Vai al contenuto
Sentieri SicilianiPianifica

Guida

Castagneti e ottobrate: camminare fra boschi e sagre d’autunno

Le domeniche di ottobre a Zafferana e la festa di Trecastagni, con i castagneti del versante est: dove si cammina, come si arriva, cosa è chiuso e perché le castagne dei fondi non si raccolgono.

11 minLettura
26Fonti citate
4Casi reali
18 settembre 2026Aggiornata
Redazione Sentieri Siciliani ·
Castagneti e ottobrate: camminare fra boschi e sagre d’autunno. Paesaggio siciliano legato al tema della guida.
Giglio Domenico MirkoCC BY-SA 4.0Wikimedia Commons

Ogni domenica di ottobre Zafferana Etnea diventa un mercato all’aperto, e sul versante orientale del vulcano arrivano migliaia di persone. Qui mettiamo insieme la festa e il bosco: le date del 2026, come si arriva senza passare la giornata in coda, dove stanno davvero i castagneti, quali sentieri partono dai paesi, cosa è chiuso. E una regola che vale più di tutte: le castagne dei fondi hanno un proprietario.

Ottobrata di Zafferana 2026: date e organizzazione

L’**Ottobrata Zafferanese 2026** si tiene domenica 4, 11, 18 e 25 ottobre. È la 46ª edizione. La organizza un comitato con sede in via Garibaldi 317, lo stesso indirizzo del Municipio, e il programma dell’anno scorso indica come riferimenti anche la Pro Loco e la Polizia Municipale. Lo stesso programma scrive che dal 2019 la Regione la riconosce fra gli eventi più importanti dell’isola. Nel 2025 gli stand occupavano il centro: piazza Umberto I, piazza della Regione, via Roma e la villa comunale. Il sito ufficiale elenca miele, funghi, castagne, uva e mele fra i prodotti delle domeniche, ma al 17 settembre non assegna un prodotto a ciascuna data: chi va per le castagne non può ancora scegliere la domenica giusta.

Nei giorni della festa il centro cambia regole per le auto. Il Comune ha avviato l’11 settembre 2026 la distribuzione dei moduli per i pass dei veicoli non commerciali, da consegnare al Comando di Polizia Municipale o al centralino, con ritiro dal 22 settembre. Il sito del comitato annuncia parcheggi attorno al centro e navette fino agli ingressi. La mappa delle aree di sosta pubblicata lì, però, porta nei dati del file date del 2019 e del 2022, e il piano 2026 di viabilità e navette al 17 settembre non era ancora uscito. Per il 2026 la domanda va fatta alla Polizia Municipale di Zafferana, al numero 095 708 3862 indicato nel programma dell’anno scorso.

Come arrivare di domenica senza auto

Con i mezzi pubblici, di domenica, non si arriva. Abbiamo interrogato il servizio orari dell’Azienda Siciliana Trasporti: lunedì 5 ottobre 2026 da Catania partono tredici corse per Zafferana Etnea, la prima alle 7:00 con arrivo alle 8:15; domenica 4 ottobre il sistema non restituisce nessun itinerario, e lo stesso accade per Sant’Alfio. Il comitato lo scrive nella pagina Come arrivare: l’autobus da Catania circola solo nei giorni feriali. L’unica corsa AST festiva verso il vulcano è quella per il Rifugio Sapienza, sul versante sud: partenza da piazza Giovanni XXIII alle 8:15, ritorno alle 16:30, 6,60 euro andata e ritorno, sospesa a Natale, Capodanno, Primo maggio, Ferragosto e Pasqua.

In auto la strada indicata dal comitato è l’autostrada A18 con uscita a Giarre, poi circa otto chilometri. Il modo più semplice di evitare il traffico è rovesciare la giornata: sentiero la mattina presto, partendo prima che si formino le code, e festa nel pomeriggio, lasciando l’auto dove la Polizia Municipale indica per il 2026. Chi vuole solo camminare nei castagneti ha un’alternativa migliore: un giorno feriale, quando c’è anche l’autobus da Catania.

