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Laghetti e cascate in Sicilia: quali si raggiungono a piedi

Le cascate siciliane si visitano soprattutto d’estate, quando quasi tutti i torrenti sono al minimo. Laghetti e cascate luogo per luogo: acqua, bagno, accesso.

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16 settembre 2026Aggiornata
Redazione Sentieri Siciliani ·
Laghetti e cascate in Sicilia: quali si raggiungono a piedi. Paesaggio siciliano legato al tema della guida.
pjt56CC BY-SA 3.0Wikimedia Commons

Le cascate in Sicilia da visitare si affollano soprattutto d’estate, e d’estate quasi tutti i torrenti dell’isola sono al minimo. Qui ci sono i laghetti e le cascate che si raggiungono a piedi, luogo per luogo, con le informazioni che servono per decidere: da dove si parte, quanto si cammina, chi gestisce, se si paga, se il bagno è permesso e se in quel periodo l’acqua c’è. Dove un dato non si trova lo scriviamo, e indichiamo a chi chiederlo.

Cascate in Sicilia: quali ci sono, e quando hanno acqua?

Il primo filtro è il fiume, non la cascata. La Protezione civile regionale descrive la maggior parte dei corsi d’acqua siciliani come fiumare con un regime marcatamente torrentizio, capaci di piene improvvise e con una portata scarsissima d’estate. Il Piano di gestione del distretto idrografico dice la stessa cosa delle fiumare del Messinese: portate impetuose durante e subito dopo le piogge, quasi asciutte nel resto dell’anno.

I numeri sono del Piano, terzo ciclo 2021-2027. Dei 180 corpi idrici fluviali significativi classificati per tipologia, esclusi i fiumi salati e quelli effimeri, 166 sono di tipo intermittente e 14 sono perenni alimentati da sorgenti. Nella relazione generale i fiumi perenni sono il 7% del totale. Intermittente, nella classificazione nazionale, significa che l’alveo ha acqua per più di otto mesi all’anno: per il resto dell’anno, tutto o in parte, resta asciutto.

Quali siano quei mesi lo dice la pioggia. Circa l’80% delle precipitazioni cade fra ottobre e marzo, e le falde arrivano a fine estate al livello più basso dell’anno: lo abbiamo spiegato con i dati nella guida sull’acqua e in quella sull’autunno, e non lo ripetiamo. Il risultato è che le cascate si visitano soprattutto nei mesi in cui rendono meno. Nessuna fonte ufficiale pubblica però la portata di queste cascate mese per mese, e non possiamo dire quanta acqua troverai il giorno in cui ci vai.

Luogo per luogo la tesi regge in modo diverso, e lo diciamo nelle sezioni che seguono. Il Pollina, il Cassibile, l’Alcantara, il Trigona e il Belice sono classificati come intermittenti. Le Gole di Tiberio però hanno una vasca profonda che l’estate non svuota. Le Cascate dell’Oxena sono descritte come attive tutto l’anno, anche se non da una fonte idrologica. I Laghetti di Marinello sono lagune salmastre e con i torrenti non c’entrano. Il posto più esposto alla secca estiva, con le fonti che abbiamo, è la Cascata delle Due Rocche.

Laghetti in Sicilia: dove si può fare il bagno, e dove è vietato?

La risposta onesta è che per quasi nessun luogo esiste una regola scritta che lo dica in una riga. La balneazione controllata, quella con i prelievi delle aziende sanitarie previsti dal decreto legislativo 116/2008, in Sicilia riguarda i tratti di mare individuati ogni anno dalla Regione. Non abbiamo trovato fiumi o laghetti interni fra le acque di balneazione dell’isola. Chi entra in una pozza di torrente entra quindi in un’acqua che nessuno analizza per quello scopo, anche dove il bagno non è vietato.

