Guida
Camminare in Sicilia durante la stagione di caccia: date, divieti e cinghiali
Dal 20 settembre al 31 gennaio si caccia fino a tre giorni a settimana, mai il martedì e il venerdì. Il controllo dei cinghiali invece non segue il calendario. Dove si spara, a che ora, cosa fare davanti a una battuta.

Fra settembre e gennaio chi cammina in Sicilia divide una parte del territorio con chi caccia. Non è un’eccezione: fuori dalle aree dove la legge lo vieta, la caccia è ammessa anche sui terreni privati, e il codice civile, all’articolo 842, dice che il proprietario non può impedire l’accesso a chi ha la licenza, salvo che il fondo sia chiuso nei modi previsti o che ci siano colture che possono essere danneggiate. Questa guida mette in fila quello che serve per decidere dove e quando camminare: le date della stagione 2026-2027, i giorni e gli orari, le aree dove non si spara, le battute al cinghiale e il controllo dei cinghiali, che segue regole diverse dalla caccia.
Quando si caccia in Sicilia nella stagione 2026-2027?
Il calendario è stato approvato con decreto dell’Assessore all’agricoltura n. 129 del 21 maggio 2026. La preapertura riguarda solo il colombaccio, da appostamento temporaneo, nei giorni 2, 5, 6, 9, 12 e 13 settembre. L’**apertura generale è domenica 20 settembre 2026**. Da quel giorno si possono cacciare, fra gli altri, colombaccio, merlo, quaglia, gazza e ghiandaia. Dal 1° ottobre si aggiungono volpe, cinghiale, beccaccia, tordi e uccelli acquatici. La stagione si chiude il 31 gennaio 2027 per le specie che arrivano più lontano, fra cui cinghiale, beccaccia e tordi. La volpe si caccia in forma libera o in squadra dal 1° ottobre al 31 dicembre, e a gennaio solo in forme più ristrette. La lepre italica è ammessa dal 24 ottobre al 30 novembre, ma solo nelle aree che un decreto successivo dovrà individuare.
Per il cinghiale le fasi sono tre, e contano per chi cammina perché cambiano il modo in cui si caccia. **Dal 1° al 31 ottobre** solo da appostamento temporaneo e senza cani. **Dal 1° novembre al 31 dicembre** anche in forma vagante e in squadra, con cani da seguita e da cerca. **Dal 2 al 31 gennaio** solo in squadre iscritte e autorizzate. Nelle parti delle aree IBA che stanno fuori dalle zone di protezione speciale, fra cui Madonie, Nebrodi, Peloritani e Monte Cofano, il calendario ammette la caccia dal 1° ottobre e a gennaio la limita al sabato e alla domenica.
Sul calendario c’è un contenzioso ancora aperto. Il 29 luglio 2026 il TAR per la Sicilia, con l’ordinanza n. 481, ha accolto la domanda cautelare della Federazione nazionale Pro Natura e della LEAL. Il 5 agosto l’Assessorato ne ha preso atto con il decreto n. 209, che ha sospeso il calendario 2026-2027 e ha rimesso in vigore quello della stagione precedente, con le date adattate al 2026. Il 4 settembre il Consiglio di giustizia amministrativa, con l’ordinanza n. 296, secondo la Federcaccia ha restituito efficacia al calendario per tutte le specie tranne la tortora; secondo Legambiente, LIPU e WWF il via libera è molto più limitato. Il testo dell’ordinanza non l’abbiamo letto, e al 17 settembre sul portale della Regione non risulta un decreto che ne prenda atto. La Federcaccia indica il 20 ottobre 2026 come data dell’udienza di merito.
Per chi cammina la sostanza non cambia. Nel calendario di maggio e nel decreto di agosto l’apertura generale è la stessa, il 20 settembre, e le tre fasi della caccia al cinghiale hanno le stesse date. Quello che resta in discussione riguarda soprattutto le specie e la preapertura.
In quali giorni e a che ora si spara?
Ogni cacciatore può scegliere **tre giornate a settimana**, esclusi il martedì e il venerdì. Il silenzio venatorio di quei due giorni è fissato dalla legge nazionale, all’articolo 18 della legge 157 del 1992, e il calendario lo ripete: la caccia è vietata in ogni caso. Gli altri cinque giorni, sabato e domenica compresi, sono tutti possibili, e ognuno sceglie i suoi. Non esiste quindi un fine settimana senza caccia.