Festa del castagno a Trecastagni e le altre sagre della castagna

Il Comune di Trecastagni ha approvato la **Festa del castagno, sapori d’autunno**, venticinquesima edizione, per ottobre 2026, in piazza Marconi e piazza Aldo Moro. L’avviso per scegliere chi la organizza è del 7 settembre, con scadenza il 12, e il budget è di 12.153 euro, finanziato dal Dipartimento regionale dell’Agricoltura. Il progetto prevede casette in legno, spettacoli serali in piazza Aldo Moro e degustazioni dedicate alla castagna dell’Etna. Le giornate e gli orari, al 17 settembre, il Comune non li ha ancora pubblicati: le date che circolano in rete vengono da siti di eventi, non dall’ente.

Per le sagre della castagna sui Peloritani non abbiamo trovato date 2026 pubblicate da un Comune. Sui siti comunali di Novara di Sicilia e di Fondachelli-Fantina, al 17 settembre, non compare nessun avviso sulla castagna. Le sagre di paese spesso vengono annunciate a ridosso della data, e un calendario copiato da un sito di eventi rischia di essere quello dell’anno scorso: prima di partire si chiede al Comune o alla Pro Loco.

Dove sono i castagneti dell’Etna?

Il Rapporto ambientale del Piano territoriale del Parco descrive i **castagneti dell’Etna** come boschi essenzialmente colturali, cioè piantati e curati dall’uomo al posto delle querce caducifoglie. Stanno nella fascia della roverella, che attorno al vulcano occupa all’incirca le quote fra 1.000 e 1.600 metri, e scendono anche nella fascia del leccio. Il sottobosco è quello dei querceti che hanno sostituito: il castagno qui è una coltura diventata paesaggio.

Lo stesso documento misura l’habitat dei boschi di castagno, codice 9260, nei siti Natura 2000 del Parco. I valori più alti sono tre: 306 ettari nel Canalone del Tripodo, sito che l’elenco ministeriale assegna a Zafferana Etnea, Pedara, Trecastagni e Nicolosi; 142 ettari fra Monte Baracca e Contrada Giarrita, fra Sant’Alfio, Piedimonte Etneo e Linguaglossa; 122 ettari nella Valle del Bove, a Zafferana. Nella Pineta di Linguaglossa sono 7 ettari, a Dammusi e nella Pineta di Adrano meno di 6, nel Bosco di Milo 0,12. Nella Fascia altomontana, il sito della Pista Altomontana, il castagno non è in elenco. I siti Natura 2000 però non coprono tutti i castagneti: quelli coltivati fuori da questi perimetri non entrano nel conto.

Il castagno più famoso sta a Sant’Alfio. Il **Castagno dei Cento Cavalli** è in via Castagno 100 Cavalli 5, a circa due chilometri e mezzo a ovest del paese secondo il Parco. La scheda del Comune dice che l’ingresso è gratuito, che l’area è aperta tutto l’anno e che all’ingresso ci sono scale, un ostacolo per chi ha una disabilità motoria. Nel 1982 il Corpo forestale dello Stato lo ha inserito fra i 150 alberi italiani di eccezionale valore storico o monumentale. Uno studio del CREA del 2022, riportato dal Comune, gli dà 2.200 anni. Orari di visita il Comune non ne pubblica.

Da Zafferana a piedi: il Sentiero delle Ginestre verso Sant’Alfio

Il modo di attraversare i boschi del versante est partendo dalla piazza dell’Ottobrata è una tappa del **Sentiero delle Ginestre**, il percorso tracciato dall’associazione Etnaviva di Trecastagni. La tappa da Zafferana ai Magazzeni di Sant’Alfio misura 13 chilometri, con una durata indicata di quattro ore e mezza: si parte dalla villa comunale a 580 metri, si tocca il massimo a 1.200 e si arriva a 1.029. Queste cifre sono dell’associazione: la traccia non è fra quelle pubblicate su questo sito e non l’abbiamo misurata.