Il quadro, con l’atto per ciascun luogo, è questo. Alle Gole di Tiberio non abbiamo trovato un atto: il Comune, nella sua scheda, parla di laghetti dove è possibile fare il bagno. Alle Gole dell’Alcantara il Comune di Motta Camastra descrive la risalita nell’acqua della forra, se il fondale lo permette. A Cavagrande nel 2016 il dirigente dell’Azienda foreste dichiarava il bagno vietato per regolamento, con sanzioni, mentre il regolamento oggi pubblicato non ne parla: va chiesto in biglietteria. Ai Laghetti di Marinello il regolamento della riserva non nomina il bagno, ma vieta di uscire dai percorsi predisposti in zona A. Per il Catafurco, l’Oxena e le Due Rocche non abbiamo trovato nessuna regola scritta, né in un senso né nell’altro.

Che non ci sia un divieto non significa che il bagno sia autorizzato né che sia sicuro. Il fondo di una pozza cambia a ogni piena, e l’acqua di sorgente è fredda anche ad agosto. Sulla potabilità la risposta è sempre no.

Gole di Tiberio: gommone, guida e stagione

Le Gole di Tiberio sono una forra del fiume Pollina nel territorio di San Mauro Castelverde, dentro il Parco delle Madonie. La scheda del Comune le dà lunghe circa 400 metri, altre fonti circa 450, con pareti che la Città Metropolitana di Palermo e l’operatore delle escursioni danno fino a 50 metri. Per il Comune le rocce risalgono al Triassico superiore.

Si arriva dalla SP52 per San Mauro Castelverde. Al bivio Borrello si gira a destra sulla SP60, dopo 1,5 chilometri al bivio Tiberio ancora a destra, poi circa un chilometro su una stradina prima asfaltata e poi sterrata fino all’inizio del sentiero. Da lì una scalinata di circa 400 gradini scende alle gole. Chi vuole evitarla, scrive il Comune, lascia l’auto all’area attrezzata La Rocca e scende per un sentiero più agevole, oppure usa la navetta. Tempo e distanza a piedi del sentiero non sono pubblicati, e non li abbiamo misurati.

Il Comune indica come organizzatore delle escursioni l’associazione Madonie Outdoor. La gola si attraversa in gommone perché, secondo l’operatore, nel tratto centrale l’acqua supera gli otto metri di profondità anche d’estate. L’escursione dura circa due ore, e il prezzo comprende la guida, il gommone, il casco e il salvagente. Le escursioni si fanno nei fine settimana di aprile e ottobre e tutti i giorni da maggio a settembre; per il 2026 l’operatore le dava disponibili dal 18 aprile. Serve la prenotazione. Il listino che abbiamo letto sul sito dell’operatore porta il 2023 (20 euro gli adulti, 12 i bambini dai 6 ai 14 anni) e non sappiamo se sia ancora quello applicato. L’operatore vieta scarpe aperte e sandali.

Non abbiamo trovato un’ordinanza o un regolamento che vieti di scendere da soli al fiume, né uno che lo permetta. Il tratto profondo, comunque, a piedi non si attraversa. Sul regime del fiume le fonti regionali non concordano: il documento sul bacino idrogeologico delle Madonie elenca la fiumara di Pollina fra le poche eccezioni al carattere torrentizio, mentre la classificazione del Piano di gestione ne tipizza l’asta come intermittente. In pratica il fiume ha due stagioni: il gommone si usa d’estate, quando la corrente è debole e la vasca resta piena, e l’operatore propone il rafting solo da gennaio a marzo, quando la portata è alta. Qui agosto non è il mese sbagliato, ma la prenotazione può saltare: l’operatore annulla nei giorni in cui meteo e fiume non permettono la traversata.

Cascata del Catafurco: il sentiero dei Nebrodi

La cascata sta nel territorio di Galati Mamertino, nel Parco dei Nebrodi, ed è alimentata dal torrente San Basilio, che precipita dalla parete della Serra dei Ladri. La scheda del Parco dice che si raggiunge a piedi lungo un sentiero ben segnato e delimitato da staccionate in legno. Riporta anche una quota di 976 metri, senza chiarire se sia quella della cascata o del punto di partenza. Il salto è dato di circa 30 metri dalla Gazzetta del Sud e di quasi 10 metri dagli Amici della Terra dei Nebrodi: le due cifre non si conciliano, e non ne scegliamo una.