La giornata va **da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto**. Solo per la beccaccia l’orario è più stretto, da un’ora dopo l’alba a un’ora prima del tramonto. Le tabelle con le ore esatte le pubblicano i Servizi per il territorio di ogni provincia. In provincia di Palermo, il 20 settembre, la caccia è consentita dalle 5:51 alle 19:09. In provincia di Catania, nella settimana dal 21 al 27 settembre, dalle 5:45 alle 18:50; dal 25 ottobre, con l’ora solare, dalle 5:16 alle 17:04. In pratica la caccia copre tutte le ore di luce, e comincia prima che faccia giorno: chi parte all’alba per evitare il caldo trova i cacciatori già sul terreno.
Dove non si caccia: parchi, riserve, demanio e Natura 2000
La legge nazionale vieta la caccia nei parchi e nelle riserve naturali, nelle oasi di protezione, nei giardini e nei parchi pubblici, storici e archeologici. L’allegato 2 al calendario elenca provincia per provincia le aree precluse. Sono chiusi alla caccia per intero i parchi dell’Etna, dei Nebrodi, dell’Alcantara e delle Madonie, il Parco nazionale di Pantelleria e il Parco minerario di Floristella. Fra le riserve ci sono lo Zingaro, Monte Cofano, Vendicari, Cavagrande del Cassibile, Pantalica e Valle dell’Anapo, il Bosco della Ficuzza con Rocca Busambra, Capo Gallo, Monte Pellegrino, Pizzo Cane, Torre Salsa, Monte Cammarata, i Laghetti di Tindari e le riserve di Stromboli, Salina e Ustica.
Il divieto non riguarda solo la zona A. Nelle riserve siciliane il regolamento tipo lo scrive anche per la preriserva: quello dei Laghetti di Marinello, per esempio, vieta la caccia sia in zona A sia in zona B. Nei parchi l’elenco del calendario li indica come preclusi senza distinguere le zone.
Poi ci sono aree che non sono parchi né riserve. L’allegato 2 esclude **tutto il demanio forestale**, i fondi chiusi, le zone di addestramento dei cani e le aziende faunistico-venatorie, dove la caccia è privata. Il decreto vieta la caccia nei **siti Natura 2000 e in una fascia di 150 metri** attorno, tranne in quelli dove il Piano regionale faunistico venatorio la consente espressamente; per questi e per le isole minori rinvia a provvedimenti specifici, che negli avvisi regionali pubblicati da maggio a settembre 2026 non abbiamo trovato. È vietata anche nelle aree percorse dal fuoco: la legge 353 del 2000 la esclude per dieci anni nei boschi bruciati.
Due divieti riguardano direttamente chi cammina in quota. La caccia è vietata nel raggio di **1.000 metri da sette valichi**, scelti perché sono i passaggi principali della migrazione: Portella Colla a Isnello, Portella di Mandarini a Petralia Soprana, Portella Colle Basso e Portella Biviere a Cesarò, Portella della Busica a Tortorici, Portella Zilla a Roccella Valdemone e Contrada Cardone ad Antillo. Nelle Eolie il calendario vieta la caccia su Alicudi, Filicudi, Panarea, Salina, Stromboli, Strombolicchio e Basiluzzo.
Come si capisce sul terreno che la caccia è vietata?
Con le tabelle, quando ci sono. Le zone sottratte alla caccia vanno delimitate con cartelli su pali o alberi, a due o tre metri d’altezza, a non più di cento metri l’uno dall’altro, in modo che da ognuno si vedano i due vicini. Il calendario aggiunge però una frase che conta: se le tabelle mancano o sono messe male, le sanzioni non si applicano. Un’area senza cartelli può quindi essere protetta sulla carta e frequentata da cacciatori nei fatti. Rimuovere o danneggiare le tabelle è vietato dalla legge 157.
