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Boschi d’autunno in Sicilia: dove e quando cambiano colore

In Sicilia le foglie cambiano colore tardi e in pochi boschi: faggete, cerrete e querceti sopra i mille metri. Le date viste dal satellite, i boschi uno per uno, le regole e i percorsi.

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4Casi reali
14 ottobre 2026Aggiornata
Redazione Sentieri Siciliani ·
Boschi d’autunno in Sicilia: dove e quando cambiano colore. Paesaggio siciliano legato al tema della guida.
Davide MauroCC BY-SA 4.0Wikimedia Commons

In Sicilia i boschi che cambiano colore in autunno sono pochi, stanno quasi tutti sopra i mille metri e cambiano tardi. Sono le faggete dei Nebrodi e delle Madonie, le cerrete e i querceti di roverella e di rovere, qualche faggeta sull’Etna. Il leccio, la sughera, l’agrifoglio e i pini restano verdi. Questa guida dice quando succede, con date misurate dal satellite, e poi va bosco per bosco: chi lo gestisce, cosa è vietato, quale percorso del sito lo attraversa.

Quando cambiano colore i boschi in Sicilia?

Nessun ente siciliano pubblica un calendario delle foglie. Per avere un dato, abbiamo usato il prodotto MODIS MCD12Q2 della NASA, che per ogni pixel di 500 metri ricava dalle immagini satellitari tre date all’anno: quando il verde comincia a calare, quando ha perso metà del suo valore stagionale e quando arriva quasi al minimo. Abbiamo tenuto solo i pixel che il prodotto gemello MCD12Q1 classifica come boschi di latifoglie decidue o misti, per gli anni dal 2013 al 2023.

Nella faggeta attorno a Monte Soro, a circa 1.700 metri, il verde è a metà del calo attorno all’**11 ottobre** (in metà degli anni fra il 6 e il 15) e arriva al minimo attorno al **14 novembre** (fra l’8 e il 18). A Malabotta, attorno ai 1.100 metri, le due date sono il 14 ottobre e il 27 novembre. Sulle Madonie, attorno ai 1.300 metri lungo il Sentiero 15, un solo pixel su venticinque risulta bosco deciduo o misto: dà il 12 ottobre e il 24 novembre, ed è un dato più debole degli altri. Sul versante nord-ovest dell’Etna, a 1.500 metri vicino alla Pista Altomontana, i pixel mescolano faggi e pino laricio sempreverde, e le date slittano al 28 ottobre e al 6 dicembre.

Due avvertenze. Il satellite misura il verde, non il giallo o il rosso: la finestra dei colori sta fra le due date, ma il picco non è misurato. E il primo calo del verde, sui Nebrodi, arriva già attorno al primo agosto, con il secco estivo: un’estate lunga può scolorire le foglie prima del tempo. Da un anno all’altro la fine del calo sui Nebrodi è andata dal 5 novembre (2018) al 24 novembre (2023). In pratica, per le faggete alte la seconda metà di ottobre e la prima di novembre; per i querceti più bassi si può arrivare a fine novembre.

Quali boschi cambiano colore, e quali restano verdi?

Il Parco dei Nebrodi descrive la sequenza per quota che vale, con qualche scarto, anche altrove: fino a 600-800 metri il piano mediterraneo, fra 800 e 1.200-1.400 metri le querce caducifoglie, sopra le faggete. Fra le querce il parco nomina la roverella, la rovere, la *Quercus gussonei* e il cerro, che domina nelle aree più fresche esposte a nord. Nelle faggete più alte il faggio vive quasi in purezza, con rari aceri. Questi sono gli alberi che ingialliscono. Il leccio e la sughera no, e nemmeno l’agrifoglio, che il parco elenca fra le specie del sottobosco.

Un indice utile di dove andare è l’elenco regionale dei boschi vetusti, istituito con decreto assessoriale n. 373 del 28 novembre 2024: ventuno siti individuati dal Corpo forestale con l’Università di Palermo, quasi tutti su terreni demaniali. Dei ventuno, otto sono faggete, due cerrete, tre querceti di roverella o di rovere. Li citiamo nelle sezioni che seguono. L’elenco non apre nessun sentiero nuovo: chi ci va resta sui percorsi esistenti.