Il percorso sale sull’asfalto verso la frazione di Ballo e contrada Dagalone, poi prende una vecchia mulattiera fra i terrazzamenti. Una deviazione di dieci minuti porta all’Ilice di Carrinu, un leccio che l’associazione dà per più vecchio di 700 anni. Si passa da Piano Bello, nel demanio forestale, si costeggia la Valle del Bove, si attraversa la colata del 1950-51. Presso Monte Fontana, scrive l’associazione, si incontra un castagno secolare. Poi si segue la colata del 1979 fino a Case Pietracannone, sulla strada Mareneve a 1.150 metri, circa un chilometro di provinciale in discesa, i noccioleti e l’antica strada rettilinea della Finaita fino ai Magazzeni. È un percorso lineare: di domenica al ritorno non c’è autobus, e servono due auto o il doppio della strada.

Il tratto sulla Mareneve va verificato prima di partire. Con l’ordinanza n. 41 del 13 agosto 2026 il sindaco di Milo ha vietato il transito sulla via Mareneve da Fornazzo al Rifugio Citelli, per limitare l’accesso ai luoghi dell’eruzione in corso, e ha vietato di avvicinarsi a meno di 200 metri dal fronte lavico. Secondo la stampa locale del 20 agosto, l’ordinanza n. 43 del 19 agosto ha revocato quel divieto dopo il parere del comitato tecnico prefettizio, e la strada ha riaperto alle auto; resta il divieto di sosta e di fermata sul lato in direzione Rifugio Citelli disposto dalla Città Metropolitana con l’ordinanza n. 286 del 12 agosto. La revoca del 19 agosto compare nell’elenco delle ordinanze sull’albo online del Comune di Milo, mentre la pagina del Parco con le ordinanze dei sindaci riporta ancora quella del 13 agosto. Lo stesso 13 agosto Sant’Alfio, con l’ordinanza n. 48, aveva reso la via Paternò Castello percorribile solo in discesa; l’albo del Comune registra la revoca il 19 agosto, insieme alle ordinanze n. 45, 47 e 49. Il 28 agosto Sant’Alfio ha poi vietato il transito a moto, bici da corsa e mountain bike sulle vie Paternò Castello e Finaita, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza della sede stradale: l’atto nomina solo i mezzi a due ruote, ma riguarda il tratto finale della tappa. L’attività del vulcano alterna fasi di quiete e fasi più intense: lo stato delle strade lo confermano i Comuni di Milo e di Sant’Alfio. La pagina dell’associazione porta un copyright del 2018, e le condizioni del sentiero possono essere cambiate da allora.

Monte Zoccolaro e la Valle del Bove: cosa è chiuso

Monte Zoccolaro è il belvedere sulla Valle del Bove più vicino a Zafferana, ed è **chiuso**. Il Belvedere Calanna è interdetto ai pedoni dall’ordinanza n. 81 del 3 luglio 2020, prorogata con la n. 118 del 10 settembre 2021 fino a nuova ordinanza. Nel giugno 2024, secondo la stampa locale, un’ordinanza di protezione civile del sindaco ha chiuso anche il sentiero che dal piazzale di Bivio Cassone, Monte Pomiciaro, sale alla cima, dopo una frana che lo ha distrutto scaricando roccia e terra nella Valle del Bove. L’atto non lo abbiamo trovato, né abbiamo trovato una riapertura. La variante interna di Monte Zoccolaro che il sito pubblica, 800 metri da 1.494 a 1.662 metri di quota, circa 40 minuti, resta un documento del tracciato: non va percorsa finché il Comune non la riapre.

Le altre tracce della Valle del Bove non sono passeggiate fra i castagni: salgono sopra la fascia del castagno, dentro un ambiente di lava e pareti. Il sentiero 727 da Piano del Vescovo alla Serra del Salifizio misura 1,8 chilometri, fra 1.375 e 1.719 metri, con 336 metri di dislivello, poco più di un’ora e un quarto. La Schiena dell’Asino, sentiero 737, sale da 1.999 a 2.600 metri in 2,4 chilometri, circa due ore. Il Canalone della Montagnola, sentiero 703, scende da 2.586 a 1.674 metri in 4,6 chilometri, circa tre ore e mezza. Le ultime due superano i 2.500 metri, il limite indicativo della Zona Sommitale, e l’alta Valle del Bove fino a 1.700 metri ne fa parte: con il vulcano in fase di preallarme o di allarme valgono i divieti spiegati nella guida sui permessi.