Sulla lunghezza del percorso le fonti divergono ancora di più: 3,7 chilometri e due ore per gli Amici della Terra, 4,4 chilometri e un’ora per etnanatura, circa 6 chilometri con 150 metri di dislivello per altre piattaforme escursionistiche. Nessun ente pubblica una misura, e noi non l’abbiamo fatta. Si parte dalla strada comunale Galini-Catafurco. Nel giugno 2026 la stampa locale ha dato notizia di un’ordinanza del Comune che chiude alcuni tratti di quella strada per lavori; l’atto non lo abbiamo visto, e prima di partire va chiesto al Comune di Galati Mamertino. Non abbiamo trovato biglietti né un gestore del sentiero diverso dal Parco e dal Comune.

Sull’acqua non esiste un dato idrologico: il San Basilio non compare come corpo idrico a sé nella classificazione regionale. Le fonti locali danno la portata migliore in primavera e testimoniano poca acqua a luglio e agosto, ma nessuna parla di secca. Il bagno non è regolato da nessun atto che abbiamo trovato. Il sentiero è stato danneggiato dal maltempo dell’ottobre 2021, dopo che scalinata e staccionata erano state rifatte nell’estate dello stesso anno: è un percorso che dopo ogni stagione di piogge va riverificato.

Cascate dell’Oxena: sugli Iblei, non nel Messinese

Le Cascate dell’Oxena, chiamate anche dell’Ossena, stanno nel territorio di Militello in Val di Catania, sugli Iblei. Il torrente Oxena è un affluente del Trigona, e il Trigona è classificato come intermittente. La scheda di Militello Museum, un sito tematico del territorio, scrive però che le cascate sono attive tutto l’anno, anche nei periodi di forte siccità, perché il torrente è alimentato da sorgenti che si aprono sulle sue sponde. Una conferma idrologica di questo non l’abbiamo trovata, ma se è vera l’Oxena è l’eccezione alla regola di agosto.

Anche qui i tempi non coincidono: circa un quarto d’ora dal parcheggio in contrada Bognanni secondo SiViaggia, 3,1 chilometri e un’ora e mezza con difficoltà EE secondo etnanatura, che probabilmente descrive un percorso lungo il greto. I racconti di chi ci è stato parlano di guadi su pietre e di un passaggio aiutato da una corda. Non abbiamo trovato un gestore, un biglietto, un’ordinanza o una regola sul bagno. Per le condizioni del percorso il riferimento è il Comune di Militello in Val di Catania.

Laghetti di Marinello: lagune sotto Tindari, non pozze di torrente

I Laghetti di Marinello sono laghetti salmastri su una piana costiera di sabbia, sotto il promontorio di Tindari, dentro una riserva naturale orientata istituita con decreto assessoriale del 10 dicembre 1998 nel territorio di Patti. Il portale regionale delle aree protette dà 401,25 ettari e indica come ente gestore la Città Metropolitana di Messina; scrive anche che il numero dei laghetti varia con le stagioni e con le maree. La scheda della Città Metropolitana ne nomina sei. Il regime dei torrenti qui non conta: sono acque di costa, e il ragionamento su agosto non si applica.

Il regolamento allegato al decreto dice che le escursioni a piedi sono libere, ma in zona A vieta di allontanarsi dai percorsi predisposti. Vieta anche il campeggio e il bivacco, la navigazione e la sosta di natanti di qualsiasi tipo, qualunque forma di pesca e l’accensione di fuochi. Il bagno nei laghetti non è nominato. Nel comunicato del 27 agosto 2026 la Città Metropolitana ricorda il divieto di bivacco e scrive che è consentita la sosta con gli ombrelloni. Esiste anche un’ordinanza della Capitaneria di Milazzo, la n. 27 del 2002, che disciplina i comportamenti nella riserva: non siamo riusciti a leggerne il testo, e sul bagno nei laghetti la domanda va fatta all’ente gestore o alla Capitaneria. Il bagno in mare davanti alla riserva segue l’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di Milazzo.