Faggete dei Nebrodi: Monte Soro e la dorsale

Sui Nebrodi le faggete coprono tutto il crinale per più di 10.000 ettari, secondo il parco, sopra i 1.200-1.400 metri. Monte Soro, a 1.847 metri, ne è il centro. Fra i boschi vetusti del 2024 ci sono la faggeta di Favarotta e il bosco della Tassita a Caronia, la cerreta di Sant’Antonio e la faggeta di Sollazzotto a Capizzi, le faggete di Serra del Re, Foresta Vecchia e Grappidà a Bronte e la cerreta di Semantile a Maniace.

Nelle nostre tracce la faggeta sommitale si attraversa con il **D345C Sollazzo Verde**: 4,9 chilometri fra 1.564 e 1.776 metri, 63 metri di salita e 371 di discesa, circa 2 ore e 10 nel verso della traccia. Il **D345E Sentiero dei Laghetti** porta al Lago Maulazzo: 4,4 chilometri fra 1.351 e 1.686 metri, circa 2 ore. Il **D345A** è un raccordo di 1,8 chilometri, tre quarti d’ora. Chi vuole vedere la sequenza completa, dalle querce al faggio, ha il **D345 da Maniace a Portella Calacudera**: 20,5 chilometri fra 667 e 1.833 metri, 1.168 metri di salita, circa otto ore, e passa a meno di mezzo chilometro dalla località Semantile, quella della cerreta. Sono tutte tracce lineari: il ritorno va calcolato a parte.

Due regole da conoscere prima. La prima: la pagina del Parco dei Nebrodi sulla fruizione scrive che per le escursioni a piedi, in bici o a cavallo serve un’**autorizzazione preventiva**, da chiedere di norma sette giorni prima con il modulo del parco, e che le attività non autorizzate sono sanzionate. La pagina non distingue fra gruppi e singoli: in caso di dubbio si scrive all’ufficio fruizione. La seconda: il parco ha pubblicato il 15 luglio 2026 l’autorizzazione al controllo numerico dei cinghiali in provincia di Messina per il periodo dal 10 luglio al 31 dicembre 2026. Autunno e controllo coincidono.

Faggete delle Madonie: Piano Battaglia, Piano Pomo, Cozzo Luminario

Sulle Madonie il faggio sta sulle quote alte attorno a Piano Battaglia, 1.572 metri, e sotto Pizzo Carbonara. Il parco non pubblica una fascia di quota per le faggete, e non ne inventiamo una. Fra i boschi vetusti ci sono il bosco di agrifogli di Piano Pomo e il querceto di rovere di Pomieri, che l’elenco attribuisce a Petralia Sottana, la faggeta di Cozzo Luminario e la lecceta di Monticelli a Castelbuono e la lecceta di Orippotto a Isnello.

Il **Sentiero Case la Pazza, Piano Pomo, Piano Sempria** passa a una quarantina di metri dalla vetta di Cozzo Luminario, secondo la cartografia OpenStreetMap, e attraversa Piano Pomo: 6,5 chilometri fra 1.260 e 1.497 metri, 379 metri di salita, circa 2 ore e 35. Il **Sentiero 15** passa anch’esso da Piano Pomo: 4,7 chilometri fra 1.265 e 1.394 metri, circa 1 ora e 50. Il **Sentiero Battaglietta, Piano Sempria** scende da Piano Battaglia: 8,1 chilometri fra 1.260 e 1.802 metri, 747 metri di salita e 388 di discesa, quasi quattro ore nel verso della traccia.

Le regole del Parco delle Madonie, nell’elenco dei divieti pubblicato il 27 giugno 2026: niente raccolta di vegetali, niente fuochi, niente campeggio o bivacco, niente sosta dei veicoli fuori dai parcheggi, e divieto di attraversare i boschi percorsi da un incendio. Il 12 settembre 2026 il parco ha aggiunto un avviso sugli alberi vecchi: non sostare alla base degli alberi grandi, perché i rami possono staccarsi anche senza vento, e **con allerta meteo per vento forte, piogge intense, temporali o neve è tassativamente vietato frequentare i boschi**. In autunno è il caso più frequente.

C’è poi la fauna. Il parco stima nel suo territorio fra 1.500 e 3.000 cinghiali, e nel comunicato dell’11 settembre 2026 contava 224 selecontrollori. Gli interventi con armi da fuoco sono annunciati sul sito del parco con avvisi giornalieri che indicano comune, contrade e orario: l’avviso del 10 settembre, per esempio, segnalava le contrade Santa Caterina e Pollicino, dall’alba al tramonto. La sera prima si controlla la pagina degli avvisi, e dove c’è un avviso non si entra.

