176 metri. L’acqua va per 49 milioni di metri cubi l’anno all’irrigazione e per 30 all’uso potabile. A fine 2025 il registro la dava ancora in esercizio sperimentale. Al 1° settembre 2026 conteneva 56,05 milioni di metri cubi, contro i 12,37 del novembre 2024: la sponda di oggi e quella di due anni fa distano molto. Non abbiamo trovato un sentiero pubblicato da un ente, né regole scritte su accesso alle sponde, bagno o pesca. Le domande vanno al gestore regionale.
Lago Garcia sotto la Rocca di Entella
Il Garcia, intitolato al giornalista Mario Francese, è l’invaso del Belice sinistro. Il Comune di Contessa Entellina lo colloca ai piedi della Rocca di Entella e lo indica come un punto di riferimento per gli uccelli migratori. Lo gestisce il Consorzio di bonifica 2 di Palermo, per uso potabile e irriguo; a fine 2025 era in esercizio sperimentale con lavori di manutenzione straordinaria in corso. La capacità è di 80 milioni di metri cubi, e al 1° settembre 2026 ne conteneva 37,01, un dato che la Regione calcola da marzo su una batimetria aggiornata. Nessun ente pubblica un percorso sulle sponde, e non abbiamo trovato atti su accesso, bagno o pesca.
Lago Arancio e i ruderi che riemergono
L’Arancio è l’invaso del Carboj, fra Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Sciacca, gestito dalla Regione per uso irriguo. A fine 2025 era in esercizio con limitazione di invaso. Il livello si muove molto: 3,24 milioni di metri cubi nel novembre 2024, 21,64 nell’aprile 2026, 12,50 al 1° settembre 2026, su una capacità di 34,8. Quando l’acqua cala riaffiora il baglio fortificato di Mazzallakkar, che la Regione nel 2021 descriveva come un sito che periodicamente riemerge dalle acque del lago, con visite organizzate in quell’occasione. Non abbiamo trovato un sentiero pubblicato da un ente né un’indicazione su come raggiungere i ruderi a piedi. Il piano faunistico del 2000 individuava il bacino fra le zone da costituire in oasi di protezione.
Pesca e caccia intorno ai laghi
Per pescare nelle acque interne serve la licenza. Il modulo della Città Metropolitana di Palermo per il tipo B, quello della canna con o senza mulinello, chiede due versamenti (22,72 euro alla Regione e 3,72 alla Città Metropolitana), due marche da bollo e due fotografie; la licenza la rilascia l’ente della provincia di residenza. La licenza non basta dove un regolamento vieta la pesca, come nelle zone A e B della riserva di Pergusa. Sulla caccia: la stagione 2026-2027 è regolata dal decreto assessoriale n. 129 del 21 maggio 2026, e un lago artificiale non è di per sé un’area dove la caccia è vietata. Il piano faunistico del 2000 individuava come oasi, fra gli altri, Arancio, Pozzillo, Piana degli Albanesi e Rosamarina, ma non abbiamo verificato se il piano oggi vigente le mantenga. Da settembre, sugli argini fuori dai parchi, conviene farsi vedere.
In pratica
Per camminare vicino all’acqua su sentieri segnati, i laghi giusti sono quelli dei Nebrodi: Maulazzo e Biviere dalla strada di Portella Femmina Morta, con le tracce D345E e D347, fra la tarda primavera e l’autunno. A Pergusa si resta sui percorsi predisposti, e prima si chiede all’ente gestore il calendario dell’autodromo. Piana degli Albanesi ha il perimetro che il Comune indica. Gli altri invasi si guardano dalla strada o dagli argini, con la consapevolezza che la sponda è terreno del gestore e che nessuno ne cura il percorso. Prima di partire si controllano il prospetto mensile dei volumi della Regione e, dopo le piogge, l’allerta della Protezione civile. Il bagno, in nessuno di questi laghi, è controllato.
Casi concreti
Caso
Pergusa, dalla secca del 2024 al lago del 2026
Pergusa è l’unico lago di questa guida che non ha immissari né una diga: vive solo di pioggia. È il caso più chiaro di come un lago naturale siciliano possa cambiare in un anno.
- Il portale regionale descrive il lago come endoreico, con livello legato alle piogge e all’evaporazione estiva.
- L’11 febbraio 2025 l’ufficio stampa della Provincia di Enna scriveva che, dopo l’estate 2024, nei punti più profondi restavano poche decine di centimetri d’acqua e che la fauna ittica era scomparsa.