Per sapere prima dove si cammina, la cartografia dei siti Natura 2000 e delle aree bruciate è sul visualizzatore del Sistema informativo forestale della Regione, che il calendario stesso indica. Per le riserve e i parchi valgono i perimetri pubblicati dagli enti. In caso di dubbio, la Ripartizione faunistico-venatoria della provincia è l’ufficio che conosce i divieti del suo territorio.
Fuori dalle aree protette, un sentiero non ha una fascia di rispetto
La legge 157 fissa delle distanze, ma non nomina i sentieri. È vietato cacciare a meno di cento metri da case e luoghi di lavoro e a meno di cinquanta metri da ferrovie e strade carrozzabili, escluse le strade poderali e interpoderali. È vietato sparare con un fucile a canna liscia da meno di 150 metri in direzione di case, strade carrozzabili, ferrovie, funivie e recinti del bestiame in uso. La legge regionale 33 del 1997 aggiunge il divieto di sparare a meno di 150 metri da marcati, pagliari, recinti e animali al pascolo. Una mulattiera, una trazzera o un sentiero segnato, in sé, non sono protetti da nessuna di queste distanze.
Sui percorsi del sito questo riguarda soprattutto le tappe che collegano i paesi e alternano aree protette e campagna: la Magna Via Francigena fra Cammarata e Santo Stefano Quisquina (19,8 chilometri), il Cammino dei Mille fra Piana degli Albanesi e Ficuzza (20,1 chilometri), la Via dei Frati fra Castelbuono e Cefalù (25,9 chilometri), il sentiero da Avola a Capo Negro (28,7 chilometri). Dove un tratto esca da un’area protetta va controllato sulla cartografia regionale: noi non l’abbiamo mappato tratto per tratto.
Il controllo dei cinghiali non è caccia, e non si ferma il martedì
È la differenza più importante da capire. L’articolo 19 della legge 157 consente alle Regioni il **controllo della fauna anche dove la caccia è vietata**, comprese le aree protette e quelle urbane, e anche nei giorni di silenzio venatorio. La stessa legge precisa che il controllo non è attività venatoria, quindi non segue il calendario. In Sicilia le regole operative sono nelle linee guida approvate il 2 settembre 2026 con il decreto n. 3669, che valgono per il piano contro la peste suina africana e per il piano straordinario 2025-2029.
Le linee guida dicono che il controllo dei suidi, cioè cinghiali e ibridi con il maiale, si fa **tutto l’anno e su tutto il territorio**, dentro e fuori dalle aree protette, nel demanio e nei siti Natura 2000. I metodi sono due: trappole con successivo abbattimento e tiro con arma da fuoco da postazione temporanea. Gli abbattimenti si possono fare **tutti i giorni della settimana**, in due fasce: da due ore prima dell’alba fino alle 9 del mattino, e da due ore prima del tramonto fino alle 22. Sono esclusi dal 24 dicembre al 6 gennaio, da venerdì santo al lunedì dell’Angelo, dal 25 aprile al 1° maggio e tutto il mese di agosto.
Nelle aree protette c’è una limitazione in più che interessa chi cammina: il tiro da appostamento **non si fa il sabato, la domenica, i festivi e i prefestivi**. Le operazioni con arma da fuoco vanno segnalate prima con cartelli di avviso, e la programmazione va comunicata ai Comuni almeno quindici giorni prima. Le trappole si attivano da un’ora prima del tramonto e vanno controllate entro le 9 del giorno dopo. C’è poi la girata: un solo cane limiere tenuto a una lunga di 8-10 metri spinge i cinghiali verso le poste, con gruppi da cinque a dieci persone. Si fa di giorno, da un’ora dopo l’alba a due ore prima del tramonto, mai nei festivi e prefestivi, in zone segnalate con cartelli. Le linee guida la indicano come tecnica adatta proprio alle aree protette e non la escludono lì durante la stagione di caccia, per contrastare l’effetto spugna, cioè i cinghiali che si rifugiano nei parchi quando fuori si caccia.
Il Parco delle Madonie stima nel suo territorio fra 1.500 e 3.000 suidi su 41.258 ettari, e scrive che la stima reale è vicina al massimo. La sintesi del piano pubblicata dal Parco ammette le trappole in tutte le zone e vicino ai paesi, il tiro all’aspetto nelle zone C e D e la girata solo nelle zone D. Le linee guida regionali descrivono il cinghiale come una specie comparsa di recente in Sicilia, di dubbia origine genetica, molto prolifica e senza predatori naturali sull’isola. Una stima regionale del numero di cinghiali non l’abbiamo trovata.