Bosco di Malabotta: faggi e cerri sopra Montalbano Elicona

La riserva naturale orientata Bosco di Malabotta è stata istituita con decreto del 25 luglio 1997 nei comuni di Montalbano Elicona, Roccella Valdemone, Malvagna, Francavilla di Sicilia e Tripi, fra Nebrodi e Peloritani. Il portale regionale ORBS le dà 3.221,95 ettari e indica come gestore il Dipartimento dello Sviluppo rurale e territoriale, erede dell’Azienda foreste demaniali nominata nel decreto. Dentro il perimetro OpenStreetMap il modello digitale del terreno va da circa 690 a circa 1.320 metri.

Il decreto dice perché è protetta: una faggeta con agrifoglio, con aspetti dei querceti caducifogli e vegetazione lungo i torrenti. La scheda ORBS aggiunge il cerro, che domina su circa 80 ettari, il faggio, il castagno e l’agrifoglio. Nel 2024 il bosco è entrato nell’elenco dei boschi vetusti. Fra le latifoglie misurate è quella che arriva più tardi alla fine del calo di verde, attorno al 27 novembre; solo l’Etna va oltre, ma lì i pini falsano il dato.

Il regolamento allegato al decreto, in zona A, vieta di **allontanarsi dai percorsi appositamente predisposti**, di campeggiare o bivaccare, di accendere fuochi, di introdurre armi e di asportare vegetali; la raccolta di funghi e frutti di bosco la può regolare l’ente gestore. Non abbiamo trovato una pagina dell’ente con accessi, parcheggi o sentieri, e il sito riservamalabotta.it oggi non risponde. Sul nostro sito non c’è una traccia di Malabotta: prima di andare si chiede all’ente gestore quali percorsi sono predisposti.

Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco: roverelle nei Sicani

La riserva di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco è nata con decreto dello stesso 25 luglio 1997, fra Contessa Entellina, Giuliana e Sambuca di Sicilia, e ORBS le dà 2.552,91 ettari. Il gestore è lo stesso di Malabotta. Il decreto la istituisce per un bosco fatto in massima parte di leccio, di *Quercus virgiliana*, una delle roverelle, e di sorbo montano. La scheda su Parks.it dà a Monte Genuardo 1.180 metri, descrive sul versante sud una lecceta fitta interrotta da nuclei di roverelle, aceri campestri e ornielli, e a nord-ovest boschi naturali misti a rimboschimenti di specie esotiche.

Qui il colore è a macchie, non a distese: le roverelle ingialliscono dentro un bosco che resta in gran parte verde. Il querceto di roverella di Santa Maria del Bosco, a Contessa Entellina, è fra i boschi vetusti del 2024. I pixel satellitari sono misti, con conifere e sempreverdi, e le date sono meno nette: metà del calo attorno al 9 ottobre, fine attorno al 24 novembre, con molta variabilità da un anno all’altro. Il regolamento è lo stesso schema di Malabotta, compreso il divieto di uscire dai percorsi predisposti in zona A. Non abbiamo una traccia di Genuardo e non abbiamo trovato un elenco dei sentieri pubblicato dall’ente.

Bosco di Santo Pietro: una sughereta, cioè un bosco sempreverde

Il Bosco di Santo Pietro, fra Caltagirone e Mazzarrone, è riserva dal decreto n. 116/44 del 23 marzo 1999, che ne ha affidato la gestione all’Azienda regionale foreste demaniali e ha approvato il regolamento; il perimetro è stato modificato con decreto del 22 dicembre 2003. Parks.it gli dà 6.559,38 ettari. Il progetto europeo MedMaquis, in una notizia del 31 maggio 2026, lo descrive come la più vasta sughereta della Sicilia centro-meridionale, con sughera e leccio dominanti, e ricorda che negli ultimi anni gli incendi hanno distrutto centinaia di ettari.

Chi cerca il giallo dei faggi qui non lo trova: sughera e leccio non perdono le foglie, e il bosco sta a bassa quota, circa fra 70 e 310 metri nell’area boscata mappata su OpenStreetMap. A Santo Pietro l’autunno funziona al contrario. Nei terreni aperti del punto che abbiamo misurato, al centro dell’area mappata, il satellite registra l’inizio del **ritorno del verde** attorno al 25 ottobre: con le prime piogge l’erba riparte, e il paesaggio rinverdisce proprio quando in montagna ingiallisce. È una buona meta per le giornate in cui in quota c’è allerta o nebbia. Non abbiamo potuto leggere il regolamento del 1999 e non abbiamo una traccia; Parks.it segnala il sentiero Vaccarizzo.