Pista Altomontana: il giro in quota, non fra i castagni

La **Pista Altomontana** compare spesso fra le camminate d’autunno, ma i castagneti non li attraversa. La traccia del sito va da Piano Vetore a Piano della Pernicana: 34,2 chilometri fra 1.416 e 1.940 metri, 666 metri di salita e 1.004 di discesa, circa 11 ore di cammino. La scheda del Parco la descrive più lunga, circa 42 chilometri in tre giorni dal cancello Filiciusa-Milia a 1.685 metri alla caserma Pitarrone a 1.421, a una quota media di 1.750 metri, con rifugi forestali lungo il percorso. Nel sito Natura 2000 che la contiene, la Fascia altomontana dell’Etna, gli habitat forestali censiti sono faggete e pinete di pino laricio: il castagno non è in elenco.

L’ente la dichiara percorribile in tutte le stagioni tranne l’inverno. In ottobre conta la luce: l’ora legale finisce domenica 25 ottobre 2026, l’ultima domenica dell’Ottobrata, e da quel giorno il buio arriva un’ora prima. E resta l’atto del versante nord ricostruito nella guida sui permessi: il Comune di Linguaglossa, con l’ordinanza n. 63 del 14 agosto 2023, ne vieta l’uso in caso di ricaduta di cenere o lapilli.

Castagne: cosa si può raccogliere e cosa no

La regola di partenza sta nel codice civile, articolo 821: i frutti naturali appartengono al proprietario della cosa che li produce. Un castagneto coltivato è un fondo agricolo, anche senza recinzione e anche quando lo attraversa un sentiero. Le castagne a terra sono il raccolto di qualcuno. Il decreto istitutivo del Parco mette la gestione tradizionale dei castagneti fra le attività silvocolturali consentite in zona B, e il Rapporto ambientale li descrive come boschi colturali.

Raccoglierle nel fondo altrui è furto. Il codice penale, articolo 626, prevede una forma minore per chi spigola, rastrella o raspolla nei fondi altrui **non ancora spogliati interamente del raccolto**: reclusione fino a un anno o multa fino a 206 euro, punibile a querela del proprietario. È la norma pensata proprio per chi raccoglie quello che trova a terra, ed è comunque un reato.

Dentro il Parco valgono in più le regole delle zone fissate dal decreto del 17 marzo 1987. In zona A è consentita solo la raccolta dei funghi, con limiti che il Comitato tecnico scientifico può fissare ogni anno, ed è vietato asportare o danneggiare piante o parti di esse. In zona B la raccolta di funghi e di altri prodotti vegetali a scopo alimentare è consentita, salvo i limiti di quantità, luoghi, specie e modalità indicati dallo stesso Comitato; resta il divieto di asportare o danneggiare le piante. Prescrizioni del Comitato sulle castagne non le abbiamo trovate pubblicate, e questo non vale come permesso: la domanda va fatta all’Ente Parco, a Nicolosi, allo 095 821111. Per i funghi serve comunque il tesserino regionale, spiegato nella guida sulla raccolta.

Il decreto dice anche un’altra cosa che interessa chi cammina in autunno. La caccia è vietata nelle zone A, B e C, ma nelle zone C pedemontane e nella zona D è ammessa quella al solo coniglio selvatico, secondo il calendario venatorio regionale. Chi cammina fra i coltivi e i boschi bassi del Parco, nei giorni di caccia, può quindi incontrare cacciatori; fuori dal Parco vale il calendario venatorio senza queste limitazioni.

Autunno sul versante est: prima di partire

Tre controlli, il giorno prima. Il primo è la fase operativa del vulcano, negli avvisi del Dipartimento regionale di Protezione Civile: l’agosto 2026 ha mostrato quanto in fretta si chiudono le strade del versante nord-est quando scende una colata. Il secondo è l’allerta meteo, perché sulle mulattiere di pietra lavica le foglie bagnate e i ricci rendono il fondo scivoloso. Il terzo è il Comune da cui si parte: ordinanze su sentieri e strade, e per le domeniche di ottobre il piano del traffico di Zafferana.