Le battute al cinghiale: cartelli, segnali e poste
Da novembre il cinghiale si caccia anche in squadra. Il calendario fissa le regole generali: squadre da 6 a 35 cacciatori, fino a dieci squadre per giornata in ogni ambito, al massimo tre battute a settimana. La zona va delimitata con cartelli messi un’ora prima dell’alba, l’inizio e la fine della battuta vanno segnalati con un avviso acustico udibile in tutta la zona, e tutti i partecipanti devono indossare abbigliamento arancione ad alta visibilità. I cacciatori raggiungono le poste con l’arma scarica e non le lasciano fino al segnale di fine.
Il regolamento pubblicato l’11 settembre 2026 dal Servizio per il territorio di Siracusa mostra come queste regole arrivano sul sentiero. Le tabelle devono dire «Attenzione battuta di caccia al cinghiale in corso» e stare in numero adeguato **lungo i sentieri più frequentati e agli incroci**, per far conoscere il pericolo **senza precludere l’accesso**. Vanno tolte entro un’ora dalla fine della battuta. Ogni squadra può usare fino a venti cani, e i minorenni non possono seguire la battuta.
Il cartello quindi informa, non chiude. La scelta resta a chi cammina, e quella prudente è tornare indietro o prendere un altro percorso. Se ci si accorge di essere già dentro una battuta, dai colpi o dai cani, conviene restare sul sentiero, farsi sentire a voce, non tagliare nel bosco e non correre: le poste sono ferme in punti che chi cammina non vede. Anche le battute alla volpe, da ottobre a dicembre, seguono lo stesso schema di cartelli e segnali.
Come farsi vedere e sentire
Per chi cammina non c’è nessun obbligo. Il calendario impone l’arancione ai cacciatori nelle battute e lo consiglia a chi caccia la beccaccia, cioè a chi si muove nel bosco dove la visibilità è scarsa. Lo stesso principio vale per l’escursionista: un capo arancione o giallo fluorescente sopra lo zaino, o un copri-zaino di quel colore, si vede molto prima di una giacca marrone o verde. Nelle ore di caccia conviene camminare parlando, in gruppo quando si può, senza uscire dal tracciato fra la macchia. Il CAI consiglia di informarsi prima presso il Comune o l’ente parco su zone e giorni di caccia, e di scegliere un altro itinerario se si trovano i cartelli di una battuta.
Il cane va tenuto al guinzaglio: un cane libero nel sottobosco può essere scambiato per un selvatico, e può incontrare la muta di una battuta. Un gilet o un collare colorato aiuta. Per le regole sui cani nelle aree protette c’è una guida apposita.
Cosa fare davanti a un cinghiale?
Il cinghiale di solito si allontana dall’uomo, anche in branco, e si muove soprattutto al crepuscolo e di notte. Le situazioni a rischio indicate dai Parchi del Lazio sono due: l’animale che non ha una via di fuga e la femmina con i piccoli. Le indicazioni degli enti e del CAI coincidono. Mantenere la calma e non scappare, perché il cinghiale corre più veloce. Fermarsi a distanza, senza movimenti bruschi né rumori improvvisi, e allontanarsi piano tenendolo d’occhio. Non passare mai fra la scrofa e i piccoli, non avvicinarsi per fotografarli, non provare ad aggirarli da vicino. Se serve, salire su un rialzo. Il rumore fatto per tempo, con la voce o battendo i bastoncini, evita la maggior parte degli incontri ravvicinati.
Dare da mangiare ai cinghiali è vietato dall’articolo 7 della legge 221 del 2015, e la violazione è punita con l’arresto da due a sei mesi o con un’ammenda. Vale anche per gli avanzi lasciati sul sentiero. Le trappole di cattura non vanno toccate né aperte: fanno parte dei piani di controllo e sono gestite da personale autorizzato.