Ficuzza, Etna e castagneti: gli altri boschi d’autunno

Il Bosco della Ficuzza, sotto Rocca Busambra, è un mosaico: la sughera domina fra i 500 e i 900 metri, il leccio più in alto, e ci sono roverella e cerro di Gussone. Il querceto di roverella del Fanuso, a Godrano, è nell’elenco dei boschi vetusti. Il percorso più semplice del sito è **Ficuzza, vecchia stazione e Gorgo del Drago**: 3,6 chilometri fra 644 e 750 metri, circa un’ora e un quarto all’andata, su piste forestali ombreggiate.

Sull’Etna il parco colloca il faggio attorno ai 2.000 metri, dove raggiunge il suo limite meridionale e le quote più alte, insieme alla betulla dell’Etna; più in basso ci sono boschi di querce e castagni. La faggeta di Monte Spagnolo, a Randazzo, è fra i boschi vetusti. La **Pista Altomontana**, 34,2 chilometri fra 1.416 e 1.940 metri, passa a circa 370 metri dalla vetta di Monte Spagnolo secondo la cartografia OpenStreetMap; per intero sono più di undici ore, e si fa a tratti. Per i castagneti del versante est, le ottobrate e le regole sulla raccolta delle castagne c’è una guida dedicata.

Prima di partire: luce, pioggia, fucili

La luce prima di tutto. L’ora legale finisce **domenica 25 ottobre 2026**. A Piano Battaglia, con l’orizzonte libero, il sole tramonta alle 18:16 il 24 ottobre, alle 17:13 il 26, alle 16:54 il 15 novembre: in una valle o dentro una faggeta il buio arriva prima. Sono calcoli astronomici nostri, non orari di un ente. Su un percorso lineare l’ora in cui tornare indietro si decide prima di partire.

Poi la pioggia. Le foglie bagnate sulle piste forestali scivolano, il fondo argilloso dei Nebrodi diventa fango, e le nuvole basse sulle creste tolgono la visibilità in pochi minuti. L’allerta della Protezione civile regionale si controlla il giorno prima; sulle Madonie, con allerta per vento, piogge intense, temporali o neve, il parco vieta di entrare nei boschi.

Infine i fucili e i cestini. La caccia apre in Sicilia il 20 settembre. Nelle riserve di Malabotta e Genuardo il regolamento la vieta, e così il Parco delle Madonie; dentro queste aree si spara per il controllo dei cinghiali, annunciato dagli enti. La raccolta di funghi nei boschi siciliani richiede il tesserino, e nelle riserve di Malabotta e Genuardo il regolamento consente all’ente di limitarla ulteriormente; sulle Madonie il parco vieta la raccolta di vegetali.

In pratica

Per le faggete alte dei Nebrodi e delle Madonie la finestra è fra metà ottobre e metà novembre, con il meglio di solito a cavallo fra i due mesi. Per Malabotta e i querceti più bassi si può aspettare fino a fine novembre. Per i Nebrodi si chiede l’autorizzazione al parco con una settimana d’anticipo; per le Madonie si guarda l’allerta meteo e la pagina degli avvisi la sera prima. Per le riserve regionali, Malabotta, Genuardo e Santo Pietro, si chiede all’ente gestore quali percorsi sono aperti, perché lì uscire dai percorsi predisposti è vietato.

Casi concreti

Caso

Ventuno boschi vetusti, e quali cambiano colore

Nel novembre 2024 la Regione ha istituito l’elenco dei boschi vetusti. È la mappa più aggiornata dei boschi maturi dell’isola, e dice anche quali specie li compongono.

  • Il decreto assessoriale n. 373 è del 28 novembre 2024; l’elenco lo cura il Comando del Corpo forestale.
  • I siti sono ventuno, nelle province di Palermo, Messina, Catania e Siracusa, individuati nel 2024 con l’Università di Palermo, per lo più su terreni demaniali.
  • Otto sono faggete: Cozzo Luminario, Favarotta, Sollazzotto, Serra del Re, Foresta Vecchia, Grappidà, Fago Scuro e Monte Spagnolo.
  • Due sono cerrete (Sant’Antonio e Semantile) e tre querceti di roverella o rovere (Santa Maria del Bosco, Fanuso, Pomieri); a questi si aggiunge Malabotta.
  • Gli altri sono le leccete di Monticelli e Orippotto, la pineta di pino laricio di Ragabo, il bosco di pino laricio e roverella di Monte Egitto, il bosco di agrifogli di Piano Pomo, il bosco della Tassita e la sughereta di Capotumino: in gran parte boschi che d’autunno restano verdi.