- Il 31 luglio 2026 la stessa fonte riportava i campionamenti della Goletta dei Laghi in quattro laghi siciliani, Pergusa compreso, con i sei punti tutti entro i limiti di legge, e il rischio di nuovi disseccamenti.
- Il regolamento della riserva, del 3 febbraio 2006, in zona A vieta di uscire dai percorsi predisposti, di pescare e di campeggiare.
Cosa se ne ricava. Un lago naturale in Sicilia non ha una sponda fissa. La fotografia di un anno non dice dove sarà l’acqua l’anno dopo, e le regole della riserva valgono anche quando il lago è quasi asciutto.
Dove si trova davvero l’acquaCaso
Gli invasi del Palermitano, da novembre 2024 a settembre 2026
I prospetti dell’Autorità di bacino permettono di confrontare lo stesso invaso a distanza di due anni. Per chi cammina, il volume è la misura di quanto è lontana la sponda.
- Al 1° novembre 2024, alla fine della siccità, Poma conteneva 18,36 milioni di metri cubi, Rosamarina 12,37, Garcia 11,69 e Piana degli Albanesi 5,89.
- Al 1° settembre 2026 gli stessi invasi contenevano 46,38, 56,05, 37,01 e 15,66 milioni di metri cubi.
- Al 1° settembre 2026 il totale dei 30 invasi seguiti era del 70% più alto di un anno prima, ma dell’11% più basso del mese precedente.
Cosa se ne ricava. Lo stesso lago, nello stesso mese, può avere sponde diverse di anno in anno. Il prospetto mensile della Regione è il controllo più semplice da fare prima di partire.
Autunno in SiciliaCaso
Pozzillo, un’estate da 52 a 3 milioni di metri cubi
Il più grande invaso della Sicilia ha perso quasi tutta l’acqua fra giugno e settembre 2026, dopo una primavera in cui era più pieno dell’anno precedente.
- Al 1° aprile 2026 il Pozzillo conteneva 55,69 milioni di metri cubi, al 1° giugno 52,06.
- Al 1° luglio 34,49, al 1° agosto 13,15, al 1° settembre 3,11, su una capacità di 150,5.
- Il registro ministeriale lo dava a fine 2025 con lavori di manutenzione straordinaria e limitazione di invaso.
- Nel 2023 la Regione stimava circa 2,5 milioni di metri cubi di limo sul fondo, circa il 10% della capacità utile persa.
Cosa se ne ricava. Il livello di un invaso lo decidono prelievi e lavori, non solo il meteo. Quando il lago scende, quello che resta scoperto è fango, e va guardato dalla riva.
Terreno e fondoDomande frequenti
Quali sono i laghi naturali della Sicilia?
Fra quelli di questa guida, gli enti indicano come naturali il Biviere di Cesarò e il lago Trearie sui Nebrodi, e il lago di Pergusa vicino a Enna. Il Parco dei Nebrodi definisce il Trearie, a 1.435 metri, il lago naturale più alto dell’isola. Pozzillo, Piana degli Albanesi, Poma, Rosamarina, Garcia e Arancio sono invasi artificiali, e anche il Maulazzo è un invaso, costruito negli anni Ottanta.
Come si arriva al lago Maulazzo?
Dalla statale 289 fra Cesarò e San Fratello: al valico di Portella Femmina Morta, dopo Villa Miraglia, si gira a destra e si seguono le indicazioni. Il Comune di Cesarò scrive che la strada si percorre a piedi o in auto e che il Maulazzo si incontra prima del Biviere, che sta circa 5 chilometri più avanti. Il lago è a circa 1.400 metri di quota, e d’inverno la strada può essere innevata.
Si può fare il bagno nel lago di Pozzillo?
Non abbiamo trovato un atto che lo permetta né uno che lo vieti, e il lago non è fra le acque di balneazione controllate. Al 1° settembre 2026 l’invaso conteneva circa il 2% della sua capacità, e intorno all’acqua c’è soprattutto fondo di limo scoperto. È un posto da guardare dalla riva.
Si può camminare intorno al lago di Piana degli Albanesi?
Il Comune scrive che il perimetro è percorribile da diverse parti, a piedi, di corsa o in bicicletta, e che non tutti i tratti sono accessibili a chi ha una disabilità. Vicino al paese c’è un’area attrezzata. Il Comune non pubblica la lunghezza del giro né un punto di partenza preciso.