Se si trova un cinghiale morto non va toccato. Il calendario chiede ai cacciatori di segnalare ogni carcassa, anche parzialmente mangiata o in decomposizione, alle guardie venatorie, alla polizia provinciale, ai carabinieri forestali o ai servizi veterinari dell’azienda sanitaria, perché fa parte della sorveglianza sulla peste suina africana. Chi cammina può fare lo stesso, annotando la posizione precisa.
In pratica
Fra il 20 settembre e il 31 gennaio, il martedì e il venerdì sono i giorni senza caccia fuori dalle aree protette. Nei parchi e nelle riserve non si caccia mai, e i piani di controllo non operano nei fine settimana e nei festivi. Prima di partire conviene sapere se il percorso esce da un’area protetta, controllare sulla cartografia regionale i tratti di campagna e sapere che la caccia comincia un’ora prima dell’alba. Sul terreno contano un colore visibile, la voce, il cane al guinzaglio e l’attenzione ai cartelli di battuta, che segnalano un pericolo anche se non vietano il passaggio. In caso di ferita o di incidente il numero è il 112.
Casi concreti
Caso
Un calendario cambiato tre volte in quattro mesi
Il calendario venatorio siciliano viene impugnato quasi ogni anno. Quello del 2026-2027 mostra perché una data letta a maggio va ricontrollata a settembre.
- Il 21 maggio 2026 l’Assessore all’agricoltura firma il decreto n. 129 con il calendario 2026-2027: preapertura dal 2 settembre, apertura generale il 20 settembre.
- Il 29 luglio 2026 il TAR per la Sicilia, con l’ordinanza n. 481 sul ricorso di Pro Natura e LEAL, accoglie la domanda cautelare.
- Il 5 agosto 2026 il decreto n. 209 sospende il calendario e rimette in vigore quello 2025-2026, con le date adattate alla nuova stagione.
- Il 4 settembre 2026 il CGA, con l’ordinanza n. 296, esclude la tortora e restituisce efficacia al calendario per le altre specie, secondo la Federcaccia; le associazioni ambientaliste ne danno una lettura più restrittiva.
- La Federcaccia indica il 20 ottobre 2026 come data dell’udienza di merito al TAR.
Cosa se ne ricava. Le date che interessano chi cammina, l’apertura del 20 settembre e le fasi della caccia al cinghiale, sono rimaste le stesse in tutti gli atti. Le regole di dettaglio invece possono cambiare in corso di stagione: la fonte da controllare è la pagina degli avvisi faunistico-venatori della Regione.
Caso
Un regolamento di battuta letto da chi cammina
Ogni Servizio per il territorio regola le battute al cinghiale della sua provincia. Quello di Siracusa, pubblicato l’11 settembre 2026, è uno dei primi della stagione.
- La battuta con i cani negli ambiti SR1 e SR2 è consentita dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027, con al massimo dieci squadre per giornata.
- Le tabelle «Attenzione battuta di caccia al cinghiale in corso» vanno messe lungo i sentieri più frequentati e agli incroci, senza precludere l’accesso, e tolte entro un’ora dalla fine.
- L’inizio e la fine della battuta si segnalano con un avviso acustico udibile in tutta la zona.
- Ogni squadra può usare fino a venti cani; i cacciatori portano un gilet arancione; i minorenni non possono seguire la battuta.
Cosa se ne ricava. Il cartello di battuta avvisa ma non vieta il passaggio. Chi lo incontra deve decidere da solo, e la scelta prudente è cambiare percorso.
Iblei e Val di NotoCaso
Le nuove regole sul controllo dei cinghiali
Il 2 settembre 2026 la Regione ha aggiornato le linee guida per il controllo numerico dei suidi, legandole al piano contro la peste suina africana e al piano straordinario sulla fauna selvatica 2025-2029.
- Il controllo si fa tutto l’anno, dentro e fuori dalle aree protette, anche nel demanio e nei siti Natura 2000.
- Gli abbattimenti da appostamento sono ammessi tutti i giorni, da due ore prima dell’alba alle 9 e da due ore prima del tramonto alle 22; la girata, con cane limiere, da un’ora dopo l’alba a due ore prima del tramonto, esclusi festivi e prefestivi.