In pratica

Per la festa: Zafferana le domeniche 4, 11, 18 e 25 ottobre, in auto, con il pass solo per chi ne ha diritto e la sosta dove indica la Polizia Municipale; Trecastagni in ottobre, con date ancora da pubblicare. Per il bosco: il Sentiero delle Ginestre da Zafferana verso Sant’Alfio, dopo aver chiesto a Milo e a Sant’Alfio se ci sono ordinanze nuove sulle strade, e il Castagno dei Cento Cavalli, gratuito. Monte Zoccolaro resta chiuso. Le castagne si comprano agli stand, non si raccolgono nei fondi.

Casi concreti

Caso

Monte Zoccolaro, sei anni di chiusure

Il belvedere di Zafferana sulla Valle del Bove è il punto panoramico più vicino al paese dell’Ottobrata, e molte descrizioni in rete lo propongono ancora come passeggiata facile.

  • Dopo il terremoto del 26 dicembre 2018 il Corpo forestale ha rilevato linee di fratturazione nel costone roccioso.
  • Il 3 luglio 2020 il sindaco di Zafferana Etnea ha chiuso al traffico pedonale il Belvedere Calanna con l’ordinanza n. 81.
  • Il 10 settembre 2021 l’ordinanza n. 118 ne ha prorogato gli effetti fino a nuova ordinanza, con barriere fisse e segnaletica di divieto.
  • Il 21 giugno 2024 la stampa locale ha dato notizia di un’ordinanza che chiude il sentiero da Bivio Cassone, Monte Pomiciaro alla cima, dopo una frana che lo ha distrutto.

Cosa se ne ricava. Un sentiero descritto come facile può essere chiuso da anni. Prima di scegliere un belvedere si cerca l’ultima ordinanza del Comune, non l’ultima recensione.

Permessi e ordinanze sull’Etna

Caso

Agosto 2026: la Mareneve chiusa in un giorno

La strada Mareneve sale da Fornazzo verso il Rifugio Citelli e passa da Case Pietracannone, un punto di passaggio del Sentiero delle Ginestre fra Zafferana e Sant’Alfio.

  • Il 12 agosto 2026 la Città Metropolitana di Catania ha emesso l’ordinanza n. 286, richiamata dagli atti dei Comuni.
  • Il 13 agosto il sindaco di Milo ha vietato il transito sulla via Mareneve da Fornazzo al Rifugio Citelli fino a nuove disposizioni, e l’avvicinamento a meno di 200 metri dal fronte lavico.
  • Lo stesso giorno Sant’Alfio ha reso la via Paternò Castello percorribile solo in discesa, a partire dalle 19:00 e fino a cessata emergenza.
  • Milo motiva la chiusura con la necessità di limitare l’accesso ai luoghi dell’eruzione; Sant’Alfio richiama l’afflusso di turisti ed escursionisti attirati dalla colata.
  • Il 19 agosto Milo ha revocato il divieto, con l’ordinanza n. 43 secondo la stampa locale, e la Mareneve ha riaperto alle auto, con il divieto di sosta della Città Metropolitana ancora in vigore. Lo stesso giorno Sant’Alfio ha revocato l’ordinanza n. 48.
  • Il 28 agosto Sant’Alfio ha vietato moto e bici sulle vie Paternò Castello e Finaita fino al ripristino della sicurezza della strada.

Cosa se ne ricava. Sul versante nord-est le strade che portano ai boschi si chiudono e si riaprono in pochi giorni quando il vulcano è attivo, e le revoche si trovano sull’albo del Comune prima che altrove. Il giro si pianifica dopo aver sentito il Comune.

Eruzioni e camminate

Caso

La festa c’è, il calendario non ancora

La Festa del castagno di Trecastagni arriva alla venticinquesima edizione, ma a metà settembre la macchina amministrativa era ancora in corsa.