A piedi ci si arriva in due modi. Da Tindari scende il sentiero Coda di Volpe, su cui la Città Metropolitana ha appena concluso pulizia e scerbatura per circa 1.600 metri. Il santuario sta attorno ai 260 metri di quota secondo il modello digitale del terreno che abbiamo interrogato, e i laghetti sono al livello del mare: all’andata è tutta discesa, al ritorno tutta salita, e l’esposizione conta. Un’ordinanza della Città Metropolitana, comunicata nel giugno 2023, chiude il tratto iniziale a valle del sentiero in caso di eventi meteorologici avversi. L’altra via parte da Oliveri e segue la spiaggia verso il promontorio. Per questo tratto non abbiamo trovato una distanza pubblicata da un ente, e non l’abbiamo misurata.

Non abbiamo trovato un biglietto d’ingresso né orari pubblicati dall’ente. Il decreto consente al gestore di chiedere un corrispettivo, ma non ci risulta che oggi lo faccia.

Cascata delle Due Rocche a Corleone

È la cascata più facile da raggiungere di questa guida, perché sta dentro il paese. Il Comune di Corleone la descrive come un salto di 18 metri del torrente Corleone, che ha scavato un’ampia pozza fra rocce calcarenitiche; altre fonti danno altezze molto minori, fino a 4 metri. Il sentiero descritto dal Comune parte dal monastero benedettino del SS. Salvatore e sale, ripido, alla Rocca dei Maschi, da cui si vede il canyon. L’area è gestita dal Comune, con orari pubblicati: dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 18:00, la domenica dalle 8:00 alle 14:00. Non abbiamo trovato un biglietto.

Nessun atto che abbiamo trovato regola il bagno. La pagina comunale con il regolamento del sito oggi non risponde, e le regole che circolano, come il limite ai gruppi nei festivi, vengono da copie di seconda mano. Sull’acqua non ci sono misure: il Belice sinistro, di cui il torrente Corleone è affluente, è classificato come intermittente in tutti i suoi tratti, e le fonti descrittive consigliano la primavera, perché d’estate la portata cala. Qui la tesi di agosto regge meglio che altrove.

Laghetti di Cavagrande e Gole dell’Alcantara

Sono i due posti più frequentati, e hanno una scheda propria. A Cavagrande del Cassibile si scende ai laghetti del fiume dalla Scala Cruci, circa trecento metri di dislivello da rifare in salita, con biglietto dalla riapertura dell’agosto 2024. La riserva chiude per due o tre giorni dopo le piogge. Il Cassibile è classificato come intermittente, e la scheda indica aprile, maggio e ottobre come i mesi giusti. Sul bagno, come detto sopra, si chiede in biglietteria.

Alle Gole dell’Alcantara la scala comunale di Motta Camastra scende al greto e il ticket 2026 è di 2 euro a persona, sia dalla scala sia dagli accessi privati. L’Alcantara è un caso a parte: la classificazione regionale tipizza l’asta principale come intermittente, ma la relazione del Piano di assetto idrogeologico descrive fra Castiglione e la foce sorgenti in alveo che affiorano in modo pressoché continuo, e la scheda sul sito ricorda che l’acqua è fredda tutto l’anno. Il Comune scrive che il fondale è soggetto agli effetti delle piene e che si risale la forra solo se le condizioni lo permettono.

Piene improvvise, chiusure dopo la pioggia, sassi e tuffi

Il pericolo principale di una gola non si vede dal fondo. La campagna nazionale della Protezione civile ricorda che in una piena l’acqua può salire di uno o due metri in pochi minuti, e la Protezione civile regionale chiede di non attraversare un guado durante e dopo un evento piovoso. Non serve che piova dove sei: basta che piova a monte. Il 3 novembre 2018 a Casteldaccia il fiume Milicia, classificato anch’esso come intermittente, travolse una villetta e uccise nove persone. È il caso più noto di quanto sia fuorviante un letto quasi asciutto.