- Sono esclusi dal 24 dicembre al 6 gennaio, nei giorni di Pasqua, dal 25 aprile al 1° maggio e in agosto; nelle aree protette anche nei fine settimana, nei festivi e nei prefestivi.
- Le operazioni con arma da fuoco vanno annunciate con cartelli, e la programmazione va comunicata ai Comuni almeno quindici giorni prima.
- Il calendario venatorio 2026-2027 conta 1.451 coadiutori formati in Sicilia per questa attività, 380 dei quali in provincia di Palermo e 302 in quella di Messina.
Cosa se ne ricava. Nelle aree protette, dove la caccia non c’è, il sabato, la domenica e i festivi sono i giorni in cui le regole escludono il tiro di controllo. Nei giorni feriali possono esserci operazioni sia al crepuscolo sia, con la girata, durante il giorno: i cartelli di avviso sono l’unico segnale sul posto.
Le MadonieCaso
Due incidenti di caccia della stagione 2025-2026
Non esiste una statistica pubblica degli incidenti di caccia in Sicilia. L’unica raccolta sistematica è quella dell’Associazione Vittime della Caccia, dichiaratamente contraria alla caccia e basata sulla stampa locale.
- Il 5 ottobre 2025 a Caltagirone un uomo che non cacciava si è presentato in ospedale ferito da una fucilata; secondo la prima ricostruzione il colpo era partito da un cacciatore, e sull’accaduto ha indagato la polizia.
- Il 31 gennaio 2026 a San Giuseppe Jato un uomo di 52 anni è stato ferito alla spalla durante una battuta, colpito secondo la prima ricostruzione da un altro cacciatore, e portato in elicottero all’ospedale Civico di Palermo.
- Nel dossier sulla stagione 2025-2026 l’associazione conta sette casi in Sicilia, fra incidenti durante la caccia ed episodi fuori dalla caccia con armi da caccia.
Cosa se ne ricava. Nelle battute si può essere colpiti anche da chi è attento, perché i tiri seguono un animale in movimento fra la vegetazione. Per chi cammina l’unica protezione pratica è non trovarsi dentro l’area della battuta.
Domande frequenti
Quando apre la caccia in Sicilia nel 2026?
L’apertura generale è domenica 20 settembre 2026, preceduta da alcune giornate di preapertura riservate al colombaccio da appostamento. La stagione si chiude il 31 gennaio 2027. Il calendario è stato impugnato e poi in parte ripristinato dal CGA il 4 settembre, ma la data del 20 settembre è la stessa in tutti gli atti.
In quali giorni non si caccia in Sicilia?
Il martedì e il venerdì, per legge nazionale. Negli altri cinque giorni ogni cacciatore ne sceglie al massimo tre, quindi anche sabato e domenica si caccia. Il silenzio del martedì e del venerdì non vale per il controllo dei cinghiali, che segue altre regole.
A che ora comincia la caccia?
Un’ora prima del sorgere del sole, e finisce al tramonto. Le ore esatte le pubblicano i Servizi per il territorio di ogni provincia: a Palermo il 20 settembre 2026 dalle 5:51 alle 19:09. Per la beccaccia l’orario va da un’ora dopo l’alba a un’ora prima del tramonto.
Si può cacciare nei parchi e nelle riserve naturali siciliane?
No. La legge nazionale lo vieta e il calendario elenca come precluse per intero le aree dei parchi dell’Etna, dei Nebrodi, dell’Alcantara e delle Madonie, il Parco nazionale di Pantelleria e le riserve naturali regionali. Il divieto vale anche per il demanio forestale e, salvo eccezioni previste dal Piano faunistico, per i siti Natura 2000 con una fascia di 150 metri. Nei parchi e nelle riserve può però svolgersi il controllo dei cinghiali, che non è caccia.
A che distanza da un sentiero si può sparare?
La legge non fissa distanze dai sentieri. Vieta di cacciare a meno di cento metri da case e luoghi di lavoro e a meno di cinquanta metri da strade carrozzabili e ferrovie, escluse le strade poderali e interpoderali, e di sparare verso questi obiettivi da meno di 150 metri con fucile a canna liscia. Un sentiero o una mulattiera in campagna non ha una protezione propria.
I cacciatori possono entrare in un terreno privato?