  • Il 29 luglio 2026 il Dipartimento regionale dell’Agricoltura ha concesso 12.153 euro con il DRS n. 4965.
  • Il 4 settembre la Giunta ha approvato il progetto con la delibera n. 100, e il 7 settembre la determina n. 650 ha approvato l’avviso.
  • Le candidature per organizzare l’evento scadevano alle 12:00 del 12 settembre.
  • Al 17 settembre l’avviso indicava solo ottobre 2026 e le due piazze, senza giornate né orari.

Cosa se ne ricava. Le date delle sagre si fissano spesso poche settimane prima. Un calendario pubblicato presto da un sito di eventi va confrontato con l’atto del Comune.

Caso

Tredici corse il lunedì, nessuna la domenica

L’Ottobrata si svolge solo di domenica, cioè nel giorno in cui Zafferana non è servita dal trasporto extraurbano da Catania.

  • Per lunedì 5 ottobre 2026 il servizio orari AST elenca tredici partenze da Catania per Zafferana Etnea, dalle 7:00 alle 20:30.
  • La corsa delle 7:00 arriva alle 8:15, dopo un’ora e un quarto e fermate a Trappeto, San Giovanni la Punta, Aci Bonaccorsi, Viagrande, Monterosso Etneo e Fleri.
  • Per domenica 4 ottobre 2026 lo stesso servizio non restituisce itinerari né per Zafferana Etnea né per Sant’Alfio.
  • L’unica corsa AST festiva verso il vulcano va al Rifugio Sapienza: 8:15 da Catania, ritorno alle 16:30, 6,60 euro andata e ritorno.

Cosa se ne ricava. Chi non guida ha due scelte: un giorno feriale per il bosco, o un passaggio condiviso per la festa. La domenica di ottobre, senza auto, il versante est non si raggiunge.

Sentieri senza auto

Domande frequenti

Quando è l’Ottobrata di Zafferana nel 2026?

Le domeniche 4, 11, 18 e 25 ottobre 2026, nel centro di Zafferana Etnea. È la 46ª edizione, organizzata da un comitato insieme al Comune. Al 17 settembre il sito ufficiale non assegna ancora un prodotto a ciascuna domenica.

Come si arriva all’Ottobrata senza auto?

Con gli autobus AST, di domenica, non si arriva: il servizio orari AST non restituisce corse da Catania per Zafferana Etnea domenica 4 ottobre 2026, mentre il lunedì successivo ne elenca tredici. Anche il comitato scrive che l’autobus circola solo nei giorni feriali. L’unica corsa festiva AST verso il vulcano va al Rifugio Sapienza, sul versante sud.

Dove sono i castagneti dell’Etna?

Soprattutto nella fascia delle querce caducifoglie, all’incirca fra 1.000 e 1.600 metri, e sono in gran parte boschi coltivati. Fra i siti Natura 2000 l’habitat del castagno è più esteso nel Canalone del Tripodo (Zafferana, Pedara, Trecastagni, Nicolosi), fra Monte Baracca e Contrada Giarrita (Sant’Alfio, Piedimonte Etneo, Linguaglossa) e nella Valle del Bove. La Pista Altomontana, più in alto, non li attraversa.

Si possono raccogliere le castagne sull’Etna?

Nei fondi altrui no: per il codice civile i frutti appartengono al proprietario, e il codice penale punisce chi spigola o rastrella nei fondi non ancora raccolti con la reclusione fino a un anno o la multa fino a 206 euro. Nel Parco, in zona B, la raccolta di prodotti vegetali a scopo alimentare è ammessa entro i limiti del Comitato tecnico scientifico, che per le castagne non abbiamo trovato pubblicati. Prima di raccogliere si chiede all’Ente Parco e al proprietario.

Quando è la sagra della castagna a Trecastagni?

Il Comune ha programmato la Festa del castagno, sapori d’autunno, venticinquesima edizione, per ottobre 2026 in piazza Marconi e piazza Aldo Moro. Al 17 settembre le giornate e gli orari non sono ancora stati pubblicati dall’ente. Conviene controllare il sito del Comune nelle settimane precedenti.

Ci sono sagre della castagna sui Peloritani nel 2026?