Le chiusure seguono la pioggia. Cavagrande chiude per due o tre giorni dopo le precipitazioni. Il sentiero Coda di Volpe a Marinello si chiude nel tratto basso con il maltempo. Alle Gole di Tiberio l’operatore annulla le uscite quando il fiume non permette la traversata. Il regolamento di fruizione adottato dal Parco dell’Alcantara impone alle attività fluviali commerciali, dopo ogni piena, una ricognizione del tratto prima di portarci qualcuno. Se lo pretende da chi ha istruttori e attrezzatura, vale a maggior ragione per chi scende da solo.

I ciottoli levigati dei greti e il calcare bagnato scivolano più di quanto sembri, e le guide sul terreno e sull’autunno spiegano perché. In acqua servono scarpe chiuse con suola che tenga, non sandali. Sui tuffi la regola è una sola: il fondo di una pozza di torrente cambia a ogni piena, quindi la profondità vista l’anno prima, o dichiarata da qualcun altro, non vale. Non ci si tuffa dove non si è appena controllato il fondo entrando in acqua a piedi.

Poi c’è il freddo. L’acqua di sorgente e quella di una forra in ombra restano fredde anche d’estate, e l’operatore di Tiberio propone la muta nei mesi di aprile e ottobre. Stare a lungo in acqua fredda fa perdere lucidità prima ancora che forza.

In pratica

Se l’obiettivo è vedere una cascata con acqua, la stagione è la primavera, da marzo a maggio, quando i torrenti hanno ancora la ricarica dell’inverno e sui sentieri non fa caldo. Ad agosto hanno senso le vasche profonde e le acque che non dipendono dalla pioggia: Tiberio con il gommone, l’Alcantara, le lagune di Marinello, e forse l’Oxena. In ogni caso, il giorno prima si controllano l’allerta meteo, la pagina dell’ente e quello che è piovuto a monte nei due o tre giorni precedenti.

Casi concreti

Caso

Nove fiumi siciliani su dieci hanno mesi senz’acqua

Il Piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia classifica ogni corpo idrico fluviale per tipologia, secondo i criteri nazionali. È il dato che spiega perché una cascata fotografata a marzo può non esserci ad agosto.

  • Nel terzo ciclo di pianificazione, 2021-2027, i corpi idrici fluviali significativi classificati per tipologia sono 180, esclusi i fiumi salati e quelli effimeri.
  • Di questi, 166 sono di tipo intermittente e 14 sono perenni alimentati da sorgenti.
  • Nella classificazione nazionale un corso d’acqua intermittente ha acqua in alveo per più di otto mesi all’anno.
  • La relazione generale del Piano indica i fiumi perenni come il 7% dei fiumi siciliani.
  • Pollina, Cassibile, Alcantara, Trigona e Belice sono tutti classificati come intermittenti.

Cosa se ne ricava. Per la maggior parte dei torrenti siciliani la domanda non è se d’estate l’acqua cala, ma di quanto. Una cascata va cercata nella stagione in cui il suo torrente ha acqua, non nel mese in cui fa più caldo.

Dove si trova davvero l’acqua

Caso

Una riserva di costa, non una pozza di fiume

I Laghetti di Marinello si nominano spesso insieme alle cascate, ma sono un ambiente diverso, con regole scritte in un decreto del 1998.

  • La riserva è stata istituita con decreto assessoriale del 10 dicembre 1998, nel territorio di Patti, e oggi è gestita dalla Città Metropolitana di Messina.
  • Il portale regionale ne indica la superficie in 401,25 ettari e scrive che il numero dei laghetti salmastri varia con le stagioni e le maree.
  • Il regolamento lascia libere le escursioni a piedi, ma in zona A vieta di uscire dai percorsi predisposti, di campeggiare o bivaccare, di navigare o sostare con natanti e di pescare.
  • Il 27 agosto 2026 la Città Metropolitana ha ricordato il divieto di bivacco e ha annunciato la manutenzione di circa 1.600 metri del sentiero Coda di Volpe.

Cosa se ne ricava. A Marinello la variabile non è la stagione dell’acqua ma quella delle persone. Le regole da conoscere sono quelle della riserva, e la domanda sul bagno nei laghetti va fatta all’ente, perché il regolamento non la risolve.

Alcantara e Peloritani

Domande frequenti

Quali sono le cascate in Sicilia da visitare a piedi?