Sì, se il fondo non è chiuso nei modi previsti dalla legge e non ha colture che possono essere danneggiate. Lo dice l’articolo 842 del codice civile. Il proprietario può sempre opporsi a chi non ha la licenza.
Cosa fare se si incontra un cinghiale in Sicilia?
Restare calmi e non scappare, fermarsi a distanza e allontanarsi piano tenendolo d’occhio. Non mettersi mai fra una femmina e i piccoli e non chiudere all’animale la via di fuga. Tenere il cane al guinzaglio e fare rumore per tempo aiuta a evitare gli incontri. Dare da mangiare ai cinghiali è un reato.
Che colori indossare durante la stagione di caccia?
Non esiste un obbligo per chi cammina. I cacciatori in battuta devono indossare l’arancione ad alta visibilità, e lo stesso colore, o un giallo fluorescente, rende visibile anche l’escursionista. Conviene portarlo sopra lo zaino, dove si vede da ogni lato.
Cosa significa il cartello «battuta di caccia al cinghiale in corso»?
Che nella zona c’è una battuta in squadra con i cani e i cacciatori sono alle poste. Il cartello avvisa del pericolo ma non vieta il passaggio, e va tolto entro un’ora dalla fine. La scelta prudente è tornare indietro o cambiare percorso.
Le date, i giorni, gli orari e le aree precluse vengono dal testo del calendario venatorio 2026-2027 (D.A. n. 129/Gab del 21 maggio 2026 e i suoi allegati) e dal D.A. n. 209/Gab del 5 agosto 2026, letti sul portale della Regione Siciliana il 17 settembre 2026, insieme agli orari ufficiali pubblicati dai Servizi per il territorio di Palermo e Catania, al regolamento di battuta di Siracusa dell’11 settembre 2026 e alle linee guida sul controllo dei suidi approvate con D.D.G. n. 3669 del 2 settembre 2026. Le norme nazionali (legge 157/1992, legge 221/2015, art. 842 del codice civile) sono state lette su Normattiva nel testo vigente. Della legge regionale 33/1997 abbiamo letto un testo coordinato ufficiale aggiornato al 1999: gli articoli citati vanno riscontrati sul testo vigente. L’ordinanza del CGA n. 296 del 4 settembre 2026 non l’abbiamo letta: ne riportiamo i resoconti delle associazioni venatorie e ambientaliste, che non coincidono, e al 17 settembre sul portale regionale non risulta un decreto che ne prenda atto. Non abbiamo trovato i decreti 2026-2027 per i siti Natura 2000 dove la caccia è ammessa e per le isole minori. Non esiste una stima ufficiale regionale dei cinghiali né una statistica pubblica degli incidenti di caccia in Sicilia. I consigli di comportamento davanti a un cinghiale vengono da un ente parco e dal CAI; quelli sull’abbigliamento sono indicazioni di prudenza della redazione, non regole.
Scritta e verificata dalla Redazione Sentieri Siciliani. Pubblicata il 22 settembre 2026, aggiornata il 22 settembre 2026. Il metodo con cui lavoriamo.