Al lago di Pergusa si può pescare o fare il bagno?
La pesca è vietata: il regolamento della riserva, approvato nel 2006, la vieta sia in zona A sia in zona B. Il bagno non è nominato, ma in zona A il regolamento vieta di allontanarsi dai percorsi predisposti, e il lago non è un’acqua di balneazione controllata. Il livello, inoltre, varia molto: nel 2024 il lago era quasi asciutto.
Si può girare a piedi il lago Poma?
Nessun ente pubblica un sentiero intorno al lago. Un periplo di circa 15 chilometri su carrarecce e terreno naturale, con dislivello trascurabile, è stato proposto nel 2020 dal WWF Sicilia Nord Occidentale, che escludeva gli animali domestici per la presenza di pascolo libero e cani da guardia. L’invaso è gestito dalla Regione.
Cosa si trova al lago Garcia e al lago Rosamarina?
Sono due grandi invasi del Palermitano per uso potabile e irriguo, entrambi in esercizio sperimentale a fine 2025. Il Garcia, intitolato a Mario Francese, sta sotto la Rocca di Entella; Rosamarina è la diga di Caccamo sul San Leonardo. Per nessuno dei due un ente pubblica un percorso sulle sponde o regole su bagno e pesca.
Quando si vedono i ruderi nel lago Arancio?
Il baglio di Mazzallakkar riaffiora quando il livello dell’invaso scende, e la Regione lo descrive come un sito che periodicamente riemerge. Nessuna fonte indica un livello preciso: il prospetto mensile dei volumi della Regione aiuta a capire se l’acqua è bassa. Al 1° settembre 2026 l’Arancio conteneva 12,5 milioni di metri cubi su 34,8.
Serve la licenza per pescare nei laghi siciliani?
Sì, nelle acque interne serve la licenza, rilasciata dall’ente della provincia di residenza. Per il tipo B, con la canna, il modulo della Città Metropolitana di Palermo chiede un versamento di 22,72 euro alla Regione, uno di 3,72 euro alla Città Metropolitana e due marche da bollo. Dove una riserva vieta la pesca, come a Pergusa, la licenza non basta.
Letti il 17 settembre 2026: il registro delle grandi dighe dell’Ufficio tecnico di Palermo del Ministero delle Infrastrutture (dati al 31 dicembre 2025), la scheda ministeriale della diga di Rosamarina, i prospetti dei volumi invasati pubblicati dall’Autorità di bacino regionale (1° novembre 2024, 1° aprile, 1° maggio, 1° giugno, 1° luglio, 1° agosto e 1° settembre 2026), le schede del Parco dei Nebrodi su Maulazzo, Trearie e Biviere, la scheda del Comune di Cesarò, il decreto istitutivo del Parco dei Nebrodi del 1993 (letto sulla scansione: articoli sulla zona A), il regolamento della riserva di Pergusa approvato con decreto del 3 febbraio 2006, il portale regionale delle riserve, le pagine dei Comuni di Piana degli Albanesi, Regalbuto e Contessa Entellina, le pagine di ARPA Sicilia e dell’Assessorato Salute sulla balneazione, il modulo di licenza di pesca della Città Metropolitana di Palermo e il piano faunistico-venatorio del 2000. Distanze, quote e dislivelli dei sentieri vengono dalle tracce del sito; le distanze fra tracce e laghi le abbiamo misurate sulla geometria delle tracce e sulla posizione dei laghi in OpenStreetMap. Non abbiamo trovato un atto sul bagno per nessun invaso, né un sentiero ufficiale attorno a Poma, Rosamarina, Garcia, Arancio e Pozzillo, né le regole di navigazione di Piana degli Albanesi. Per Poma la lunghezza del periplo viene da un’escursione associativa del 2020, non da un ente. Non abbiamo verificato se il piano faunistico oggi vigente mantenga le oasi individuate nel 2000.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 24 settembre 2026, aggiornata il 24 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- Ministero delle Infrastrutture, Direzione generale per le dighe: UTD Palermo, registro delle grandi dighe al 31/12/2025 — gestore, uso prevalente e stato di esercizio (normale, sperimentale, con limitazione di invaso) delle dighe siciliane
- Ministero delle Infrastrutture, Direzione generale per le dighe: scheda Diga di Rosamarina — dati tecnici, anni di costruzione e usi dell’invaso di Rosamarina