Fra quelle raggiungibili a piedi ci sono la Cascata del Catafurco a Galati Mamertino, sui Nebrodi, le Cascate dell’Oxena a Militello in Val di Catania, sugli Iblei, e la Cascata delle Due Rocche dentro Corleone. Le Gole dell’Alcantara si raggiungono con la scala comunale di Motta Camastra. Le Gole di Tiberio si attraversano solo in gommone, con escursione organizzata. Per nessuna di queste un ente pubblica una stagione garantita con acqua.

Quando è il periodo migliore per vedere le cascate in Sicilia?

La primavera, da marzo a maggio. La maggior parte dei torrenti siciliani è classificata come intermittente e d’estate ha portate molto basse, mentre in primavera ha ancora la ricarica delle piogge invernali, che cadono per circa l’80% fra ottobre e marzo. Ad agosto hanno più senso le vasche profonde e le acque che non dipendono dalla pioggia.

Si può fare il bagno nei laghetti in Sicilia?

Dipende dal luogo, e per quasi nessuno esiste una regola scritta chiara. A Cavagrande in passato il bagno è stato dichiarato vietato con sanzioni, e va chiesto in biglietteria. A Marinello il regolamento della riserva non nomina il bagno. Per Catafurco, Oxena e Due Rocche non abbiamo trovato nessun atto. In nessun caso si tratta di acque di balneazione controllate.

Alle Gole di Tiberio si può andare da soli?

Non abbiamo trovato un’ordinanza che lo vieti né una che lo permetta. Il Comune indica come organizzatore delle escursioni l’associazione Madonie Outdoor. Il tratto centrale della gola, secondo l’operatore profondo oltre otto metri anche d’estate, si attraversa solo in gommone. Per sapere cosa è consentito lungo il fiume senza escursione conviene chiedere al Comune di San Mauro Castelverde o al Parco delle Madonie.

Quanto si cammina per la Cascata del Catafurco?

Non c’è una misura ufficiale, e quelle che circolano non coincidono: da 3,7 a circa 6 chilometri, da un’ora a due. Il Parco dei Nebrodi scrive solo che il sentiero è ben segnato e delimitato da staccionate. Nel 2026 alcuni tratti della strada di accesso sono stati chiusi per lavori: va verificato con il Comune di Galati Mamertino.

Dove sono le Cascate dell’Oxena?

A Militello in Val di Catania, in provincia di Catania, sugli Iblei. Il torrente Oxena è un affluente del Trigona. Il sito tematico del territorio le descrive come attive tutto l’anno grazie alle sorgenti sulle sponde, ma una conferma idrologica ufficiale non l’abbiamo trovata.

Come si arriva ai Laghetti di Marinello a piedi?

Da Tindari con il sentiero Coda di Volpe, circa 1.600 metri secondo la Città Metropolitana di Messina e circa 260 metri di dislivello da risalire al ritorno, oppure da Oliveri lungo la spiaggia. Il tratto basso del sentiero viene chiuso in caso di maltempo. Nella riserva il bivacco è vietato.

Come abbiamo verificato

Il regime dei corsi d’acqua viene dal Piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia (3° ciclo 2021-2027) e dalla classificazione dei corpi idrici pubblicata da ARPA Sicilia. Le regole di accesso e di balneazione vengono dagli atti e dalle pagine degli enti, letti il 16 settembre 2026: il decreto istitutivo e il regolamento della Riserva Laghetti di Marinello, i comunicati della Città Metropolitana di Messina, le schede dei Comuni di San Mauro Castelverde, Motta Camastra e Corleone e quella del Parco dei Nebrodi. Per la Cascata del Catafurco e le Cascate dell’Oxena non esiste un ente che pubblichi tempi e distanze: riportiamo le cifre che circolano, dicendo che non coincidono, e non le sostituiamo con una misura nostra che non abbiamo fatto. Dove non abbiamo trovato una regola scritta sul bagno lo diciamo, e questo non va letto come un permesso. Nessuna acqua citata qui è dichiarata potabile.

Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 16 settembre 2026, aggiornata il 16 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.

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