Fonti
- Regione Siciliana, Assessorato dell’agricoltura, D.A. n. 129/Gab del 21 maggio 2026, Calendario venatorio 2026-2027 — decreto che approva il calendario, divieto nei siti Natura 2000 e nella fascia di 150 metri, rinvio a provvedimenti specifici per isole minori e siti dove la caccia è ammessa
- Regione Siciliana, Allegati 1 e 2 al Calendario venatorio 2026-2027 — giornate e orari, date per specie, prescrizioni sulla caccia al cinghiale e alla volpe, valichi, elenco delle aree precluse, tabellazione
- Regione Siciliana, D.A. n. 209/Gab del 5 agosto 2026, sospensione del calendario in ottemperanza all’ordinanza TAR n. 481 del 29 luglio 2026 — sospensione del calendario, ricorrenti, date per specie riprese dal calendario 2025-2026
- Regione Siciliana, Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale, Avvisi faunistico-venatori settembre 2026 — elenco degli atti pubblicati a settembre: orari provinciali, regolamenti di battuta, linee guida sui suidi
- Regione Siciliana, Servizio per il territorio di Palermo, orario ufficiale dell’attività venatoria 2026-2027 (prot. 95106 del 14 settembre 2026) — ora di inizio e fine della giornata di caccia in provincia di Palermo
- Regione Siciliana, Servizio per il territorio di Catania, orario ufficiale della stagione venatoria 2026-2027 — ora di inizio e fine della giornata di caccia in provincia di Catania, settimana per settimana
- Regione Siciliana, Servizio per il territorio di Siracusa, regolamento della caccia al cinghiale in battuta 2026-2027 (prot. 94571 dell’11 settembre 2026) — tabelle di avviso sui sentieri, segnali acustici, numero di cani, divieto per i minorenni
- Regione Siciliana, D.D.G. n. 3669 del 2 settembre 2026, Linee guida per il controllo numerico dei suidi selvatici — controllo dei cinghiali tutto l’anno anche nelle aree protette, fasce orarie, periodi esclusi, cartelli, girata
- Normattiva, legge 11 febbraio 1992 n. 157, art. 18 — tre giornate settimanali e silenzio venatorio il martedì e il venerdì
- Normattiva, legge 11 febbraio 1992 n. 157, art. 19 — controllo della fauna anche nelle aree protette e nei giorni di silenzio venatorio, che non è attività venatoria
- Normattiva, legge 11 febbraio 1992 n. 157, art. 21 — divieti nei parchi e nelle riserve, distanze da case e strade, divieto di rimuovere le tabelle
- Normattiva, legge 28 dicembre 2015 n. 221, art. 7 — divieto di foraggiare i cinghiali
- Normattiva, Codice civile, art. 842 — accesso dei cacciatori ai fondi privati non chiusi
- Legge regionale siciliana 1 settembre 1997 n. 33, testo coordinato della Regione aggiornato alla L.R. 10/1999 (copia FAOLEX) — divieto di sparare vicino a ricoveri e animali al pascolo, valichi montani, obbligo di tabellazione
- Ente Parco delle Madonie, Gestione fauna selvatica — stima dei suidi nel parco, metodi di controllo per zona
- Federcaccia Sicilia, comunicato sull’ordinanza del CGA n. 296/2026 — resoconto di parte dell’ordinanza cautelare del 4 settembre 2026
- Federcaccia Sicilia, comunicato sull’ordinanza del TAR Palermo sul calendario 2026-2027 — data dell’udienza di merito indicata dall’associazione
- Legambiente, LIPU e WWF, comunicato sull’ordinanza del CGA (ripreso da imgpress, 5 settembre 2026) — resoconto di parte opposta della stessa ordinanza
- Parchi del Lazio, Come comportarsi quando si incontra un cinghiale — comportamento davanti a un cinghiale, situazioni a rischio
- CAI, Lo Scarpone, Escursioni autunnali: come comportarsi in caso di incontro con il cinghiale (22 ottobre 2025) — consigli per escursionisti in stagione di caccia e davanti a un cinghiale
- Associazione Vittime della Caccia, Dossier 2025-2026, vittime umane — raccolta, di parte e basata sulla stampa, degli incidenti con armi da caccia
- Regione Siciliana, Sistema Informativo Forestale, visualizzatore cartografico — cartografia dei siti Natura 2000 e delle aree percorse dal fuoco indicata dal calendario
- Regione Siciliana, portale ORBS, decreto istitutivo e regolamento della Riserva Laghetti di Marinello (10 dicembre 1998) — divieti in zona A e B, escursionismo, natanti, campeggio
- Regione Siciliana, portale ORBS, testo coordinato L.R. 98/1981 e L.R. 14/1988 — divieti di raccolta della flora nei parchi e nelle riserve siciliane
- Regione Siciliana — ordinanze regionali, riserve naturali e demanio forestale
- Parco delle Madonie — rete sentieristica, regolamento e stato dei percorsi delle Madonie
- Parco dei Nebrodi — accessi, piste forestali e regolamento del parco dei Nebrodi
- Parco dell’Etna — regolamento del parco, sentieri autorizzati e accessi al vulcano
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Il passo successivo
Passa dai principi ai luoghi
Le regole valgono poco finché non si applicano a un posto preciso. Da qui si arriva alle schede con accessi, parcheggi e tracce.