- Regione Siciliana, Autorità di bacino del distretto idrografico: volumi invasi anno 2026 — prospetti mensili dei volumi invasati nelle dighe siciliane
- Regione Siciliana, Autorità di bacino: prospetto volumi invasati al 1° settembre 2026 — capacità, volume attuale, corso d’acqua e gestore di Pozzillo, Piana degli Albanesi, Poma, Rosamarina, Garcia e Arancio
- Regione Siciliana, Autorità di bacino: prospetto volumi invasati al 1° aprile 2026 — volumi di primavera 2026, per il confronto con la fine dell’estate
- Regione Siciliana, Autorità di bacino: prospetto volumi invasati al 1° novembre 2024 — volumi degli invasi alla fine della siccità del 2024
- Regione Siciliana, Autorità di bacino: comunicato sul limo della diga Pozzillo (29 settembre 2023) — sedimenti accumulati sul fondo dell’invaso di Pozzillo
- Parco dei Nebrodi, scheda Lago Maulazzo — comune, quota, superficie e origine artificiale del Maulazzo
- Parco dei Nebrodi, scheda Lago Trearie — comuni, quota, superficie e natura del lago Trearie
- Parco dei Nebrodi, scheda Rifugio Trearie — punto di appoggio vicino al lago Trearie
- Parco dei Nebrodi, itinerario Il Lago Biviere — descrizione del lago naturale e dell’itinerario nelle faggete
- Comune di Cesarò, scheda Lago Biviere (aggiornata il 20/09/2024) — accesso gratuito, strada da Portella Femmina Morta, recinzioni e distanza dal Maulazzo
- Assessorato regionale Territorio e Ambiente, D.A. 4 agosto 1993 istitutivo del Parco dei Nebrodi (GURS suppl. n. 44 del 18/09/1993) — attività consentite e divieti nella zona A del parco
- Parco dei Nebrodi, la zonizzazione — estensione delle zone e contenuto della zona A (faggete e zone umide d’alta quota)
- Parco dei Nebrodi — accessi, piste forestali e regolamento del parco dei Nebrodi
- Regione Siciliana, portale ORBS: Riserva naturale Lago di Pergusa — superficie, ente gestore, origine e dimensioni del lago di Pergusa
- D.A. Territorio e Ambiente 3 febbraio 2006, regolamento della riserva naturale speciale Lago di Pergusa (Reg. n. 21 del Libero Consorzio di Enna) — divieti in zona A e B, attività dell’autodromo, sanzioni
- Libero Consorzio Comunale di Enna, servizio Agricoltura e Riserve — ufficio e contatti della gestione della riserva di Pergusa
- Enna Magazine, ufficio stampa della Provincia di Enna: Dopo le piogge il Lago di Pergusa ritorna a vivere (11 febbraio 2025) — stato del lago dopo la siccità del 2024
- Enna Magazine, ufficio stampa della Provincia di Enna: Goletta dei Laghi in Sicilia (31 luglio 2026) — campionamenti microbiologici di Legambiente a Pergusa e Piana degli Albanesi nel 2026
- Comune di Piana degli Albanesi, scheda Lago Piana degli Albanesi — perimetro percorribile, area attrezzata, accessibilità
- Comune di Regalbuto, scheda Lago Pozzillo — anno, fiume, dimensioni della diga, gestore e usi del Pozzillo
- Comune di Contessa Entellina, scheda Riserve naturali — posizione della diga Garcia sotto la Rocca di Entella
- Regione Siciliana, comunicato sugli scavi di Mazzallakkar al lago Arancio (17 luglio 2021) — il baglio che riemerge dalle acque dell’Arancio
- ARPA Sicilia, Acque di balneazione in Sicilia, monitoraggio e idoneità (8 luglio 2024) — chi individua le acque di balneazione e con quale atto
- Regione Siciliana, Assessorato Salute: acque di balneazione — decreti e allegati provinciali sulla balneazione
- Città Metropolitana di Palermo, modulo di licenza di pesca nelle acque interne di tipo B — requisiti e versamenti per pescare con la canna nelle acque interne
- GURS parte I n. 35 del 2000, piano regionale faunistico-venatorio — invasi individuati per la costituzione di oasi di protezione
- Regione Siciliana, calendario venatorio 2026-2027 (D.A. n. 129/Gab del 21/05/2026) — atto che regola la stagione di caccia 2026-2027
- OpenStreetMap — geometrie dei percorsi pubblicati su questo sito, licenza ODbL
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Il passo successivo
Passa dai principi ai luoghi
Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.