Cosa se ne ricava. Un elenco istituito per la tutela funziona anche da carta dei colori: le faggete e i querceti dell’elenco sono i posti dove l’autunno si vede. Resta un elenco di tutela, non di sentieri: si entra solo dove ci sono percorsi.

Monte Soro

Caso

Sui Nebrodi la fine del verde oscilla di tre settimane

Abbiamo estratto dal prodotto MODIS MCD12Q2 le date di fine calo del verde per i pixel di faggeta attorno a Monte Soro, anno per anno.

  • L’area è una griglia di 25 pixel da 500 metri centrata a circa 1.700 metri di quota; 16 sono classificati come bosco di latifoglie decidue.
  • La mediana della fine del calo è il 14 novembre sugli undici anni dal 2013 al 2023.
  • L’anno più precoce è il 2018, con il 5 novembre; il più tardivo il 2023, con il 24 novembre.
  • Nel 2015, 2016 e 2020 la fine del calo è caduta fra il 7 e l’8 novembre; nel 2013, 2014 e 2021 fra il 16 e il 20.
  • Il primo calo del verde arriva di solito fra fine luglio e inizio agosto, con il secco estivo.

Cosa se ne ricava. Una data fissa per i colori non esiste. Chi può scegliere guarda l’andamento dell’anno e tiene un margine di due settimane attorno a inizio novembre.

I Nebrodi

Caso

Madonie, settembre 2026: due avvisi prima della stagione

A inizio autunno 2026 il Parco delle Madonie ha pubblicato due tipi di avviso che toccano direttamente chi va nei boschi.

  • Il 10 e il 15 settembre 2026 il parco ha pubblicato avvisi di zona di pericolo per il controllo della fauna con armi da fuoco a Petralia Sottana, Petralia Soprana e Geraci Siculo, dall’alba al tramonto.
  • In un comunicato dell’11 settembre il parco ha reso nota la richiesta alla Regione dello stato di emergenza per daini e cinghiali, approvata all’unanimità dal consiglio; i selecontrollori erano 224.
  • Il 12 settembre il parco ha pubblicato un avviso sugli alberi monumentali: niente soste alla base dei grandi alberi, rami che possono cadere anche senza vento.
  • Lo stesso avviso vieta di frequentare i boschi con allerta meteo per vento forte, piogge intense, temporali o neve.

Cosa se ne ricava. Nei boschi delle Madonie le condizioni cambiano di giorno in giorno. La pagina degli avvisi del parco va letta la sera prima, come il bollettino di allerta.

Piano Battaglia

Caso

Monte Genuardo, agosto 2025: l’incendio accanto alla riserva

Il querceto di roverella di Santa Maria del Bosco è un bosco vetusto, e sta in un territorio dove l’estate porta incendi.

  • Il 29 agosto 2025 un incendio si è sviluppato nelle campagne di Contessa Entellina, molto vicino alla riserva di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco.
  • Sono intervenuti due Canadair, un elicottero, i Vigili del fuoco e le squadre del Corpo forestale.
  • Secondo il sindaco la riserva non era stata toccata dalle fiamme.
  • Il regolamento del Parco delle Madonie, per fare un confronto, vieta di attraversare i boschi percorsi da un incendio.

Cosa se ne ricava. I boschi d’autunno sono spesso gli stessi che d’estate rischiano di bruciare. Un bosco colpito da un incendio non si attraversa, e le sue condizioni vanno chieste all’ente prima di partire.

Incendi e chiusure

Domande frequenti

Quando si vede il foliage in Sicilia?

Nelle faggete dei Nebrodi e delle Madonie fra metà ottobre e metà novembre. I dati satellitari MODIS dal 2013 al 2023 danno sui Nebrodi la metà del calo del verde attorno all’11 ottobre e la fine attorno al 14 novembre. Nei querceti più bassi, come Malabotta, la fine arriva verso il 27 novembre. Da un anno all’altro le date si spostano anche di tre settimane.

Dove vedere il foliage in Sicilia?

Nelle faggete sopra i 1.200-1.400 metri dei Nebrodi, attorno a Monte Soro, e delle Madonie, attorno a Piano Battaglia e Piano Pomo. Poi a Malabotta, con faggi e cerri, nei querceti di roverella di Monte Genuardo e della Ficuzza, e sull’Etna nella faggeta di Monte Spagnolo. I boschi di leccio e di sughera restano verdi.