Al 17 settembre non abbiamo trovato date 2026 pubblicate da un Comune dei Peloritani. Sui siti di Novara di Sicilia e di Fondachelli-Fantina non compare nessun avviso. Le date che circolano sui siti di eventi vanno verificate con il Comune o con la Pro Loco.

Si può salire a Monte Zoccolaro?

No. Il Belvedere Calanna è chiuso ai pedoni dall’ordinanza n. 81 del 2020, prorogata nel 2021 fino a nuova ordinanza, e nel giugno 2024 il sentiero verso la cima è stato chiuso dopo una frana. Non abbiamo trovato una riapertura: la conferma la dà il Comune di Zafferana Etnea.

Quanto costa vedere il Castagno dei Cento Cavalli?

Niente: la scheda del Comune di Sant’Alfio indica ingresso gratuito e apertura tutto l’anno. L’albero è in via Castagno 100 Cavalli 5, circa due chilometri e mezzo a ovest del paese. All’ingresso ci sono scale, che possono impedire l’accesso a chi ha una disabilità motoria.

Si cammina da Zafferana a Sant’Alfio?

Sì, con la tappa del Sentiero delle Ginestre curata dall’associazione Etnaviva: 13 chilometri, circa quattro ore e mezza, da 580 metri con un massimo di 1.200. Il percorso passa da Case Pietracannone sulla strada Mareneve, che il Comune di Milo ha chiuso al transito il 13 agosto 2026 e riaperto con la revoca del 19 agosto. Sull’ultimo tratto, le vie Paternò Castello e Finaita, Sant’Alfio dal 28 agosto vieta moto e bici. Con il vulcano attivo lo stato delle strade va chiesto ai due Comuni prima di partire.

Come abbiamo verificato

Letti e ricontrollati il 17 settembre 2026: il sito del comitato dell’Ottobrata Zafferanese con il programma 2025, la mappa dei parcheggi e la pagina Come arrivare; l’avviso del Comune di Zafferana Etnea dell’11 settembre 2026 sui pass; l’avviso del Comune di Trecastagni sulla Festa del castagno 2026 con la determina n. 650 del 7 settembre; la scheda del Comune di Sant’Alfio sul Castagno dei Cento Cavalli; il decreto istitutivo del Parco dell’Etna (D.P.R.S. 17 marzo 1987) e il Rapporto ambientale VAS del Piano territoriale; l’elenco ministeriale dei siti Natura 2000; le schede del Parco sui sentieri 701 e 724; le ordinanze di Zafferana Etnea n. 118/2021, di Milo n. 41/2026 e di Sant’Alfio n. 48/2026, e gli elenchi delle ordinanze sugli albi online di Milo e di Sant’Alfio con le revoche del 19 agosto 2026; gli articoli 626 del codice penale e 821 del codice civile. Le corse AST sono state interrogate sul motore Percorsi e orari dell’azienda per lunedì 5 e domenica 4 ottobre 2026. Distanze, quote e dislivelli dei percorsi vengono dalle tracce del sito; quelli del Sentiero delle Ginestre dall’associazione che lo ha tracciato. Non abbiamo potuto verificare: il piano di viabilità e navette dell’Ottobrata 2026, non ancora pubblicato; le date esatte della festa di Trecastagni; date 2026 di sagre della castagna sui Peloritani pubblicate da un Comune; l’atto con cui Zafferana ha chiuso il sentiero di Monte Zoccolaro nel giugno 2024, noto solo dalla stampa; il numero dell’ordinanza di Milo del 19 agosto 2026 che revoca la chiusura della Mareneve, indicato come n. 43 dalla stampa locale (EtnaLife e La Sicilia del 20 agosto) ma non leggibile nell’elenco dell’albo, che riporta la revoca con la sua data; il testo dell’ordinanza di Sant’Alfio del 28 agosto 2026 su moto e bici, noto solo dall’oggetto in elenco; prescrizioni del Comitato tecnico scientifico del Parco sulla raccolta delle castagne; una carta che dica quali tratti dei sentieri attraversano castagneti.

Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 18 settembre 2026, aggiornata il 18 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.

Fonti

Continua da qui

Nella stessa serie

Il passo successivo

Passa dai principi ai luoghi

Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.