Come si visita il Bosco di Malabotta?

È una riserva naturale orientata gestita dal Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale. Il regolamento vieta, in zona A, di uscire dai percorsi predisposti, di campeggiare e di accendere fuochi. Non abbiamo trovato una pagina ufficiale con accessi e sentieri, né un biglietto: i percorsi aperti vanno chiesti all’ente gestore prima di partire.

Il Bosco di Santo Pietro cambia colore in autunno?

Poco. È soprattutto una sughereta con leccio, alberi che non perdono le foglie, a bassa quota fra Caltagirone e Mazzarrone. In autunno qui torna il verde: con le prime piogge l’erba riparte, e il satellite registra l’inizio del rinverdimento attorno al 25 ottobre. È una meta per giornate miti, non per i colori.

Quanto è alto Monte Genuardo e che bosco c’è?

Monte Genuardo è dato a 1.180 metri. La riserva protegge un bosco di leccio, roverella e sorbo montano, con aceri campestri e ornielli e, a nord-ovest, rimboschimenti di specie esotiche. Il querceto di roverella di Santa Maria del Bosco è un bosco vetusto dal 2024. I colori sono a macchie dentro una lecceta sempreverde.

Serve un permesso per camminare nel Parco dei Nebrodi?

La pagina del parco sulla fruizione dice di sì: per le escursioni a piedi, in bici o a cavallo serve un’autorizzazione preventiva, da chiedere di norma sette giorni prima con il modulo del parco. La pagina non distingue fra gruppi e singoli. Per dubbi il riferimento è l’ufficio fruizione del parco a Caronia.

Si può andare nei boschi delle Madonie con l’allerta meteo?

No. Con l’avviso del 12 settembre 2026 il Parco delle Madonie vieta di frequentare i boschi e di passare vicino ai grandi alberi quando c’è allerta per vento forte, piogge intense, temporali o neve. Il rischio è la caduta di rami e alberi. L’allerta della Protezione civile regionale si controlla il giorno prima.

Si possono raccogliere funghi e foglie nei boschi protetti?

Sulle Madonie il parco vieta di raccogliere o asportare vegetali di ogni specie. Nelle riserve di Malabotta e Genuardo il regolamento vieta di asportare vegetali e consente all’ente di regolare la raccolta di funghi e frutti di bosco. Per i funghi in Sicilia serve comunque il tesserino.

Nei boschi d’autunno si caccia?

Nelle riserve di Malabotta e Genuardo e nel Parco delle Madonie la caccia è vietata, ma i parchi autorizzano il controllo dei cinghiali con armi da fuoco. Sui Nebrodi il controllo in provincia di Messina è autorizzato fino al 31 dicembre 2026; sulle Madonie gli interventi sono annunciati con avvisi giornalieri che indicano contrade e orari. Fuori dalle aree protette la stagione di caccia è aperta dal 20 settembre.

Come abbiamo verificato

Letti il 17 settembre 2026: i decreti istitutivi e i regolamenti delle riserve Bosco di Malabotta e Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco (GURS 1998), il decreto del 22 dicembre 2003 sulla riserva Bosco di Santo Pietro (GURS n. 5/2004), le schede ORBS e Parks.it delle tre riserve, il comunicato regionale del 28 novembre 2024 sull’elenco dei boschi vetusti, le pagine del Parco dei Nebrodi (fasce di vegetazione, autorizzazione alla fruizione, avviso sui suidi del 15 luglio 2026), del Parco delle Madonie (divieti, avviso sugli alberi del 12 settembre 2026, avvisi di controllo della fauna) e del Parco dell’Etna. Le date dei colori sono una nostra elaborazione del prodotto satellitare MODIS MCD12Q2 della NASA, anni 2013-2023, estratto dal servizio ORNL DAAC: misura il verde, non il colore, a 500 metri di risoluzione. Quote e dislivelli dei percorsi vengono dalle tracce del sito; le quote delle riserve dal modello digitale EU-DEM interrogato su OpenTopoData dentro i perimetri OpenStreetMap. Non abbiamo potuto leggere il regolamento del 1999 di Santo Pietro, né la scheda regionale del bosco vetusto di Malabotta, oggi non più in linea; il sito riservamalabotta.it non risponde. Nessun ente pubblica un calendario del foliage: le date qui sono medie di undici anni, non una previsione.

Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 14 ottobre 2026, aggiornata il 14 ottobre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.

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Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.